Orso ucciso, aperta l'indagine

FOZA. Il Nucleo investigativo della Forestale a "caccia" di conferme sull'abbattimento e sui bracconieri colpevoli

La rabbia del sindaco di Gallio: «Danno di immagine». Il Cai: «La pena sia esemplare»
24/08/2010
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L'ultima foto dell'orso Dino vivo, scattata a Tarvisio il 2 giugno scorso, dove era diretto? ARCHIVIO

Non si placa la rabbia e lo sconcerto, in Altopiano ma non solo, per la notizia dell'uccisione dell'orso Dino, raccontata da un imprenditore di Cittadella con l'hobby della caccia, che è stato in grado di fornire molti particolari sull'allevatore della Val Capra, in Comune di Foza, che avrebbe aperto il fuoco sull'orso esasperato dalle sue razzie.
A decine i commenti dei lettori sul sito internet del nostro Giornale, molte le reazioni di politici, ma anche delle associazioni di cacciatori e ambientalisti. La questione dell'orso è sulla bocca di tutti e il Nipaf (Nucleo investigativo polizia ambientale e forestale) ha inviato un'informativa alla Procura di Bassano e aperto un'inchiesta per appurare le modalità dell'uccisione e i colpevoli.
L'Enpa altopianese sta valutando con i propri uffici legali di Roma quale linea mantenere nei confronti dei bracconieri, così come le varie riserve di caccia dell'Altopiano, in primis quella di Gallio, si riservano il diritto di costituirsi parte civile nei confronti dei responsabili.
Anche il sindaco di Gallio, Pino Rossi, ha espresso la sua indignazione, per un gesto che macchia l'immagine della gente dell'Altopiano: «La rabbia per quella notizia si è diffusa velocemente domenica mattina in piazza Italia. Molti cittadini mi hanno fermato chiedendomi di fare qualcosa per tutelare l'immagine di Gallio e perché il nostro paese non può essere accomunato a gente che uccide l'orso Dino».
«La nostra comunità - prosegue - è stata pioniera nella gestione della fauna selvatica. A Gallio esiste un'azienda faunistica venatoria che gestisce parte del territorio comunale con l'intento di valorizzare e recuperare aree di notevole interesse ambientale e dalle elevate potenzialità faunistiche, applicando un'oculata regolamentazione dell'attività venatoria e di tutte le attività ad essa connesse. Nel nostro territorio esistono recinti di protezione per cervi, mufloni, camosci e l'ultimo progetto che stiamo portando avanti riguarda l'inserimento della starna selvatica».
Condanna anche da parte del Cai di Asiago: «Non possiamo, se ciò è avvenuto, che condannare questa inciviltà alla quale nessuna attenuante può essere data - dice il presidente della sezione, Franco Pivotto -. Spero che venga data una risposta esemplare con il massimo della fermezza anche come monito a chi pensa di poter fare tutto con assoluta impunibilità».
«A questo proposito spero che, mettendo da parte i campanilismi, i sindaci altopianesi prendano una posizione forte nei confronti di questi soggetti - conclude -. La novella dell'orso Dino poteva essere un'occasione turistica e di immagine di un territorio integro».

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Gerardo Rigoni


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1 mpgiornalevi 25/08/2010 00:59 1 commenti

A tutti gli “indignati” chiedo: Ma se fosse stato l'orso a mangiarsi l'uomo, cosa avreste detto!? E a tutte le autorità e amministrazioni competenti, che hanno avuto una enormità di tempo a disposizione per risolvere un’indiscutibile situazione di pericolo venutasi a creare con la presenza di ben due quintali e mezzo di Orso (non certo erbivoro) che, scorazzando indisturbato in prossimità di località abitate, faceva razzia di Asini, dico: cari Signori, quando si decide di non decidere, o non si decide abbastanza, qualcuno lo farà per voi… soprattutto quando il vaso è colmo. Una medaglia merita chi ha avuto tanto coraggio, altro che pena esemplare!!! Placido - Dueville

2 dave_fiore 25/08/2010 00:03 2 commenti

A nome del gruppo Facebook "Contro al caccia", vorrei osservare, nel caso questa notizia venisse confermata, come troppe schegge impazzite tra i cacciatori operino indisturbate senza percepire come la natura non sia una proprietà privata da gestire a proprio piacimento. Da anni sostengo come la caccia, a prescindere dalla personale contrarietà, sia prima di tutto una vergognosa educazione alle armi che viene trasmessa alle nuove generazioni e che questa società vilmente promuove sostenuta da partiti politici o amministratori in cerca di consensi. Una società che promuove e prevede la sofferenza gratuita, definita persino quale "sport" (lo sport prevede allenamento, un superamento dei propri limiti e un miglioramento fisico e mentale) non è forse poi tanto evoluta perchè si trasmette il senso della "lotta impari", tra chi uccide muovendo un dito e chi non può difendersi. Chi vive in zone agricole o boschive ha inoltre diritto ad una propria serenità, a non dover raggelare all'ennesimo sparo di fucile. Non importa se, come spesso sostengono i cacciatori, questa è una patica antica e ripresa da letterati o pittori. Anche la Corrida ha una sua tradizionale estetica (Picasso vi dice qualcosa?) ma resta tuttavia una pratica barbara che andrebbe lasciata sui libri di storia. Peccato che il Veneto e il vicentino in particolar modo sia un pessimo esempio di gestione e arretratratezza del territorio, dove si favoriscono "le libertà" dei tanti singoli per non favorire il "bene comune". chi legge ha forse viaggiato in altri paesi comunitari e ha colto qualche differenza? L'orso ucciso, si chiami Dino o Paolo, parte da quello sfregio per la bellezza viva che gli occhi frustrati dei carnefici non sanno cogliere. capirei di più la lotta a mani nude di un uomo con una tigre, almeno darebbe una dimostrazione chiara di presunta virilità o lascerebbe spazio al confronto fisico. Invece il cacciatore è un solitario che deve sfogare in qualche modo le sue insoddisfazioni, si nasconde come i codardi e si mimetizza in casupole nascoste tra le foglie, come un adulto che non ha vissuto un infanzia e gioca alla guerra ferendo la sua stessa gente. Gallio non va condannata,concordo con questo, ma alle dichiarazioni impaurite di un'amministrazione che non vuole perdere il potenziale turistico e non vuole rovinare la propria immagine, segue la gestione privatistica di un altopiano che si cementifica senza un buon piano di sviluppo turistico e sostenibile, disbosca senza criterio e, quando crede ripianta specie vegetali che alterano il sistema naturale. Forse il segreto per il successo di un luogo è non fare, nel senso che si può fare, costruire, sviluppare idee, ma sempre avendo presente il concetto di equilibrio. Proprio in questa filosofia della montagna, dei pascoli e della natura è il segreto dell'armonia. Chi non si adattasse a questo senso comune, come il cacciatore che si sarebbe vantato di quella barbara uccisione, potrebbe cambiare luogo, migrare e confrontarsi e salvare la faccia e la quiete di chi non ha colpa in questa vicenda, umilmente dicendo "ho sbagliando"e destinare parte del suo tempo ad aiutare la natura, vivendo tuttavia in un casermone di una qualche anonima periferia.

