Variati si allarga: Giunta più "civica"
con Udc e ciceriani di Impegno a 360°
COMUNE. Ieri a palazzo Trissino il patto che rinforza il centrosinistra. Con centristi e Impegno a 360° la maggioranza passa da 25 a 28 voti su 41, sulla base di un testo condiviso da Pd, lista del sindaco, Vicenza capoluogo
Achille Variati sia allarga. Proprio lui, il sindaco personalmente, più che il centrosinistra maggioranza in Comune. È questa l'impressione che è stata data - in corale accordo tra capo dell'Amministrazione e sopraggiunti nella coalizione, cioè l'Udc e Impegno a 360° - in un venerdì settembrino di non ordinaria politica a palazzo Trissino. Il venerdì dell'ingresso di due sigle di ex-centrodestra nelle file governate da Variati, un rinfoltimento dei ranghi come non se ne vedeva da quasi un quindicennio a Vicenza, dove di solito le ridislocazioni volevano dire (a destra o a sinistra) perdite di numeri per chi comandava.
"Un governo di Vicenza, per Vicenza" è il titolo-slogan dettato da Variati per il documento siglato con i capi casiniani Stefano Dall'Ara e Daniele Guarda, e con Domenico Pigato in rappresentanza del suo leader Claudio Cicero, ieri mattina nell'ufficio d'angolo sul Corso: «In municipio, faccio notare, in un luogo isituzionale» ha detto il sindaco per rimarcare l'estraneità dell'operazione ai giochi partitici. Inutile specificare, però, che l'inziativa era stata precedentemente condivisa con i rappresentanti politici e consiliari del Partito democratico, della "lista del sindaco" e di Vicenza Capoluogo che devono garantire i numeri consiliari. E che erano tutti poi presenti al varo ufficiale della nuova maggioranza che conta 28 consiglieri su 41 della sala Bernarda.
«Nei primi due anni di mandato amministrativo - è scritto nel patto tra Variati e Udc-360° - due forze consiliari di minoranza, un partito, l'UDC, e una lista civica, Impegno a 360°, hanno, pur con sfumature e percorsi diversi, interpretato il ruolo di opposizione in coerenza, scegliendo una prassi consiliare improntata alla valutazione concreta e non ideologica delle proposte e delle scelte dell'Amministrazione. E hanno progressivamente sviluppato una sintonia non episodica con l'Amministrazione e con le sue linee programmatiche di governo (trasparenza amministrativa, difesa dei più deboli, incremento della qualità della vita e delle opportunità per i cittadini, sviluppo sostenibile del territorio, rilancio di Aim, Ipab): sintonia esplicitatasi chiaramente nel voto su alcune delle scelte nodali e dirimenti per la nostra città, quali il bilancio e il Pat». Traducendo: dal 2008 in qua, per l'effetto "civico" dell'azione di Variati e magari per qualcosa successo altrove (la crisi tra Udc e Pdl-Lega) due gruppi che erano stati sostenitori dell'antagonista del sindaco, Lia Sartori, si sono convinti di poter fare qualcosa di buono con gli ex-avversari.
Qualcosa di departitizzato quanto più possibile, perché questo è il taglio che piace a Variati: non si parla assolutamente di schemi politici nazionali (anche se il "sì" dei casiniani è in linea con la possibile alleanza nazionale tra centrosinistra a guida Pd e centristi); e Udc e 360° aderiscono «al progetto civico di un'Amministrazione al servizio della comunità, che includa anziché dividere, che alle logiche di scontro permanente della politica nazionale anteponga la concreta vocazione al fare e al dare risposte». Obiettivo scritto e firmato in vista di una coalizione da consolidare nel 2013 delle elezioni comunali «il completamento di questo mandato amministrativo» sulla base del programma-Variati del 2008, ieri esplicitamente richiamato come base dell'ampliamento della maggioranza, avendo in mente la «continuità al progetto anche nel prossimo mandato amministrativo».
Tweet Segui @GiornaleVicenza
1 lalegge 04/09/2010 18:56 102 commenti
Finalmente il sindaco Variati è uscito allo scoperto....... ora che il gruppo Bottene e C. non serve più a nulla, anzi per certi versi scomodo, meglio prendersi altri alleati un tempo all'opposizione......