Imprenditore in Ferrari ma risulta nullatenente: paga 127 mila euro
IL CASO. L'Agenzia delle Entrate ha scoperto l'evasione fiscale compiuta da un thienese. L'illecito è stato scoperto grazie al redditometro: aveva intestato anche altre macchine e moto, oltre all'appartamento
Vicenza. Per l'Agenzia delle Entrate era un evasore fiscale che, a fronte di una dichiarazione dei redditi minima, aveva in garage una Ferrari e poteva concedersi il lusso anche di un fuoristrada Toyota da 3 mila di cilindrata, un appartamento nuovo, una City car e due moto. Per questo i funzionari delle Entrate di Thiene hanno concentrato la loro attenzione sull'imprenditore Massimo Tamiello, 40 anni, residente a Thiene, e al termine di un'articolata istruttoria l'imprenditore ha aderito all'accertamento pagando, fra sanzioni e imposte, 127 mila euro per sanare la sua posizione e sistemare i suoi conti con il Fisco.
Tamiello - ex presidente del club biancorosso Caracas, e candidato consigliere nel 2007 per le comunali con la lista "Thiene sicura" che sostenevano il candidato leghista - è una delle "vittime" del redditometro, lo strumento ideato dall'amministrazione finanziaria per combattere l'evasione fiscale. Come? Incrociando i dati ricavati anche da altre amministrazioni - in questo caso il Pra - le Entrate hanno ritenuto che il thienese non fosse un nullatenente. Lo stesso Tamiello si è difeso, spiegando in maniera articolata ed ha inteso chiudere la vicenda con una sorta di patteggiamento fiscale.
Per i funzionari, però, l'imprenditore era un finto nullatenente, e dagli accertamenti durante il triennio 2004-2006 aveva nascosto al fisco redditi per quasi 300 mila euro, e aveva inoltre fatto transitare da conti in Sudamerica 155 mila euro che si era portato in Italia, nascondendoli, in tesi d'accusa, al fisco stesso perché non li aveva elencati nell'apposita dichiarazione per il monitoraggio fiscale.
Il particolare che ha però insospettito i funzionari è stata la Ferrari 348 intestata a Tamiello, alla quale nel 2004 si era aggiunto il Suv, e ancora una Cagiva e un'altra moto 1000. A quel punto è scattato il calcolo - tramite il redditometro - che ha consentito di calcolare, in via presuntiva, l'imponibile del contribuente, che risultava anche proprietario di una quota di quasi 10 mila euro in una società di nuova costituzione. Le contestazioni sono state elevate all'imprenditore, che ha poi accettato l'accertamento.
Casi come quello del thienese sono ovviamente assai frequenti. Per questo i vari uffici delle Entrate stanno incrociando una serie di dati per tutti i contribuenti che presentano dichiarazioni in qualche maniera sospette, quando la differenza fra i beni di proprietà (o lo stile vita) e quanto dicono di guadagnare dà adito a più di qualche dubbio sulla fedeltà delle dichiarazioni.© RIPRODUZIONE RISERVATA
Tweet Segui @GiornaleVicenza
1 leggotanto 31/08/2010 13:12 2 commenti
Resta il fatto, sig, belmoro 62, o sei per caso T.M., che si è tentato di evadere. Prima rubo, se mi scoprono pago..... bel ragionamento davvero!!