3 apis 24/08/2010 12:52 213 commenti

MA LA GENTE E' STATA INFORMATA CHE I DANNI FATTI DA "DINO" DEVONO VENIRE PAGATI DALLA PROVINCIA VICENZA - SETTORE CACCIA- CHE SI AVVALE DI APPOSITO STANZIAMENTO DELLA REGIONE?

4 PUBLIADIGE 24/08/2010 09:37 6 commenti

xsereo bon ?

5 Mich_80 23/08/2010 23:30 2 commenti

Da quanto si capisce è stato accertato che una persona è stata invitata ad una cena a base di orso, non che è stato mangiato un orso, come dire che è stato accertato che una persona ha detto di aver visto un alieno, non che c'era un alieno. L'unico fatto in tutto questo mi sembra sia che l'argomento interessa molto alla gente. La mia opinione è che quando un orso comincia ad avvicinarsi troppo alle case non è più un generico orso col quale vale la pena di convivere perchè è una ricchezza della natura (una natura della quale spesso nella quotidianità dimentichiamo l'esistenza), ma diventa un orso PERICOLOSO, e Dino alle case si avvicinava decisamente troppo, forse bisognava evitare fin da subito che potesse prenderci gusto. In effetti credo che il punto sia proprio questo, non si tratta di uccidere tutti gli animali potenzialmente pericolosi, ma di fare sicuramente qualcosa quando un animale mostra palesemente un comportamento anomalo e pericoloso (cane, cavallo, mucca che sia e perchè no anche orso). In conclusione, mi dispiace se davvero lo hanno ucciso, ma non so se sarebbe possibile una pacifica convivenza con un orso come quello!

6 Luisa T. 23/08/2010 21:33 391 commenti

spero sia una balla questa della morte di Dino..........

7 ameval 23/08/2010 16:22 3 commenti

Una riflessione per chi si chiede se invece di uccidere l'orso fosse avvenuto il contrario, se l'orso avesse ucciso un uomo. A parte il fatto che questo non avviene da alcuni secoli in zona, la soluzione che proponete è abbattere preventivamente tutti gli animali che ci possono uccidere? E' della settimana scorsa la notizia delle vespe che hanno ucciso un uomo nel bellunese. Dovremmo sterminarle perchè non accada? E che dire dei cani? Animali che convivono con noi e che sono potenzialmente pericolosi ce ne sono tanti. E sempre ce ne saranno. La mia opinione è che sarebbe meglio imparare a convivere anche con l'orso come è avvenuto dalla nascita dell'uomo fino al secolo scorso.

8 giraldo 23/08/2010 16:13 1 commenti

fate i nomi

9 Cecio_89 23/08/2010 14:51 1 commenti

Gentili Signori, a prescindere dalla veridicità (non verificata) di tale notizia,dall'evanescente pietismo dimostrato da persone pronte poi ad ogni bassezza e dalla magra storiella basata su un povero animale alla ricerca soltanto di un posto in cui vivere,messa in piedi senza tanto pensare (lo dimostra il “sensazionale” epilogo),mi chiedo se in mezzo a tanto fragore la gente si sia fermata a riflettere(cosa rara ai giorni nostri )ma a quanto pare molti si sono limitati a trangugiare il cibo servito senza nemmeno chiedersi cosa si stia mangiando. Tale commento non vuole essere una critica o una difesa (l'eventuale responsabile deve essere punito),ma vorrei proporlo come semplice osservazione. Devo dire che ho letto attentamente l'articolo odierno riguardante l'orso sul Giornale di Vicenza,e mi sono balzate alla mente un paio di osservazioni. In primo luogo la forma:ho notato subito l'ampia estensione (a mio parere ingiustificata,considerato l'argomento) di tale articolo,ciò fa riflettere circa la serietà di certe persone. In secondo luogo,se aggiungiamo che tale notizia (ammesso che così sia definibile) non si fonda su elementi e fonti certe (come prevederebbe invece il buon senso,non solo giornalistico) ma verosimilmente su chiacchiere di bassa osteria,la cosa provoca un certo rammarico. Infine,sempre riguardo la sostanza,altro parallelismo (questa volta soggettivo) (i luoghi comuni vanno ultimamente di moda) che mi è balzato alla mente è il classico plot da leggenda metropolitana,fin troppo palese in tale vicenda (si pensi a qualche anno fa,quando si diffuse la voce che nell'alto vicentino un allevatore di maiali avesse ucciso la moglie dandola poi in pasto ai propri suini!),che denota comunque una certa inerzia alla favola giornalistica o una gretta crudeltà da parte della gente. Concludo,sperando di non avere offeso nessuno (non è nelle mie intenzioni) e ribadendo l'importanza di verificare la veridicità dell'informazione,prima di diffonderla alla massa come notizia (evitando così odi ingiustificati e puerili) e di evitare l'uso della stessa per veicolare e alimentare eventuali leggende,essendo esse generatrici di sentimenti e pensieri negativi per ogni società che si voglia chiamare civile. Francesco. Risponde il GdV. Due sole osservazioni. Primo: la "veridicità di tale notizia", ovvero che una persona dichiara di essere stata invitata a una cena a base di un orso - presumibilmente Dino - ucciso in altopiano, è verificata e confermata. Secondo: se "l'ampia estensione dell'articolo" è ingiustificata dato l'argomento, perché Lei e altre migliaia di persone hanno letto gli articoli e stanno parlando dell'argomento in questione?

