Studenti in protesta: «No al ddl Gelmini»

SCUOLA. Stamattina davanti alla stazione
30/11/2010
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Il ministro Maria Stella Gelmini firma la riforma universitaria

Vicenza. Fermare il ddl Gelmini. È la parola d'ordine che risuonerà stamattina a partire dalle 9 davanti alla stazione ferroviaria, luogo della protesta che vedrà gli studenti delle superiori unirsi agli universitari per dire no alla riforma del sistema universitario la cui votazione è prevista oggi alla Camera.
OBIETTIVI. Tre i punti caldi del decreto: riorganizzazione finalizzata al rilancio dell'istruzione terziaria; delega al Governo che dovrebbe garantire qualità ed efficienza e nuove regole sul reclutamento dei docenti e dei ricercatori, anche attraverso la nomina di rettori che diventano rappresentanti legali dell'ateneo e la creazione di consigli di amministrazione con soggetti esterni.
Ma se per il ministro Gelmini si tratta di un rilancio, per studenti, docenti titolari di cattedra e non, il rischio è di una pericolosa "deriva aziendalistica".
COLLETTIVO. A ribadirlo è anche il Collettivo studentesco di Vicenza che parla di «cancellazione della democrazia dai processi decisionali; finanziarizzazione della conoscenza; ricerca insensata di profitto da ogni attività sociale e culturale».
«L'attacco, come ripetiamo senza sosta da almeno due anni, è sistematico: colpisce la struttura dell'università introducendo privatizzazioni, riduzioni di diritti, torsioni autoritarie. Una prospettiva che intendiamo rifiutare perché richiama politiche di esclusione, innalza muri che ritenevamo abbattuti, divide il Paese tra chi può e chi non può», proseguono i rappresentanti del Collettivo, invitando a partecipare alla protesta.
«Facciamo appello a tutti gli studenti a organizzarsi autonomamente tra loro - spiegano - organizzando dei sit-in davanti alle scuole. Dopodichè la manifestazione proseguirà davanti alla stazione insieme agli universitari».
RETE. Un sos per l'università arriva anche dalla Rete degli studenti medi che oggi sarà a fianco di studenti e docenti.
«Come il 27 novembre siamo scesi a fianco dei lavoratori – fanno notare Doris Zjalic' e Cecilia Correale - così domani dimostreremo il nostro dissenso per una riforma che non tiene in considerazione gli studenti ed esprimeremo la nostra solidarietà a chi sta lottando in prima persona. Come in molte altre piazze d'Italia, così anche a Vicenza faremo sentire la voce degli studenti medi perché sono loro i protagonisti dell' Università di domani. Faremo capire alla città la posizione di chi vuole riconquistare il proprio futuro». Agitazioni in programma anche al liceo delle scienze sociali Martini di Schio dove in mattinata è prevista una manifestazione.

Anna Madron


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1 nonnopiero 30/11/2010 15:23 127 commenti

sono i più ignoranti d'Europa e quasi del mondo, pensino a studiare perchè l'esercito invece di essere usato per raccogliere le immondizie di quei "sporcaccioni", non viene usato per "sculacciare" questi provocatori, alle università adesso si dovrebbero pure decurtare tutti i soldi necessari per riparare i danni fatti da questi "intelligentoni".

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