La Cgil: «Quel concorso è un'offesa»

IL CASO. Il concorso indetto per assumere una ragazza in un bar. Dura presa di posizione del sindacato contro le bellezze in passerella per vincere un contratto di lavoro. «Un'offesa alla dignità delle donne»
04/09/2010
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L’esterno del pub Tnt che ha scatenato la Cgil

Tezze. «Fermate il concorso per miss cameriera: un'offesa alla dignità delle donne e al lavoro». Non è piaciuta alla Cgil regionale la trovata del titolare del pub Tnt di Tezze di indire una gara di bellezza per trovare una nuova cameriera per il suo locale. E ieri, subito dopo aver appreso la notizia, i portavoce del sindacato hanno scritto al Comune di Tezze, alle donne della politica e delle istituzioni e anche all'assessorato regionale al lavoro per bloccare la manifestazione. Uno spettacolo che dovrebbe andare in scena questa sera alle 21 nel bar di via Nazionale ma su cui ora pesa una grossa incognita. La notizia è infatti diventata un caso nazionale ed ha cominciato a far discutere.

La Cgil del Veneto è insorta e, ravvisando le condizioni per minacciare il ritiro della licenza al proprietario della struttura, ha chiesto all'amministrazione tedarota di fermare la gara.
«Questa iniziativa celebra, in un rito da osteria, la svalorizzazione delle persone e del lavoro - attaccano Carla Pellagatta e Fabiola Carletto, responsabili regionali e provinciali del sindacato -. Quest'atto toglie dignità alle donne che, per soddisfare l'aspirazione ad un lavoro, devono passare per la mercificazione del proprio corpo e sono costrette a sottoporsi a cerimoniali avvilenti».

Il lavoro, ricordano le rappresentanti sindacali, è una «cosa nobile» e deve vedere prima di tutto premiate non tanto l'aspetto esteriore e la bellezza, quanto la professionalità e le competenze. E questo anche quando si tratta di servire ai tavoli di un bar.
Alla vincintrice dell'agone, che dovrebbe essere selezionata tra una decina di candidate da clienti abituali e dal titolare Aurelio Zarpellon, sarà infatti offerto in premio non un lavoro a tempo indeterminato ma un contratto a chiamata. Un ingaggio che garantirà ben poche certezze alla "fortunata" e che non impedirebbe al proprietario del bar di indire fra qualche mese un altro concorso e di sostituire la vecchia reginetta con una nuova miss.

«Fermatelo - insistono le sindacaliste - per affermare uno stile di vita e di rapporti umani che valorizzi la dignità delle famiglie».
«A Tezze come in tutto il Veneto - proseguono Pellagatta e Carletto - vi sono ottimi baristi e gestori di pub che non hanno bisogno di improvvisarsi organizzatori di eventi dal dubbio gusto per attirare clienti. Anche a favore di una buona e sana concorrenza il Comune blocchi questa iniziativa».

La Cgil si rivolge anche alle donne impegnate nella politica, nelle organizzazioni e nelle istituzioni affinché intervengano contro una manifestazione che cozza «con le regole antidiscriminatorie nell'accesso al lavoro sancite dalla legge 198» e chiede all'assessorato regionale al Lavoro ed ai servizi ispettivi che «valutino la congruità e la liceità del concorso rispetto ai dettami contrattuali e di legge».
C.Z.




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1 Albert_Bell 04/09/2010 19:47 8 commenti

La cosa divertente e disgustosa è che nel suo intervento il sig.Zarpellon sostiene che si sta superando il limite della decenza e della serietà!! Da che pulpito!!! Lo squallore che traspare da questi commenti è indescrivibile. Per prima cosa il lavoro è una cosa seria, non è un premio o un regalo! Qui non si tratta di fare i moralisti, si tratta del normale rispetto del lavoro e del corpo della donna. E' irrilevante che le sfilata sia in costume o con grembiule e vassoio. Fare selezione solo sulla bella presenza è DISCRIMINATORIO! La qualità e li capacità personali sono la cosa centrale. L'unica attenuate dei gestori viene dal fatto di vivere in un paese che non ha nessun rispetto per il corpo della donna, nessuno!! Poi adesso che il concorso è stato annullato i titolari hanno annunciato che qualcuno "non avrà il lavoro". Si sono davvero tirati la zappa sui piedi: se non assumono lo stesso significa che non avevano bisogno di una cameriera e che il lavoro messo in palio era solo un pretesto per la sfilata. Tutti ce l'hanno con la CGIL, dicendo che dovrebbe occuparsi di cose più serie, sinceramente pratiche di selezione discriminatorie che mercificano il corpo della donna mi sembrano questioni serie e di primo piano. Concludo dicendo che il sig. Zarpellon si scaglia contro la stampa probabilmente non tanto per una questione di rilevanza della notizia rispetto ad altre problematiche ma piuttosto perché la stampa ha mostrato ai lettori la tendenza di quello che sembra essere il becero maschilismo dei titolari.

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