10 GiulianoDallOglio 23/08/2010 14:31 3 commenti

Ringrazio il GdV per la risposta al mio commento di ieri sera. Rispondo ancora, punto per punto: 1) certo, la denuncia all'Autorità Giudiziaria potrebbe essere vista solo come un dovere morale e non un obbligo di Legge, ma allora per quale motivo questo presunto testimone si limita a dare una mezza notizia? O ci si sente in dovere di denunciare il fattaccio o si sta zitti del tutto. Non c'è alcuna logica nel dire: "So che si è consumato tale reato, ma non vi dico chi è stato". Allo stesso modo, il giornalista che ha scritto il pezzo deve fare una scelta: se si vuol informare l'opinione pubblica (la stessa che chiede a gran voce nomi e circostanze) lo si deve fare mossi da un'etica professionale che rispetti prima di tutto la Legge vigente, ma anche con un comportamento civile non necessariamente dettato dai Codici, proponendosi quale esempio positivo per tutti, denunciando un reato o contribuendo alle necessarie verifiche. Altrimenti, pur non incorrendo in particolari sanzioni, si ricopre l'omertoso ruolo di chi non vuol dire, pur sapendo: qui si sta proponendo un esempio negativo da parte di un'istituzione importante come la stampa. Esiste, e tutti lo riconosciamo, il diritto all'informazione, non quello alle "voci di piazza" o delle "mezze verità". 2) Come può la pubblicazione della firma di un giornalista agevolare l'identificazione di un testimone? Volete forse dire invece che non si vuol far sapere chi ha scritto l'articolo per evitare che le Forze dell'Ordine lo contattino? Ancora: in base a quale Legge siete tenuti a garantire l'anonimato di una persona in grado di fornire all'Autorità Giudiziaria nomi e prove di un grave reato? Attenzione: qui non ci troviamo di fronte a qualcuno che può dichiarare "io non so nulla". È stato affermato più volte che, invece, il GdV ha il nome del testimone e conosce altri particolari della vicenda. Quindi l'Autorità Giudiziaria può - eccome! - pretendere di sapere. Ci mancherebbe altro! Dove siamo forse, in certi vicoletti del Bronx dove si commettono i reati e la Polizia non sa nulla? Abbiamo un giornalista e una testata in possesso di informazioni su di un grave reato e questi si rifiutano di offrirle a chi deve indagare? È accettabile?! 3) Anche se è sacrosanta la logica per la quale una colpa personale non si deve riflettere su di una responsabilità collettiva, in realtà il discredito derivante da questo genere di notizie si riflette comunque sull'intero territorio, a causa di un meccanismo d'involontaria generalizzazione che avviene inconsciamente quando un lettore apprende notizie dall'esterno di un territorio o di un ambito particolare. Prova ne sono alcuni commenti sul fatto letti ieri su FaceBook, dove - a torto - si generalizza, facendo d'ogni erba un fascio. Quindi: falsa o vera che sia, la notizia ha causato un grave danno al territorio. 4) Benissimo. Finalmente una preziosa indicazione: "Il presunto uccisore dell'orso non aveva subito danni in precedenza...". Quindi, viste le dimensioni circoscritte della località Val Capra di Foza e il numero limitato di agricoltori lì presenti, escludendo coloro che hanno fatto denuncia per danni causati dall'orso, ora il Corpo Forestale dello Stato potrà facilmente identificare chi possiede alveari e bovini, risalendo al presunto uccisore dell'orso. Fortunatamente siamo sul piccolo Altopiano; non ci troviamo in un contesto urbano vasto come Tokyo! 5) Dichiarate "superficiale" un mio presunto stravolgimento del senso di un'affermazione. Rileggetevi il passaggio e vedrete che forse non era poi scritto così bene.... Chi ha letto saprà interpretare il senso al meglio. Ma non è poi così importante, non credete? 6) Ok, si era detto e capito. Per questo siamo qui a scrivere di questa cosa. 7) Uno degli obiettivi di una testata giornalistica è quello di vendere più copie possibili; la cosa è riconosciuta da chi pubblica i giornali e da chi li legge. Non è mica un peccato! È quindi assai probabile che il ricordarlo possa diventare un "tipico refrain", richiamo inevitabile quando un giornale pubblica - come avete fatto voi - una notizia senza nomi e senza prove, in prima pagina sulla versione cartacea, con enfasi e foto centrale, all'interno con un pezzo principale e due box a occupare quasi una pagina intera; infine, con la prima notizia nell'edizione online. Se non è sensazionalismo questo, come vogliamo chiamarlo, "serio giornalismo impegnato" forse? Altra cosa sarebbe stata la denuncia di un fatto criminoso, pubblicando nomi e prove: questo avrebbe rappresentato invece una prova di giornalismo credibile e un atto di responsabilità civile allo stesso tempo. Chi mi ha risposto afferma che io mi starei "buttando via volando così basso". Rispetto la posizione, continuando però a "buttarmi via e a volare basso" in questo modo, auspicando che chi mi legge possa anche pensarla in diversamente da Voi. Queste le reputo però inezie personali che lascerei da parte. Piuttosto, ci siamo accorti che ci si è spostati dal tema "verità o balla?" al più importante "se è vero, vogliamo i nomi"? La Comunità Montana e il Corpo Forestale sostengono che ci sono troppi dubbi e che si dovrebbe trattare di un falso. Il GdV sostiene invece che la notizia è vera. L'opinione pubblica non ha elementi per prender posizione e si trova divisa, solo con le ipotesi. Gli elementi li avete in mano voi. Trovo che sia giunto il momento di chiarire questa faccenda, o davanti a tutti o nell'anonimato, ma con le Forze dell'Ordine in grado di verificare la veridicità di una notizia che tutti continuano a giudicare gravissima. Vi ringrazio nuovamente. Giuliano Dall'Oglio - Asiago

