Variati: «Era il Dal Molin a dividerci»
LA NUOVA MAGGIORANZA. Il sindaco firma i decreti che fanno entrare in Giunta l'Udc e danno a Impegno a 360° la delega a mobilità e trasportiPecori: «Noi eravamo favorevoli lui e la Giunta erano contrari» Cicero: «Io volevo salvare la pista lui andava a Roma per chiuderla»
Vicenza. Quando uno era difensore civico e l'altro assessore alla mobilità si rincorrevano come cane e gatto: il primo segnalava e prescriveva, il secondo rispondeva per le rime o cestinava. Da due anni viaggiano in coppia, la strana coppia: prima candidati sindaci, poi alleati del centrodestra, quindi opposizione benevola, infine abili e arruolati nella maggioranza variatiana e nella stanza dei bottoni. Sono Claudio Cicero e Massimo Pecori, sopravvissuti alla centrifuga politica del lungo weekend del rimpasto: per l'uomo di punta dell'Udc Achille Variati ha ricamato su misura l'abito di assessore a turismo, patrimonio, decentramento e affari legali; per il redivivo "signore degli anelli", invece, un incarico senza compensi, senza ufficio e senza potere di firma, quello di consigliere delegato alla mobilità e ai trasporti. Più che politica sembra quasi un ruolo da alta finanza. Ed è da qui che parte il sindaco: «Capisco le critiche, gli attacchi personali, ma non accetto il fango di chi sospetta addirittura affari legati ad appalti. Senza contare che questa operazione non sposta minimamente la responsabilità sulle procedure delle gare che restano in capo ai lavori pubblici».
Qual è il senso di questa operazione?
Risponde Variati: «L'aspetto più importante è non tradire l'elettorato. Bene, questa operazione di allargamento della maggioranza è coerente con quanto avevo detto che avrei fatto. È in fondo solo su questo aspetto che non ci capiamo molto con l'Italia dei Valori».
Risponde Pecori: «È un'alleanza civica a prescindere dall'ideologica partitica, per fare qualcosa di concreto per la città. Da qui al 2013 e, se si farà bene, con prospettive future. È quello che ci chiede la gente. Vorrà pur dire qualcosa l'astensionismo nazionale così diffuso. Dobbiamo andare oltre la confusione nazionale, come sostiene Pierferdinando Casini, per andare incontro alle vere esigenze dei cittadini e recuperare anche la loro fiducia. Vorrei citare lo splendido esempio di Bassano con il sindaco Stefano Cimatti che per primo ha unito Pd e Udc».
Oggi andate d'amore e d'accordo: perché il matrimonio non si è celebrato nel 2008, ai tempi del ballottaggio?
Risponde Variati: «Forse allora non godevo di una sufficiente fiducia sulla possibilità di vincere e costruire un'amministrazione».
Risponde Pecori: «C'erano poi pressioni esterne, come le minacce nemmeno troppo velate provenienti da Regione e Provincia, pronti a espellere gli assessori dell'Udc. Inoltre, arrivavamo da una storia amministrativa decennale a fianco del centrodestra. In questi anni abbiamo potuto apprezza il buon lavoro svolto da Variati e dalla sua giunta. Infine è stato rimosso un ostacolo ingombrante come il caso Dal Molin: noi eravamo favorevoli, Variati era contrario».
Risponde Cicero: «Io difendevo l'aeroporto, Variati ne voleva la chiusura. Ci siamo persino incrociati a Roma mentre cercavamo di ottenere obiettivi opposti».
Sei mesi fa, quindi, non avreste mai cementato l'alleanza.
Risponde Variati: «Sarebbe stato impossibile. Ma oggi il Dal Molin è una questione chiusa e definita, e questo accordo è stato possibile».
In particolare per Cicero si è parlato molto di coerenza politica. Ritiene di aver tradito la sua storia e i suoi elettori?
Risponde Cicero: «Sono sempre stato un tecnico più che un politico. Quella della mobilità è la mia materia e una sfida che ho sempre avuto dentro: avrei rifiutato anche l'urbanistica. Se andiamo a guardare il mio programma elettorale, fra le priorità c'è scritto che dopo la stagione delle rotatorie è necessario concentrarsi su piste ciclabili, passaggi pedonali, mobilità sostenibile».
A lungo abbiamo ascoltato sindaco e assessori prendersela con chi in passato non ha asfaltato le strade e i marciapiedi. Ma il passato si chiama Cicero...
Risponde Variati: «L'individuazione delle risorse per realizzare i progetti fa parte delle decisioni collegiali di un governo. Alle manutenzioni sto cercando di destinare più risorse rispetto al passato».© RIPRODUZIONE RISERVATA
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1 villebekk 07/09/2010 14:58 167 commenti
Che vomito... Il Dal Molin li ha divisi, il Dal Molin li ha riuniti, spero tanto che il Dal Molin li sotterri (politicamente parlando).