Sconcerto e rabbia alla notizia
della uccisione dell'orso
ALTOPIANO. Reazioni al racconto del testimone e c'è chi non ci credeIl presidente della Comunità: «Se è vero sarebbe un reato penale». Preso d'assalto da commenti il fan club su Facebook e anche il nostro sito internet
Sconcerto, stupore e rabbia in Altopiano per le voci della presunta uccisione dell'orso Dino per mano di un residente di Foza.
La notizia riferita da un imprenditore di Cittadella e suffragata da numerosi elementi ha profondamente turbato la gente in Altopiano che sin da subito aveva avuto e ha tutt'ora, un atteggiamento positivo nei confronti dell'animale.
Al punto che c'è chi si rifiuta di credere che sia stato ucciso: «Fino a quando le autorità competenti in materia non mi dicano altrimenti, la cena a base di orso Dino consumata a Foza è un falso», dice il presidente della Comunità Montana, Lucio Spagnolo che però mette le mani avanti: «Se fosse vero sarebbe un reato penale e quindi chiedo si apra un'indagine, come Comunità Montana valuterò se costituirci parte civile perché è stato cagionato un danno enorme sia all'immagine del territorio sia alla stessa gente altopianese».
Il presidente poi riflette su due questioni in particolare, come è possibile che l'orso abbia ucciso un vitello e che non si sia fatta denuncia? E come può l'orso aver attraversato due regione senza lasciare traccia per poi farsi uccidere a Foza. In realtà chi andrebbe a denunciare un vitello ucciso sapendo di aver ucciso un orso? Allo stesso modo se Dino è andato sino a Tarvisio avvistato una sola volta, può pure essere tornato indietro senza essere stato avvistato, è difficile prevedere le sue mosse.
Rabbia e sconcerto invece da parte del presidente dell'Associazione Cacciatori Veneti, Maria Cristina Carretta: «Se venisse accertato l'effettivo abbattimento dell'orso, ci costituiremo parte civile nel procedimento contro gli autori ed i complici di questo deprecabile atto di bracconaggio. Non accettiamo che neppure per un attimo possa essere accomunata la figura dei cacciatori con gli autori di questo atto sconsiderato, che se confermato, meriterebbe la più ferma condanna».
«Non può essere scusato l'autore di questo deprecabile atto, esasperato dalle razzie dell'orso che da troppo tempo imperversava in zone troppo antropizzate per poter consentire la libera circolazione di questo plantigrado, il cui abbattimento va addebitato soprattutto a coloro che ne hanno impedito la cattura e lo spostamento in luoghi meno antropizzati».
Condanna per la presunta uccisione dell'orso anche da parte del responsabile vicentino del fan club "L'orso deve vivere", Thomas Sentinelli, che su Facebook ha raccolto oltre 15 mila iscritti e ieri, al pari del sito del nostro Giornale è stato preso d'assalto dai commenti: «Quando ho pubblicato la notizia dell'uccisione si è subito scatenata la corsa ai commenti di condanna, c'è chi chiede il nome degli autori».
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1 PUBLIADIGE 24/08/2010 09:37 6 commenti
xsereo bon ?