11 luisabin 23/08/2010 13:16 1 commenti

Non si discute che se è vero che hanno ucciso e "mangiato" l'orso si tratti di una indiscutibile barbarie, ma per contro l'animale non era sicuramente dei più docili, considerato il numero di vittime fatte. Provabilmente le "autorità" preposte al soggiorno dell'orso non sono state all'altezza da garantire l'incolumità sia dell'animale che delle sue vittime. Per quanto mi riguarda ora, se deve andare a fare escursioni sullt'altopiano, anche notturne, mi sento molto, ma molto più sicuro!

12 loribru 23/08/2010 12:50 4 commenti

Comunque sia, Dino è vivo e lotta insieme a noi.

13 valentino76 23/08/2010 12:45 284 commenti

VOGLIAMO I NOMI? E POI COSA .....CHE VENGANO FUCILATI IN PIAZZA? NON VANN IN GALERA NEANCHE CHI AMMAZZA UNA PERSONA E VOGLIAMO FARE PASSARE PER DEI PERICOLOSI CRIMINALI CHI AMMAZZA UN ORSO? MA VERGOGNATEVI

14 anubi82 23/08/2010 12:24 145 commenti

Tanti di quelli che adesso piangono fino a due giorni fa avevano lo schioppo in mano in attesa che arrivasse Dino. Quanta ipocrisia...

15 cleos 23/08/2010 11:43 2 commenti

Per la redazione del Giornale di Vi. A 24 ore di distanza dalla pubblicazione dell'articolo nessuno vi ha fatto notare che Val Capra è a Foza e non a Gallio? Giandomenico

16 mokna 23/08/2010 10:35 5 commenti

Mi auguro veramente che si tratti di una bufala ferragostana. In caso contrario una brutta vita a chi avesse compiuto questo scempio. Una sola domanda: perchè non agire prima a livello di prevenzione?

17 GiulianoDallOglio 23/08/2010 10:30 3 commenti

Buongiorno. Attendo la pubblicazione e la risposta al mio commento inviatoVi ieri sera. Grazie. Giuliano Dall'Oglio, Asiago

