Barca in avaria, la figlia
salva il papà
PORTO GARIBALDI. I due vicentini, nel bel mezzo di una tempesta, sono stati recuperati dalla Capitaneria mentre il mare era in burrasca
Le onde alte quattro metri, il vento a venti nodi. E attorno alla barca che non riusciva a guadagnare terra, il buio. A 17 anni ce n'è abbastanza per essere terrorizzati. Ed effettivamente Martina ha avuto paura. Davvero tanta. Ma è stato un attimo. «Poi mi sono detta, ti devi riprendere, devi aiutare papà».
Così ha fatto: per tre ore è stata lei, mentre il padre era al timone, a mantenere i contatti con la capitaneria di Porto di Ravenna, che alla fine li ha raggiunti e messi in salvo.
LA BURRASCA. La chiamata al telefono d'emergenza in mare 1530 era arrivata alle 21.20. La barca da diporto di 12 metri era a circa quattro miglia dalla costa di Porto Garibaldi, nel Ferrarese. A bordo Stefano Cenzi, 50 anni, e la figlia Martina, di Vicenza. Erano partiti alle 18 di sabato da Pesaro e diretti a Lignano.
Si trovavano a bordo della loro nuova imbarcazione. Tuttavia, alle foci del Po, spiega il padre, li ha sorpresi il mare in burrasca. «Ho provato ad andare avanti- racconta il vicentino di 50 anni -, anche cercando di prendere il mare di poppa. Siamo inoltre passati sopra un allevamento di mitili, e abbiamo pensato di esserci incagliati».
LA PAURA. Nel frattempo la Capitaneria era impegnata in un altro soccorso, così ha consigliato di ancorare la barca in attesa dei soccorsi. Mentre il padre era al timone, Martina manteneva via radio i contatti con gli operatori, dando loro il punto della nave e riportando al papà i loro consigli.
La ragazzina quindi ha mantenuto sempre la calma, anche quando il padre ha avuto una crisi di vomito, e ha raccolto le istruzioni per ancorare in sicurezza la barca e controllarne l'eventuale deriva. Ma non è finita. Sì, perché sapendo già leggere alla perfezione gli strumenti di bordo, grazie al Gps ha fornito ogni 10-15 minuti, questo l'intervallo dei contatti che la capitaneria ha sempre mantenuto, l'esatto punto nave.
IL SALVATAGGIO. Alle 0.40 la motovedetta è riuscita a recuperare a bordo padre e figlia e a portarli quindi a Porto Garibaldi. Adesso Martina si gode il giusto trionfo davanti ad un papà che è super orgoglioso e che, davanti a tale perizia, annuncia: «La mandiamo subito a prendere la patente nautica quando ha 18 anni, se l'è guadagnata».
Lei, un po' intimidita, spiega che quando ha visto che diventava tutto buio, visto che era la sua prima volta con il mare in tempesta, si è davvero spaventata. Poi si è fatta forza. Ora frequenta la terza superiore, ma questa esperienza forse ha lasciato un segno.
A luglio 2011 infatti compirà 18 anni, e a Martina l'idea della patente nautica non dispiace. «Dopo aver visto quelli della Capitaneria così efficienti...», dice, raccontando che «sono sempre stati gentilissimi e mi hanno fatto sentire al sicuro».
La ragazza, in ogni caso, all'idea di un futuro in Marina, risponde con un timido «Non sarebbe una cattiva idea».
La voce di Martina, però, è molto decisa quando le chiedono, scherzando, se le donne debbano... goveranare il mondo: «L'ho sempre detto io», conclude con un sorriso sulle labbra.
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1 porcelli 30/08/2010 16:26 534 commenti
brava questa ragazza e così è un pò più "matura " di ieri. sono le esperienze che rendono maturi non gli anni che a volte passano ( sopratutto in questo periodo storico) senza insegnare quasi niente. complimenti ancora! adriano porelli