Il prete s'innamora e lascia la parrocchia
LA STORIA. Don Romano Frigo, 47 anni, originario di Canove di Roana, dopo undici anni di servizio nel Padovano sta meditando di abbandonare la vita religiosa. «Sto pensando al mio futuro - racconta il sacerdote - mi era stato proposto un altro incarico ma ho ritenuto di non accettare»
Canove di Roana. Don Romano, il prete amato dai giovani, si è innamorato di una parrocchiana che lo aiutava nell'attività pastorale. E si è preso un periodo di riflessione. Non è più così raro che succeda tra i sacerdoti. Ma potete immaginare lo stupore nella comunità ecclesiale d'appartenenza. Anche perché la profonda crisi non si può spiegare solo con il crescente sentimento, prima d'amicizia poi diventato d'amore, tra l'altro ricambiato, per una giovane che spesso lo coadiuvava nelle iniziative per i giovani. Per lui c'è la necessità di capire che cosa fare, e con chi, della propria vita. Difficile, anche se non impossibile, che possa tornare indietro. Tutto questo ha spinto don Romano Frigo, originario di Canove di Roana sull'Altopiano dei Sette Comuni, già parroco di Cervarese Santa Croce, 5.500 anime sul confine tra Padova e Vicenza, a prendersi un'aspettativa. Un mese trascorso tra la Francia e la Germania e conclusasi con un trekking sui passi alpini tra la Valle d'Aosta e il Piemonte. Ora il 47enne parroco è a Milano in un centro dove sta cercando delle risposte. Risposte che stanno dentro di lui ma che la vita in parrocchia, e le esigenze dei parrocchiani, forse impedivano che emergessero; troppo spesso infatti ci si scorda che anche i sacerdoti sono persone con necessità e bisogni.
È così che spiega la crisi l'ottantenne mamma Paola che aveva seguito il figlio a Cervarese 11 anni fa. Un figlio che era diventato prete tardi, a 30 anni. Già funzionario di banca nell'allora Banca Cattolica del Veneto don Romano aveva sempre frequentato la Chiesa e la vita di parrocchia in maniera assidua sentendo forse da tempo la "chiamata" a donarsi agli altri.
«Credo che si debba riflettere sul bisogno anche dei sacerdoti di affetto, di calore familiare, del confronto con un'altra persona - riflette a voce alta mamma Paola - Romano ama fare il prete, si vede nei suoi occhi, ma nello stesso tempo evidentemente ha bisogno di amare e sentirsi amato». Anche il fratello Riccardo, che porta avanti l'impresa di famiglia di costruzione tetti, conferma la sofferenza del fratello che si trova a dovere scegliere tra l'amore del Vangelo e del sacerdozio e quello umano. «Lo capisco e non vorrei essere al suo posto - considera - Ma Romano è tosto e farà la scelta che per lui sarà la più giusta, non per se stesso, ma dinnanzi a Dio. Sarebbe stato semplice a proseguire intanto sui due binari ma non è da Romano, lui deve affrontare le cose direttamente».
Intanto don Romano circa un mese fa ha chiesto dal vescovo Antonio Mattiazzo un periodo di riposo. «Diciamo che sono ferie non godute - commenta don Romano - Un occasione di relax che non ha mai fatto male a nessuno. La domanda che è rimasta nel cuore di molti miei parrocchiani, e forse ancora nel mio, è quella legata al mio futuro che per il momento è ancora imprecisato. Mi era stato proposto dal Vescovo un altro incarico pastorale ma che ho ritenuto giusto non accettare. Ringrazio comunque Dio e i miei parrocchiani per l'esperienza di questi 11 anni di vita insieme. Anni in cui credo di essere cresciuto e di aver aiutato a crescere e dove ho imparato molto sulla vita, sulle famiglie che sanno vivere nella gioia e nel dolore senza tanti proclami, sui giovani che hanno dentro di sé risorse incredibili e sugli anziani a la loro meravigliosa intimità con il Signore».
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1 porcelli 07/09/2010 15:33 528 commenti
almeno i preti che divorziano dalla Chiesa non sono visti, da questa, così male come quelli a cui il matrimonio non funziona! peccatori sono sempre gli altri! adriano porelli