18 GiulianoDallOglio 22/08/2010 22:52 3 commenti

Buonasera. Mi rivolgo alla redazione del GdV e ai lettori, auspicando di contribuire positivamente al chiarimento della vicenda dell'orso. La notizia apparsa sul Giornale di Vicenza di oggi (e su questa edizione online del quotidiano) relativa alla presunta uccisione dell'orso M5 (detto "Dino") lascia molti, moltissimi dubbi nei pensieri di chi ha letto gli eventi riferiti. Una cosa è da sottolineare e da tenere ben presente: che si tratti di una notizia vera o di una balla estiva, comunque siano andate le cose, ci troviamo di fronte a un fatto grave. Infatti, se l'orso fosse stato davvero ucciso, si tratterebbe di un reato punibile con la reclusione da tre a diciotto mesi (articolo 544 bis del Codice Penale), oltre che di una dimostrazione di estrema barbarie, espressione di una sottocultura retrograda, che ci si augura non sia presente sui Sette Comuni. Chi ha denunciato il fatto al GdV ha il dovere di comunicare alle Autorità di Pubblica Sicurezza i nomi degli autori, affinché questi vengano perseguiti penalmente. E se non lo ha fatto, l'autore dell'articolo che ha raccolto la "confessione" dovrà riferire agli inquirenti il nome di questa persona. Altrimenti dovremmo parlare di vera e propria omertà, vocabolo che si associa di rado al comportamento dell'onesta e civile popolazione della regione del Veneto. Che senso avrebbe, infatti, raccontare questa vicenda a un giornalista (che non firma l'articolo e sicuramente avrà le sue buone ragioni per nascondere al pubblico il proprio nome) se il misfatto non può essere approfondito e i colpevoli non possono essere puniti? Che razza di notizia sarebbe questa? Sarebbe come leggere, che so, di un qualche attentato, o di un certo furto, del quale nessuno sa nulla, ma che sarebbe avvenuto in un certo luogo, compiuto da chissà chi... Che senso avrebbe una cosa del genere? Se, invece, come pensiamo e speriamo, si dovesse trattare di un clamoroso falso, avremmo comunque la necessità di identificare e perseguire gli autori e i diffusori di questa bugia, pur ridimensionandola in una grezza e squallida storiella da nullafacenti d'osteria (dopo molti bicchieri, per giunta). Una tal notizia, se falsa, getterebbe discredito su di un paese (Foza) e su di un intero territorio (l'Altopiano di Asiago 7 Comuni), con gravissimi danni anche economici, magari non diretti e immediati, ma sicuramente indotti da chi preferirebbe andare in vacanza in luoghi ove la cultura e la civiltà degli abitanti non porterebbero mai a simili misfatti. In merito alle risposte della redazione del GdV al comunicato del Presidente Lucio Spagnolo, punto per punto, ecco cosa si può affermare, con obiettività: In riferimento al punto 1) dove si dice che "...è ovvio che se una persona uccide un orso sa che commette un reato. Le sembra perciò anomalo che non abbia denunciato i danni subiti?", nell'articolo si legge chiaramente che il presunto uccisore dell'orso era "...stanco delle scorribande del plantigrado ritornato in zona...". Quindi è evidente che doveva aver subito altre perdite precedentemente. Come mai non sono state denunciate? E perché nessuno si è accorto di un fatto così evidente? Come poteva decidere di non denunciare l'attacco dell'orso prevedendo che sarebbe tornato per un'altra "razzia" nella quale gli avrebbe dato il colpo di grazia? Qui c'è un'incongruenza nella successione degli eventi! Come si può decidere di non denunciare i danni per non farsi riconoscere, ancor prima di commettere il reato? Oppure lo ha fatto (cioè, ha denunciato le precedenti perdite, ma non l'ultima) e quindi potremmo facilmente identificare lo sparatore tra coloro che hanno in passato dichiarato perdite di animali a causa dell'orso nella zona di Val Capra di Foza. Saremmo già a buon punto per scoprirlo, allora! Ancora: come si può parlare di un gesto quasi istintivo, d'impeto ("...e l'uomo non ci ha visto più, ha imbracciato il fucile e fatto fuoco"), quale reazione a una presunta devastazione di una ventina d'arnie e all'azzannamento di un vitello? L'orso, se trova delle arnie con del miele, non le devasta selvaggiamente in un batter d'occhio per poi passare a uccidere un vitello. Casomai si mangia il miele quasi in tranquillità, certamente danneggiando i contenitori dei favi delle api, ma non avrebbe senso per lui un'inutile devastazione: il suo obiettivo è semplicemente mangiare. Infatti, in tutti i precedenti casi in cui degli orsi hanno cercato di sfamarsi in aree antropizzate, si è sempre trattato di furti di miele o di attacchi ad animali domestici (muli, galline, conigli, eccetera) in momenti separati tra loro. Oppure l'uccisore ha atteso pazientemente che l'orso si mangiasse il miele contenuto in venti arnie, per lasciarlo poi azzannare il vitello, e solo allora avrebbe avuto una reazione istintiva? Punto 2) Qui chi risponde per conto del GdV dimostra un'evidentissima disinformazione: il Presidente Spagnolo fa riferimento al fatto che è assai improbabile che un orso (M5) che abbandona una zona (l'Altopiano) per ritornare al suo habitat d'origine (Slovenia) torni indietro dopo due mesi. Il GdV risponde a Spagnolo chiedendogli "...è forse in grado allora di spiegare perché in primavera sia comparso in altopiano dopo due anni?". Ma l'orso comparso in primavera di quest'anno è l'esemplare M5, proveniente dalla Slovenia, non KJ2G2, l'altro plantigrado che aveva dimorato sull'Altopiano per un periodo di tempo, figlio di orsi reintrodotti in Trentino nell'ambito del progetto Life Ursus, in seguito segnalato in Austria. Questa confusione è segno di una preoccupante superficialità! Punti 3) e 4) I mesi di giugno e luglio vedono una notevole presenza di persone (escursionisti, guardie e operatori forestali) nei boschi e sulle montagne, dal Tarvisio sino all'Altopiano. Nessuno lo ha avvistato quest'orso, si è detto: ma non è necessario avvistarlo (come nell'unico caso avvenuto nel tragitto Altopiano-Tarvisio): il passaggio di un orso si riscontra piuttosto perché questo lascia sempre dei segni evidenti lungo tutto il suo percorso e nelle zone ove si ferma anche solo per poco: dove sono questi segni? Sembra proprio che non ce ne siano. La risposta del GdV al Presidente della Comunità Montana termina infine con un'affermazione allarmante: "...è evidente che i dettagli forniti dal testimone sono maggiori di quelli pubblicati. Ed è evidente che per una tutela delle fonti non abbiamo reso noti quelli che avrebbero potuto portare all'identificazione di una persona che non ha commesso alcun reato, ma che è a conoscenza diretta di ciò che sarebbe avvenuto". "Tutela delle fonti" dite voi? Tutela da chi? Tutela dalla giustizia che dovrebbe fare il suo corso o tutela da eventuali ritorsioni da parte di chi ha commesso il reato dell'uccisione dell'orso? Perché è lampante che: 1) se l'imprenditore di Cittadella non ha commesso alcun reato, non deve temere nulla da parte della Giustizia; il suo obbligo è comunque quello di denunciare il reato del quale possiede le prove; altrimenti anche lui commette reato. A questo punto, se commette reato, il GdV lo tutelerebbe dalle forze dell'ordine? 2) se è stato invitato alla cena a base di carne di orso (alla quale ha rinunciato), anche senza il suo nome sul giornale, il gruppo di cacciatori lo avrebbe già identificato comunque. Quindi, qui non si tutela solo la fonte (l'imprenditore di Cittadella), qui si nascondono dei presunti criminali! La fonte può essere comunque tutelata e lasciata anonima, anche perché il fantomatico imprenditore non avrebbe commesso alcun reato. Il reato lo commette invece dal momento in cui omette di denunciare un fatto criminoso di cui è a conoscenza, ancor più se questo è suffragato da prove, come riferisce il GdV. Se il GdV dichiara di essere in possesso di maggiori dettagli rispetto a quelli pubblicati, significa chiaramente che questi dettagli non sono stati resi noti nell'articolo perché sono determinanti per identificare gli autori del reato. Quindi ci si augura che questi dettagli, assieme al nome del testimone, vengano forniti all'Autorità Giudiziaria, affinché questa proceda immediatamente con le necessarie indagini, dimostrando civiltà e onestà, rispetto delle leggi e correttezza dell'informazione. Se questo non avverrà, cioè, se il GdV non rivelerà nomi e circostanze agli inquirenti, allora dovremmo prender atto che tutta questa storia è una stupida balla, pubblicata per vendere qualche copia in più, in nome di un sensazionalismo provincialotto che dovrebbe farci meditare sulla qualità della stampa locale. Vi ringrazio per l'attenzione. Giuliano Dall'Oglio - Asiago Risposta dal Gdv: Egregio signor Dall'Oglio. 1)il dovere del testimone di riferire quanto sa alla Forestale è "morale", non "penale". Non ha commesso reati e non li commette non comunicandoli. Ciascuno, ovviamente, è comunque libero di giudicare questo comportamento. 2) l'articolo non è firmato proprio perché la pubblicazione dell'autore potrebbe agevolare l'identificazione del testimone. Poiché questi non è colpevole di nulla, e ha chiesto l'anonimato, siamo tenuti a garantirlo. 3)La notizia, vera o falsa che sia, non getta alcun discredito su Foza e sull'altopiano. La responsabilità è personale, mai collettiva. Che cosa c'entra l'altopiano con il gesto di un singolo? Se un abitante di Foza commette un omicidio, tutti i compaesani sono assassini? 4)Il presunto uccisore dell'orso non aveva subito danni in precedenza; ha colto l'animale sul fatto e ha reagito all'istante. 5) M5 (Dino) è comparso in altopiani in primavera. La domanda (retorica) che ponevamo in risposta ai dubbi del Presidente era: perché non l'ha fatto prima? Semplicemente, perché i movimenti degli orsi non sono prevedibili. La superficialità è Sua nello stravolgere il senso dell'osservazione. 6) I dettagli sono determinanti per identificare il testimone. Ragion per cui li abbiamo omessi. 7) La storia delle copie in più e del sensazionalismo provincialotto sono il tipico refrain di chi non ha elementi per sostenere un dialogo civile. Lei qualche elemento ce l'ha, pur opinabile come tutti (compresi i nostri): perché invece si butta via volando così basso?

