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domenica, 21 dicembre 2014

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16.11.2010

Il Bacchiglione cala a 4 metri
La città respira ma resta vigile

Bacchiglione oltre i 5 metri (GUARDA) nel pomeriggio poi scende progressivamente: allagati campi e area golenale sotto Dueville ma gli argini reggono. Allarme rientrato, rimane il preallerta. Alle 14 via le auto dalle zone del centro e chiusa la zona di Ponte degli Angeli. Problemi di allagamenti in Riviera Berica e a Debba (chiusi ponti). Domani tutte le scuole aperte

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Vicenza. Il Bacchiglione a Ponte degli Angeli sta lentamente scendendo. Intorno alle 19 si è attestato sui 4 metri e 70 e dalle 20 e sceso a 4,50 e oltre. Dichiarato quindi il cessato allarme, restano tuttavia in vigore le norme di preallarme.

I cittadini delle zone interessate dal rischio esondazione sono stati informati tramite i megafoni della polizia locale che il livello dei fiumi sta scendendo, ma sono stati invitati a mantenere l’attenzione sui garage e i locali interrati.

Tra le 16 e le 19 le vie attorno a ponte degli Angeli chiuse al traffico nei giorni dell’alluvione sono state vietate alla circolazione in via precauzionale, ma ora si circola normalmente.

Ponte Pusterla rimane chiuso anche al passaggio pedonale almeno fino a domani mattina.

Nonostante sia confermata la cessazione dello stato di allarme, si registrano fenomeni di allagamento in zona Riviera Berica, specificamente a Ca' Tosate e lungo la strada che porta a San Pietro Intrigogna. Inoltre, per le avverse condizioni meteorologiche, sono stati chiusi i ponti di Debba.

Si tratta di fenomeni avvenuti in conseguenza dell'onda di piena registrata qualche ora fa che, comunque, non modificano il quadro di miglioramento che ha portato all'uscita dallo stato di allarme: infatti il livello del Bacchiglione a Ponte degli Angeli è sceso a 4 metri.

La nuova ondata di maltempo oggi aveva spaventato la città. Questa la successione degli eventi, quando le piogge continue delle ultime ore avevano fatto aumentare il livello del fiume Bacchiglione che ha superato i 5 metri. Poco dopo le 15 era arrivata la voce di una rottura dell'argine del Timonchio e campi allagati a Vivaro di Dueville, nella frazione di Cresole del comune di Caldogno e a Villaverla. In realtà pare si sia trattato solo di una normale fuoriuscita, tra l'altro nella zona golenale.

I vigili urbani sono mobilitati e hanno elevato lo stato di allerta per una probabile esondazione del fiume anche a Vicenza: «Siamo preparati al peggio - spiegano dal comando provinciale - tutte le sezioni operative sono allertate e abbiamo fatto arrivare altri mezzi anfibi».

Il livello del Bacchiglione a Ponte degli Angeli alle 15.30 ha raggiunto il livello dei 5 metri e 10 centimetri. In questa ultima ora e mezzo il Bacchiglione però non è più salito, anzi, a ponte degli Angeli da 5 metri e 10 centimetri è sceso verso le 17 a 5 metri e 8 centimetri.

Sul sito del Comune il sindaco fa sapere che mantiene comunque lo stato di allarme: «Non ho infatti segnalazioni sufficienti dalla protezione civile e dal centro funzionale decentrato di Arpav per dichiarare con certezza il passato pericolo». Di certo, però, c’è lo sgomento degli amministratori e dei cittadini vicentini: «Questa piena sta passando con danni relativi – commenta il sindaco - ma la città è stata di nuovo allarmata e bloccata. E ora vive nella morsa di un fiume che si ingrossa fino quasi ad esondare per poche ore di pioggia. La gente è stanca, sgomenta, incredula. Si chiede cosa stia succedendo: aveva appena cominciato a sistemare i negozi e le case e già ha dovuto vivere un nuovo pomeriggio di paura.

Ne ho parlato in questi minuti con il presidente del Veneto Luca Zaia che ha concordato con me che c’è qualcosa che non va. Il terreno è sicuramente zuppo, ma c’è una fragilità nel sistema idrogeologico a nord di Vicenza che va affrontata con grande determinazione e senza perdere altro tempo».

Mentre la piena sembra essere passata, in attesa che ci siano le condizioni per ritirare lo stato di allarme prosegue la generosa attività dei volontari richiamati con un sms per collaborare alla preparazione dei sacchi di sabbia e agli avvisi alla popolazione: in poche ore se ne sono presentati 180.

A nord i corsi d’acqua cominciano a calare, ma in città la paura è che possa arrivare un ulteriore innalzamento di almeno altri 20/30 centimetri che potrebbe mettere in seria difficoltà le zone di viale Trento, viale Diaz e viale Ferrarin.

Per questo motivo la polizia locale pattugliava in modo consistente quei quartieri, invitando le persone a mettere in sicurezza i beni dei piani interrati e le automobili e a prepararsi a lasciare eventualmente i piani terra.

In piazza Matteotti, intanto, si allestiva nuovamente la tenda della protezione civile dove si stanno radunando i volontari richiamati tramite sms. A loro vengono affidati il compito di preparare nuovi sacchi di sabbia negli 11 punti di distribuzione.

Gian Marco Mancassola
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