Basi Usa: gli esuberi di Napoli
e Sigonella assorbiti alla Ederle

VERSO IL DAL MOLIN. Rottura al vertice tra militari statunitensi e sindacati a Grisignano

Assunzioni congelate a Vicenza fino a settembre 2011 per dare la precedenza al personale tagliato nelle caserme del sud
05/09/2010
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I cancelli di camp Ederle in viale della Pace: nuove tensioni sul fronte sindacale. COLORFOTO

Lo chiamano hiring freeze. Congelamento delle assunzioni. Per una volta italiano e inglese suonano simili. Lo stop al reclutamento di dipendenti italiani a camp Ederle scadrà il 30 settembre 2011, salvo contrordini. La decisione è stata comunicata alla garrison della base vicentina da Donald Copson, vice responsabile del personale civile del dipartimento dell'esercito in Europa. La notizia era nell'aria dopo il via libera al taglio di 91 dipendenti italiani nelle basi di Napoli e Sigonella. La precedenza per coprire nuovi posti sarà accordata agli esuberi delle caserme americane del Sud.
IL VERTICE. La nota è del 1 settembre, dopo il flop del vertice Italia-Usa del 31 agosto, quando a Grisignano di Zocco si è riunito il Jcpc, vale a dire il Joint Civilian Personnel Committee, un organismo che si riunisce annualmente per discutere con i rappresentanti dei sindacati italiani i livelli salariali ed eventuali contrazioni di organico, che nel gergo a stelle e strisce vanno sotto il nome di Rif, ovvero reduction in force. Il comitato fa sintesi delle esigenze di marina, aviazione ed esercito per tutte le basi statunitensi attive sul territorio italiano. All'incontro hanno preso parte anche Fiscascat Cisl e Uiltucs Uil. L'esito è presto riassunto da Roberto Frizzo della Uil: «Abbiamo dialogato con sordi. Per la prima volta negli ultimi 20 anni non si riesce a trovare un accordo. Per questo, abbiamo abbandonato la trattativa». Aggiunge Ronald Carpenter della Cisl: «Abbiamo cercato il dialogo in tutti i modi, ora intervenga la politica».
IL BLOCCO. Il congelamento delle assunzioni per un anno a Vicenza e Livorno può essere interpretato come una anomalia in una prassi consolidata. Come spiega Sarah Peruffo della Fisascat Cisl, è consuetudine che venga comunicato un blocco di alcuni mesi in prossimità della fine dell'anno fiscale americano, che scade il 30 settembre. Le disponibilità economiche dettate dalle finanziarie solitamente riaprono il reclutamento del personale civile dopo poche settimane. L'eccezionalità risiede nello stop prolungato per tentare di riassorbire a Vicenza gli esuberi di Napoli e Sigonella. Una procedura simile era già stata messa in campo ai tempi della chiusura della base sarda alla Maddalena. A quel tempo accettarono il trasferimento cinque unità. Non è detto, quindi, che tutti i 91 dipendenti che perderanno il posto di lavoro sfruttino l'occasione di ricollocarsi a Vicenza. Il contratto prevede inoltre che la corsia preferenziale venga accordata per posizioni professionali di pari grado: un operaio, in altri termini, non potrà essere assunto come impiegato.
IL DAL MOLIN. Un ulteriore elemento di eccezionalità è collegato alla prossima attivazione della Ederle 2: l'inaugurazione della caserma in fase di costruzione al Dal Molin è fissata tra due anni. Il 2011, quindi, sarà un anno strategico per preparare il terreno alla riunificazione dei sei battaglioni che formano la 173a brigata aviotrasportata. Le prossime assunzioni saranno pianificate in vista dell'ampliamento al Dal Molin, una prospettiva che i sindacati hanno sempre quantificato in almeno 300 nuovi dipendenti. Ai tempi del dibattito nazionale sul progetto della Ederle 2, tra il 2006 e il 2007, spesso erano state evocate ricadute positive sul mercato del lavoro locale. Il blocco delle assunzioni e il ricollocamento degli esuberi da Campania e Sicilia ridimensiona i progetti iniziali? Cisl e Uil da tempo denunciano il rischio che i vicentini rimangano a mani vuote: «Se nel bilancio nazionale si annunciano cento assunzioni da una parte e cento tagli dall'altra, rischia di diventare quello che dalle nostre parti chiamiamo il gioco dei bussolotti», commenta Peruffo. «È una presa in giro per la città - rincara la dose Frizzo - in questa fase il dialogo è zero, la politica vicentina deve farsi carico di queste problematiche».© RIPRODUZIONE RISERVATA

Gian Marco Mancassola


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1 villebekk 05/09/2010 13:26 168 commenti

Ma se la Ederle 2 passasse dal militare al civile quanti posti di lavoro si aprirebbero?

2 apis 05/09/2010 13:04 216 commenti

e' tutti i "ben pensanti" che dicevano che Vicenza avrebbe avuto vantaggi! Ma quali sono questi vantaggi? Vorrei che una volta per tutte da Berlushoni, Prodi, Cattaneo, ecc. gli spiegassero e gli graantissero. O forse l'unico compenso riparatorio resterà il Parco della Pace? Troppa reticenza, e ipocrisia: N.B. LA COLPA DI QUESTA sITUAZIONE NON è degli USA MA DEI NOSTRI GOVERNANTI.

3 bellastefi 05/09/2010 12:29 27 commenti

Temo che questa ulteriore notizia non basterà a svegliare dal letargo il vicentino medio troppo abituato a farsi gli affari propri e tacere, fregandosene orgogliosamente (o per troppa ignoranza) della propria dignità calpestata. Mi auguro perciò che oltre al prevedibile blocco delle assunzioni di carne italiana, ci sia anche una lenta e progressiva sostituzione del personale italiano ora impegnato alla Ederle per far posto agli aitanti ragazzotti americani. D'altronde ognuno fa i propri interessi, ad eccezione degli italiani che s'offrono in cambio di pochi sporchi spiccioli. Chissà quanti anni ancora ci vorranno per far finire questa sudditanza. Sono caduti muri, sono caduti regimi, ma le basi americane s'allargano. In nome della difesa nazionale (sic!).

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