Bimba di 9 anni muore impiccata
IL DRAMMA. La tragedia è avvenuta ieri pomeriggio vicino allo stadio. Le indagini della polizia. La terribile scoperta fatta dai parenti. La piccola fino a poco prima aveva giocato coi coetanei e non mostrava apparenti disagi
L'ha trovata il cognato. Anna era appesa ad un foulard, annodato alla maniglia della finestra del bagno. Respirava ancora: è stata trasportata a braccia fino all'ingresso del palazzo, ma all'arrivo del Suem non c'era più nulla da fare.
Il terribile dramma è avvenuto ieri pomeriggio in una palazzina di dieci appartamenti che sorge a due passi dallo stadio Menti, in città. Anna, il nome è di fantasia, nove anni e mezzo, aveva giocato fino alle 16 con alcuni coetanei. Poi era salita fino al terzo piano, e si era chiusa in bagno. In casa c'erano le sue 4 sorelle e il marito di una di loro. I sei giovani, tutti immigrati pakistani da anni in Italia, vivono assieme da giugno, quando i genitori di Anna sono tornati in Pakistan per questioni di lavoro.
Una ventina di minuti dopo, non vedendola uscire, le sorelle l'hanno chiamata, non ottenendo risposta. Si sono preoccupate ed hanno chiamato Afazal, il marito della maggiore, l'unico uomo di casa: armeggiando con un cacciavite è riuscito a far cadere a terra la chiave dalla toppa, e ad aprire con un'altra chiave. Quello che ha visto non lo scorderà mai più.
La piccola cognata era penzoloni. Ha subito sollevata di peso ed ha dato l'allarme. Purtroppo era ormai tardi, per la bimba non c'erano speranze.
In via dello Stadio si sono precipitate le volanti della questura, che hanno compiuto un primo sopralluogo. Quindi sono giunti anche i colleghi della scientifica e i detective della squadra mobile, che hanno accompagnato il pubblico ministero di turno Claudia Dal Martello. Gli inquirenti hanno esaminato il corpicino di Anna, coperto da un lenzuolo in fondo alle scale, e il bagno. Quindi gli investigatori del vicequestore Michele Marchese e dell'ispettore Roberto Minervini hanno raccolto le testimonianze delle sorelle, sconvolte dal dolore, e del cognato sotto choc. È toccato a lui avvisare i genitori in patria di quanto è accaduto.
La salma è stata poi trasportata in obitorio e sottoposta ad un primo esame esterno. L'autopsia sarà affidata al medico legale Andrea Galassi, mentre la polizia ha sequestrato il bagno e la cameretta di Anna.
Fin qui i fatti. Comprendere cosa sia realmente accaduto è compito degli inquirenti. L'ipotesi più accreditata, al momento, è anche quella più angosciante: la piccola Anna, a neanche 10 anni, si sarebbe tolta la vita. La polizia, che ha escluso responsabilità di altre persone, non esclude un gioco finito in tragedia, per quanto le circostanze lascino poco spazio a questa possibilità.
Certo è che nessuno, nè in famiglia nè fra gli amici che sono accorsi allo stadio, riesce a spiegarsi i motivi che possano aver spinto la bimba a tanto. La bambina non manifestava alcun disagio apparente: «Sentiva nostalgia dei genitori - raccontano i parenti -, ma non in maniera morbosa. E poi era la più piccola di casa, coccolata dalle sorelle più grandi». Non sono emerse imposizioni particolari, nè litigi violenti con nessuno.
Durante l'esame del corpo, in ospedale, non sono stati trovati segni di colluttazione, nè di qualche genere di abuso che possa aver subito. Cosa sia accaduto alla piccola Anna, nell'appartamento di casa, a pochi metri da chi le voleva bene, resta al momento un terribile mistero in cui le domande si accavallano. Senza risposte.
Diego Neri
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1 Luisa T. 02/09/2010 20:28 512 commenti
che tristezza infinita.... :(