Campo Marzo senza barriere
DISABILITÀ. Decine di ragazzi dei centri diurni vicentini hanno trascorso ieri una giornata in allegria tra le giostre. Nessun problema nell'affrontare la "Nave pirata" e la grande ruota. Alcune attrazioni erano chiuse ma il divertimento non è mancato
Vicenza. Una corsa sul Brucomela, emozionati come sulle montagne russe più estreme. E via su tronchi, trenino e anche sulla nave pirata. C'era grande entusiasmo ieri mattina tra i ragazzi dei centri diurni di Vicenza e provincia per la giornata di giostre gratuite dedicata alle persone con disabilità.
I gruppi non si sono infatti lasciati scappare l'occasione di trascorrere una mattinata a spasso per Campo Marzo, divertente sia per chi, come molti ragazzi down, aveva la possibilità di salire, sia per chi, a causa dei limiti fisici, poteva solo stare a guardare le "avventure" degli amici.
E così via per un giro sul trenino, o in fila per salire sulla Ruota panoramica, una delle attrazioni più amate.
«La più gettonata insieme al Brucomela - spiega Elio Michelazzo, della cooperativa Primavera '85 di Sovizzo -. Noi veniamo tutti gli anni, perché per i ragazzi è una giornata diversa dalle altre e vedere anche loro le giostre.
Qui i gestori sono molto gentili e non abbiamo mai avuto problemi a farli salire. Forse, però, sarebbe auspicabile che ce ne fossero un po' di più aperte».
Non sono però solo le attrazioni più "tranquille" ad attrarre i ragazzi, e allora eccoli sulla "Nave pirata", che per l'occasione modera un po' la velocità, o avventurarsi nel castello delle streghe, o ancora nella casa degli orrori.
C'è chi tentenna un po', poi vince la paura e si "lancia" e chi parte come un vero esploratore sull'"Anaconda River" a petto nudo per non bagliare la maglietta, mostrando i muscoli con tanto di grido di battaglia: «Sono forte!». E giù applausi dai compagni.
«Siamo venuti anche due anni fa - racconta Sonia Sericati, del centro Papa Giovanni XXIII di Povolaro - Loro si divertono, alcuni anche solo a guardare. Peccato non ci siano molte giostre aperte, sarebbe auspicabile ce ne fossero di più, come ad esempio gli autoscontri. Chi ha aperto, comunque, è molto gentile».
«L'unico problema - sottolinea il collega Walter Leo - è che in molte giostre ci sono barriere architettoniche, perché è chiaro che hanno tanti anni e sono concepite alla vecchia maniera. Questo può creare difficoltà non tanto a chi è in gruppo, ma a chi viene da solo e vorrebbe montare ma non ce la fa».
Il problema delle aperture è sottolineato anche da Yuri Devigili, dell'assessorato comunale allo sviluppo economico. «Questa mattina - spiega - ho passato mezz'ora al telefono per chiamare i giostrai ad aprire e stranamente c'erano tante macchine rotte... Sul tardi comunque sono arrivati e a fine mattinata la maggior parte erano aperte. L'anno prossimo consegneremo un cartello in più come "promemoria"».
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