Asiagofestival, tributo a Venezia

CLASSICA. Presentata la 45ª edizione che andrà in scena da sabato. Un'edizione di sostanza «merito degli appassionati che ci sostengono» dice il presidente degli Amici, Brazzale. Il programma
03/08/2011
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Julius Berger e Josè Gallardo in un'immagine d'archivio

Vicenza. Asiagofestival edizione numero 45, di scena dal 6 al 17 agosto. Un'edizione di sostanza, merce rara in questi tempi di tagli: «Merito del fatto - ha esordito Roberto Brazzale, presidente degli Amici della Musica "Fiorella Benetti Brazzale", promotrice dell'evento - che la nostra manifestazione non si sostiene con i fondi pubblici ma quasi esclusivamente grazie a un gruppo di appassionati sponsor privati».
Sul problema dei tagli, d'altra parte, Brazzale ha un'idea ben precisa: «In Italia non sono i fondi a mancare, ma l'interesse della popolazione, sempre meno coltivata alle arti. Perché buttare denari pubblici con Galuppi - si chiede  polemicamente - quando nelle scuole si insegna De André e nelle chiese si eseguono Simon e Garfunkel?».
È dunque «un romantico atto di resistenza a questa deriva che procede nella totale indifferenza della società» questa nuova edizione del festival, che avrà come filo conduttore Venezia, lasciando agli artisti la massima libertà di declinarla. Si comincia sabato 6 agosto, con la più autentica musica klezmer di scena grazie ai giovani veneziani del Rejouissance Ensemble, affiancati dal clarinetto di Francesco Socal e dal violoncellista Guido Rigatti.
Stuzzicante anche l'appuntamento di domenica 7, "Musica per Marietta", che ruoterà attorno alla figlia del celebre pittore veneziano del '500 Tintoretto; tra i suoi precettori, il compositore di mottetti e madrigali Giulio Zacchino: del festival l'idea di recuperarli (grazie a Maria Dal Bianco) e di farli eseguire dal Coenobium Vocale, diretto dalla Dal Bianco, con Nicola Reniero al clavicembalo e la scrittrice Melania Mazzucco, esperta dell'artista.
Mercoledì 10 toccherà all'Ensemble Cello Passionato, otto violoncelli tra il barocco di Vivaldi e la musica di Bonato e di Sofia Gubaidulina, della quale sarà tra l'altro eseguito un brano della colonna sonora de "Il villaggio di cartone" di Ermanno Olmi, in concorso a Venezia.
L'11 e il 12 spazio al quartetto coreano "I solisti di Asiago", con Josè Gallardo al clavicembalo, presenza sempre gradita al festival, e Julius Berger, direttore artistico della manifestazione, Hyun-Jung Berger e Alberto Brazzale al violoncello: in programma anche composizioni di Franz Liszt, del quale ricorre il secondo centenario della nascita e che sarà riproposto da Berger e Gallardo il 14, accanto a Wagner, Webern e altri.
Tra i momenti più attesi, come tradizione, l'omaggio a un compositore contemporaneo. La scelta è caduta su Giovanni Bonato (Schio, 1961), cui il 15 saranno dedicati un incontro in Municipio e la prima esecuzione integrale del trittico dal titolo cimbro "Dar Gasang Bon dar Eerde" ("Il canto della terra"), creata per il festival e dedicata alla Grande Rogazione di Asiago: sul palco l'Accademia Musicale di Schio e i cori Coenobium Vocale, Ensemble La Rose e Laetetur Cor, per la direzione di Filippo Maria Bressan e con Julius Berger al violoncello.
Infine, mercoledì 17, tradizionale concerto d'organo di chiusura: Hansjörg Albrecht, erede di Karl Richter alla direzione del Münchner Bach Chor; proporrà tra l'altro musiche di Vivaldi, Monteverdi e Mozart, ma anche di Gustav Mahler e Nino Rota, altri due illustri "celebrati" di quest'anno.

Alessandra Agosti




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