Dal Governo 300 milioni
per il Veneto sott'acqua

IL DECRETO. «Con la Finanziaria significava slittare a gennaio: soldi presi dalla nostra “riserva”».L'annuncio di Berlusconi con Tremonti e Zaia ieri a palazzo Chigi. «Non esclusi ulteriori fondi quando l'inventario danni sarà completo»
11/11/2010
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L’alluvione che ha colpito il Veneto tra il 31 ottobre e il 2 novembre

Vicenza. «Siamo qui a dare una risposta alle promesse fatte ieri ai sindaci di tutti i 121 Comuni veneti colpiti dall'alluvione: abbiamo promesso che ci sarebbe stato un intervento immediato e sostanzioso, come è successo sempre a seguito di queste calamità». Tutto molto rapido: tra mezzogiorno e l'una di ieri a Roma due riunioni, una nella sede della Protezione civile con le Province venete e l'altra a palazzo Chigi, e prima delle 13.30 il premier Silvio Berlusconi si presenta alla stampa affiancato dal ministro Giulio Tremonti, dal governatore veneto Luca Zaia e dal ministro leghista Roberto Calderoli, ad annunciare che i soldi ci sono.
300 MILIONI: SOLDI GIÀ DISPONIBILI. «In base a un inventario provvisorio - annuncia Berlusconi - abbiamo stabilito che con un atto di palazzo Chigi sia messa a disposizione della Protezione civile e della Regione Veneto la somma di 300 milioni di euro. Ho visto molti anziani martedì in Veneto impegnati in pulizie, e quindi lo traduco: sono 600 miliardi di vecchie lire. Poi ci saranno interventi o di spese corrente, oppure di opere strutturali da parte del Cipe (comitato interministeriale). Credo sia una risposta davvero immediata da parte del Governo italiano». E ci pensa Tremonti a spiegare perché non si tratta di intervenire sulla Finanziaria, la legge di stabilità: entrerebbe in vigore dal 1° gennaio, mentre Roma i soldi li dà subito, immediatamente. «Il governo distingue - spiega Tremonti - tra interventi strutturali e correnti. Quelli strutturali sono sulle opere pubbliche: significa che si va per progetti, e relative delibere del Cipe, in un impegno di ricostruzione e di messa in sicurezza con tempi che vorremmo fossero veloci, così come abbiamo fatto molte cose velocemente a L'Aquila. Per gli interventi "correnti" utilizziamo invece il capitolo "spese impreviste" che con saggezza e prudenza viene attivato ogni anno dal Governo e conservato: siamo così in grado di liquidare subito una cifra che per il prossimo mese e mezzo è importante: 300 milioni. Ciò non esclude ulteriori interventi, se l'inventario definitivo dei danni ne dimostrasse il bisogno».
ALTRI INTERVENTI: BANCHE E UE. Ma Berlusconi sottolinea che c'è anche altro: «Ci sono state risposte molto positive anche da parte del sistema delle banche italiane: va sottolineato che hanno già deliberato di mettere a disposizione un ammontante di 700 milioni di euro per crediti a famiglie e imprese colpite dall'alluvione. E alcune per loro hanno anche deliberato la possibile sospensione di pagamento di rate di mutuo. Infine l'Europa ha un fondo per calamità naturali, che per l'Abruzzo ci ha dato 498 milioni di euro: anche in questo caso la Commissione Europa è già stata attivata, in particolare con il nostro vicepresidente Tajani che domani sarà in Veneto con tutti gli incaricati che potranno formulare un primo giudizio e anche dare il via a un primo stanziamento in attesa dell'inventario completo dei danni».
GIORGETTI E BERSANI AGLI ANTIPODI. «I 300 milioni di euro annunciati da Berlusconi dimostrano l'interesse estremamente tempestivo del Governo per i territori del Veneto colpiti», commenta il sottosegretario all'economia Alberto Giorgetti, che ieri ha partecipato alla riunione nella sede della Protezione civile. Il segretario nazionale del Pd, Pierluigi Bersani, attacca: «Immagino che i 300 milioni stanziati non siano sufficienti. Abbiamo presentato un pacchetto di emendamenti alla legge di stabilità. Servono anche provvedimenti in particolare in maniera fiscale».

Piero Erle




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