19 Sieben 22/08/2010 21:44 1 commenti

Copiato e incollato oscurando con XXX i nomi da Facebook (e qualche post abbastanza pesante che ho visto nel pomeriggio è stato cancellato) XXX ‎"Ucciso per vagabondaggio in un paese di stronzi". Stronzi di quale paese? Alcuni dicono Gallio, altri Tezze sul Brenta o Rosà. Da qualunque cloaca provengano, auguro a questi stronzi di morire impallinati da qualche altro stronzo di Gallio, di Tezze sul Brenta, o di Rosà. XXX Dino, ho letto sul Giornale di Vicenza che un bracconiere di Gallio(VI) ti ha incontrato...dice che sei nel congelatore e che parte di te è finita al pranzo di ferragoto.dimmi che non è vero... XXX speriamo ke dino nn sia veramente finito sulle "bronse" come dice oggi il giornale di vicenza. Se e' la verita' per asiago finisce il grande mito dell'orso dino.!!!!!! XXX oggi sul giornale di Vicenza c'era l'articolo che riporta la cena fatta da alcuni amici con la carne del ns orso ucciso vicino a Gallio da un cacciatore. Speriamo ke nn sia vero ma purtroppo l'articolo parlava chiaro!!!!!!!!! XXX Dino prima hanno detto che ti hanno ucciso e mangiato a ferragosto poi la notizia è stata smentita speriamo bene ma da quei bastardi di cacciatori c'è da spettarsi di tutto... dove sei ? XXX A GAGLIO UN IMBECILLE HA UCISO DINO XXX Lo hanno ucciso spero non sia vero ......la brutalità dell'essere umano non ha paragoni.... Ciao DINOOOOOOOOOOOOOOO XXX E ora? Che trattamento riservare ai colpevoli? La multa non fa parte delle ipotesi. Ora se è vero mi associo al messaggio di Giampy73 che i responsabili siamo individuati al piu' presto e severamente puniti come da leggi vigenti, sia in campo amministrativo che penale. Ma se è una bufala domani mattina mi aspetto le scuse da parte del giornale e del Direttore all’Altopiano e sapere l’autore dell‘articolo, visto che non è firmato.

20 giampy73 22/08/2010 19:50 1 commenti

se la storia e' vera, spero che i responsabili siamo individuati al piu' presto e severamente puniti come da leggi vigenti, sia in campo amministrativo che penale. spero si superi il muro di omerta' che circonda questi signori. c'e' da vergognarsi altro che scusanti.... questa e' solo mancanza di cultura e intelligenza. mancanza di rispetto x le leggi e la natura.

21 lav-lac 22/08/2010 19:23 2 commenti

purtroppo si tratta solo di buona cultura che dalle nostre parti manca, visto che in regioni confinanti alle nostre gli orsi convivono tranquillamente con l'uomo. Evidentemente non siamo ancora così evoluti da capire quanto scritto di seguito: “La Grandezza di una Nazione ed il suo progresso morale possono essere giudicati dal modo in cui tratta i suoi animali” (Mahatma Gandhi) Posso solo dire vergogna!

