Festival No Dal Molin, Cristicchi racconta

READING. Questa sera alle 21al parco Fornaci. Per una volta l'artista smette i panni del cantante e narra di una guerra lontana. Pensando al nonno
05/09/2010
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Simome Cristicchi cantante e ora anche narratore di teatro civile: questa sera sarà a Vicenza

Vicenza. Siamo abituati a pensare a Simone Cristicchi come a un (bravo) cantante. Questa sera alle 21 invece, al Festival No Dal Molin che si tiene al Parco Fornaci vicino al Mercato Nuovo, l'artista presenterà in anteprima uno spettacolo intitolato "Li Romani in Russia - Racconto di una Guerra a Millanta mila Miglia" di Elia Marcelli, un monologo dal forte impatto emotivo, che racconta la guerra attraverso la voce di chi l'ha vissuta in prima persona.
Un teatro civile che non dimentica la lezione dei grandi esponenti di quello di narrazione (Paolini, Celestini, Perrotta), ma si presenta diverso soprattutto nella forma, utilizzando la metrica dell'ottava classica (quella delle grandi opere dell'epica) e il dialetto romanesco, a rendere il racconto schietto e veritiero.
Simone Cristicchi, per la prima volta da solo sul palco - introdotto da Marcello Teodonio, che ha adattato il testo al palcoscenico – interpreta questa tragica epopea dall'inizio alla fine attraverso i suoi momenti salienti.
Uno spettacolo pensato per tutti, onde raccontare una parte della nostra storia che non deve essere dimenticata.
Oltretutto, Cristicchi è "coinvolto" in prima persona: suo nonno Rinaldo, appena diciottenne, fu uno dei pochi reduci a tornare a Roma dalla Russia e non volle mai raccontare granché al nipote di quell'esperienza. Simone Cristicchi, a distanza di anni si è documentato e ha scoperto a proprie spese il motivo di quel silenzio durato una vita. Così, quando ha scoperto il libro del poeta romanesco Elia Marcelli (1915-1998), pure uno dei rari reduci di Russia, è stato un fulmine a ciel sereno.
Il poema ricostruisce passo passo la spedizione: la partenza, il viaggio, i combattimenti, la neve, i soldati, i muli, il nemico; la solidarietà, il cameratismo, l'egoismo; il rispetto del proprio dovere, sempre; la ritirata, la disfatta; la morte. E la solitudine e la disperazione di chi sopravvive.
Così come Mario Rigoni Stern dal punto di vista degli alpini, Elia Marcelli racconta la campagna di Russia vista dalla parte dei romani di fanteria, una storia ancora poco conosciuta.stefano-rossi@stefano-rossi.com




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