22 paolapesavento 22/08/2010 18:43 1 commenti

Uccisione dell’ Orso Dino: una doppia vergogna per l’Italia e per il Veneto. L’Orso Dino è stato ucciso da un bracconiere a Gallio e poi divorato in una cena di ferragosto. Questa è una doppia vergogna per noi tutti e il frutto della solita e ipocrita politica del “non decidere”. È una vergogna internazionale, poiché Dino era un animale protetto dalle leggi europee. I primi responsabili sono senz’altro lo Stato Italiano e la Regione Veneto che a suo tempo decisero – al tempo del massacro degli asinelli – di non fare niente, a partire dall’azione più civile, che era quella di catturare l’orso e di riportarlo da dove era venuto. Questa non–scelta in realtà si è tradotta nella scelta tanto consapevole quanto irresponsabile di lasciare che la cosa si risolvesse da sola, con un prevedibilissimo “incidente”. È stato un puro caso che nel frattempo non ci siano state vittime umane. È una vergogna nazionale, poiché Dino è stato ucciso anche in spregio alla legge italiana. Come nel Sud Italia, così nel Profondo Nord fatti del genere dimostrano quanto sia possibile, nel nostro Paese, agire tranquillamente al di fuori della legalità e quanto lo Stato di fatto sia debole a prescindere dalla geografia. Paola Pesavento, Vicenza

23 piperita53 22/08/2010 18:38 5 commenti

Caro direttore e vero che non vorrei essermi trovata nei panni dei poveri asinelli o asine gravide quando e passato l orso Dino,ma penso che le forestali invece di fare multe ai pescatori o a chi va a funghi,dovevano o potevano monitorare l orso,visto che credo potessero farlo e poi portarlo nei suoi luoghi.Ora sta a loro cercare il colpevole magari tartassando la lingua sciolta di Cittadella e multare chi si e fatta giustizia da se.Saluti,Vanna

24 piperita53 22/08/2010 18:33 5 commenti

Sicuramente l Orso Dino ha fatto danni.Io non vorrei essere stata bei panni dei poveri asinelli uccisi.Pero la forestale poteva fare degli appostamenti,mi sembra che avessero modo di seguire le sue mosse,e poi portarlo in un luogo dove non potesse fare danni.Se fosse vera questa storia, passate a setaccio i luoghi citati dall imprenditore e poi trovate la carcassa.Lui conosce sicuramente i colpevoli.Sempre che sia tutto vero.VEDREMO.Grazie Vanna

25 mondo047 22/08/2010 17:59 2 commenti

ammesso e non concesso che la "storiella" sia vera, questa vicenda si sarebbe conclusa nel migliore dei modi possibili. A chi non fosse d'accordo con me, auguro un "incontro ravvicinato" con l'amico orsacchiotto. Saluti

26 albertomenegotto 22/08/2010 17:27 2 commenti

spiacente per l'accaduto, ma se la storia fosse finita al contrario?

27 2323_vi 22/08/2010 16:50 56 commenti

Sono completamente d'accordo che si doveva portare, e cercar di tenere l'orso lontano dalle zone abitate, perché è troppo facile parlare, se non si è vissuta l'esperienza. Ma a parte la retorica, la natura insegna da sempre che il pesce grosso mangia quello piccolo!

28 dgseve 22/08/2010 16:37 40 commenti

se la forestale non fa nulla c'era da aspettarselo che i privati si arrangiano a modo loro mica possono subire i danni all'infinito,

29 cajo 22/08/2010 16:29 1 commenti

Ammesso che sia vero e premesso che anche a me dispiacerebbe molto se lo avessero ucciso, ricordo che ogni giorno molti animali vengono uccisi per vari motivi tra l’indifferenza più o meno totale; ricordo inoltre che per questo triste fatto non ci si dovrebbe indignare più di tanto perché nella nostra società molte “persone” ritengono che non solo agli animali si dovrebbe sparare, ma anche a certi tipi di umani (extracomunitari in arrivo sui barconi ), purtroppo questa è la realtà.

30 anubi82 22/08/2010 15:53 145 commenti

preso da una nota su facebook: SMENTITA DAL PRESIDENTE DELLA COMUNITA' MONTANA LA NOTIZIA DELL'UCCISIONE DELL'ORSO DINO Ai giornalisti amici, conosciuti o non conosciuti. Alle redazioni tv. Secondo quanto affermato in data odierna (domenica 22 agosto 2010) dalGiornale di Vicenza, l'orso Dino sarebbe stato abbattuto e....mangiato (sigh!) in altopiano. La straordinaria bufala potrà servire forse per incrementare le venditedel quotidiano (peraltro "amico" e territorialmente sentito comedi casa) ma non ad informare correttamente chi legge. Premesso ciò, non nego di essere FORTISSIMAMENTE INCAZZATO peri motivi che seguono: l'articolo racconta di un signore che sarebbe stato invitato da altri ad una cena a base di orso, che non ci va ma che è certo che questi abbiano ucciso l'orso M 5 ( orso Dino) dopo che questo avrebbe fatto fuori una ventina di arnie d'api e ucciso un vitello all'uomo che poi gli avrebbe sparato: FATTI MAI DENUNCIATI! Il fatto dovrebbe essere accaduto a luglio: o questo signore teneva l'orso in cantina e lo rilasciava di notte perché facesse disastri o non si capisce perché Dino sarebbe ricomparso in altopiano solo a luglio dopo almeno 2 mesi di assenza. Dino è stato visto a Falcade verso fine maggio e FOTOGRAFATO A TARVISIO il 2 giugno (auricolare con numero ben visibile in foto quindi proprio lui) perché com'è comune fra gli orsi, dopo un anno o due di assenza dal proprio territorio di origine, possono tornare nel luogo dove sono nati. Ci si chiede allora perché Dino avrebbe dovuto fare un dietro front e SENZA LASCIARE TRACCIA DI ESCREMENTI O PELI, SENZA FARSI VEDERE, SENZA NESSUN ANIMALE CATTURATO, SENZA NIENTE avrebbe dovuto tornare in altopiano in val Capra per farsi uccidere? Siamoseri! Attenti:il giornale chiama "cacciatori" i signori che avrebbero uccisol'orso. I cacciatori non uccidono orsi! I cacciatori seguono regoleprecise di abbattimento stabilite da leggi nazionali, regionali eprovinciali. I cacciatori sono titolati a sparare. Questi signori,che non esistonoperché trattasi di mega bufala,andrebbero COMUNQUE CHIAMATI COL PROPRIO NOME : BRACCONIERI,CRIMINALI. NIENTEA CHE VEDERE CON I CACCIATORI! La notizia potrebbe richiamare, (un'altra volta !!!!!) l'attenzione della stampa sul territorio dell'altopiano dei 7 comuni, altopianodi Asiago, mettendone in luce UNASPETTO CRUDELE E BANDITESCO CHE NON È PROPRIO DI QUESTA GENTE E CHERIFIUTO CONDECISIONE E CON FORZA! Ultimo dettaglio : val Capra è in comune di Foza e non di Gallio! Grazie a chi mi ha letto. Ancor più a chi vorrà aiutarmi a diffonderenotizie, non .... fesserie (eufemismo!) Lucio Spagnolo PresidenteComunità Montana SpettabileReggenza dei 7 Comuni info@reggenza.it lspagnol@libero.it Risposta dal Gdv: Gentile Presidente, la invitiamo a leggere con più calma l'articolo. Si accorgerà di alcune cose: 1) è ovvio che se una persona uccide un orso sa che commette un reato. Le sembra perciò anomalo che non abbia denunciato i danni subiti? 2) non capisce perché l'orso sarebbe ricomparso in altopiano dopo due mesi di assenza: è forse in grado allora di spiegare perché in primavera sia comparso in altopiano dopo due anni? Nessuno è in grado di prevedere e motivare i movimenti di un orso. 3) Dino è stato fotografato a Tarvisio il 2 giugno: la notizia è stata data dal Giornale di Vicenza il 29 giugno e ripetuta in un articolo il 21 luglio. Ed è esattamente dai primi giorni di giugno che il radiocollare non ha più dato segnali. Se a maggio era vicino all'altopiano e in giugno era a Tarvisio, perché mai in luglio non poteva essere nuovamente in altopiano? 4) Nel suo tragitto dall'altopiano a Tarvisio è stato segnalato solo una volta nel bellunese: non è assolutamente anomalo il fatto che nell'eventuale tragitto inverso non sia stato avvistato. In ultimo: è evidente che i dettagli forniti dal testimone sono maggiori di quelli pubblicati. Ed è evidente che per una tutela delle fonti non abbiamo reso noti quelli che avrebbero potuto portare all'identificazione di una persona che non ha commesso alcun reato, ma che è a conoscenza diretta di ciò che sarebbe avvenuto. In particolare, la persona che materialmente avrebbe sparato all'orso non è un cacciatore: come è scritto chiaramente sul Giornale, ha "chiamato in aiuto dei cacciatori" che gli hanno dato una mano a liberarsi della carcassa. Questo, almeno, è il racconto del testimone suffragato da una serie di prove. Noi ci siamo limitati a controllare la veridicità delle prove e a riportare la testimonianza.

31 ciemme_vi 22/08/2010 15:38 32 commenti

Il presidente della Comunità Montana dei sette comuni smentisce l'uccisione dell'orso Dino e classifica come bufala (a ragione) la notizia che avete pubblicato...

32 Goliardus 22/08/2010 15:28 801 commenti

Quanta miseria e vigliaccheria umana ho letto nei comportamenti descritti nell'articolo. Mi auguro che l'incivile che ha ammazzato l'orso Dino paghi, assieme ai suoi barbari complici, in termini penali e sanzionatori. Per il resto, avevo previsto questa fine. L'eroe di turno, non poteva mancare di dar mostra del proprio coraggio, naturalmente con un bel fucile a pallettoni in mano.

33 1685 22/08/2010 14:58 90 commenti

non ci sono parole meritano la galera o peggio

34 bacotescari 22/08/2010 14:53 1 commenti

caro direttore, ho appena letto la sconcertante notizia dell'assassinio di dino. quattro assassini cialtroni, incapaci di realizzarsi umanamente e personalmente, hanno dato sfogo alla loro fragilità nel modo più vile, bieco e sporco, uccidendo un aniamle, simbolo della natura, della terra e del nostro territorio, la mascotte del nostro altopiano. mi chiedo quale sia il limite della crudeltà (e della pochezza) umana. mi chiedo quando le persone diventeranno davvero degne di questo nome. mi chiedo quanta miseria abbiano dentro questi squallidi figuri, ricchi solo di crudeltà, cattiveria e affamati di sangue. di fronte a questo ennesimo scempio della civiltà, posso solo sperare che alla mia indignazione si aggiunga quella di tanti cittadini, per poter procedere. spero che un giorno la vergogna subentri in questi poveracci in cerca d'autore. nel frattempo, mi auguro di non incontrarli mai nella mia strada. grazie per l'ospitalità e un caro saluto, roberta tescari

35 giovgual 22/08/2010 14:33 4 commenti

ci sono sempre scuse per comportamenti indegni del vivere civile.

36 Luisa T. 22/08/2010 14:31 391 commenti

che orrore.....capisco che Dino abbia portato disagi a chi abitava in quelle zone e capisco che abbia ucciso altri animali ma che CHI DI DOVERE non sia stato in grado di prendere Dino e portarlo in altre zone senza fargli del male, è orribile..... Quel che gli hanno fatto è schifoso...... Certa gente non merita niente......

37 anubi82 22/08/2010 14:14 145 commenti

spero non sia vero...

38 cresta1974 22/08/2010 14:08 11 commenti

Una domanda molto semplice? Perchè il cacciatore che non ha avuto il fegato di partecipare alla cena bracconiera parla ora? E perchè questo falso cacciatore pentito non dice dove si è svolta questa benedetta cena? E gli amici forestali?? magari alla cena ce nera qualcuno!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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