Copiò libro: ora chiede scusa e risarcisce

IL CASO. La pubblicazione sul Muro di Berlino. Denuncia ritirata, archiviazione. Il testo finanziato dalla Regione
05/08/2010
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Andrea Guglielmi, l’autore del libro, con l’assessore Elena Donazzan

Vicenza. Per il copia e incolla su internet, per il quale era finito sotto inchiesta, ha chiesto scusa e ha risarcito il danno. Così l'autore copiato ha ritirato la querela e l'inchiesta si avvia verso l'archiviazione.
È questa la conclusione della querelle cultural-politica scoppiata nell'autunno scorso attorno alla pubblicazione dell'opera "Europa: unita, libera, forte", che era stata scritta dallo studente Andrea Guglielmi per conto dell'associazione Strade d'Europa. Il volume era sotto l'egida della Regione che aveva sborsato 15 mila euro, e che era sostenuto anche dalla Provincia di Vicenza. Ne vennero stampate 11 mila copie, non tutte distribuite agli studenti degli ultimi due anni delle scuole superiori di Vicenza come era previsto.
Il caso scoppiò perché il libro, come accertò il consigliere provinciale Matteo Quero, conteneva delle parti copiate dal sito www.viaggio-in-germania.de, che si riferivano alla storia del muro di Berlino. Il sito era stato vergato dal professore Waolgang Pruscha, che quando venne a conoscenza della vicenda si rivolse all'avv. Paolo Mele senior e sporse querela in procura per la violazione della legge sul copyright.
«Questo non è un libro di storia, ma una mia rielaborazione dell'Europa», si era giustificato Guglielmi, che in un incontro pubblico, affiancato dall'assessore regionale Elena Donazzan, aveva spiegato di non poter accettare di essere sottoposto ad un processo mediatico.
«Nessuno ha chiesto la mia autorizzazione - aveva ribattuto Pruscha -, nè è stata citata la fonte. Ma soprattutto non mi è stato chiesto scusa per aver inserito quel mio rielaborato in un contesto politicizzato nel quale non mi riconosco in nessun modo». Polemiche politiche riguardavano infatti anche la "politicizzazione" del volume di Guglielmi che, secondo il docente che vive da molti anni in Italia, «aveva deliberatamente escluso dalla copiatura un paragrafo che evidentemente contrastava con la sua idea politica».
L'indagine era stata affidata ai carabinieri della procura, che ieri hanno sentito Guglielmi, accompagnato dal suo avvocato.
Ma nel frattempo le parti si sono accordate per un risarcimento di 5 mila euro; Guglielmi avrebbe offerto le sue scuse a Pruscha, che le ha accettate e che ha ritirato la querela. L'inchiesta si avvia a questo punto con ogni probabilità verso l'archivio. Caso chiuso.© RIPRODUZIONE RISERVATA

Diego Neri


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1 Nordavind 06/08/2010 00:29 75 commenti

e la Donazzan che dice??! niente?

2 Goliardus 05/08/2010 22:16 801 commenti

E' difficile oggi,sfuggire alla tentazione di arricchire le proprie elaborazioni storiche con brani tratti da internet o letteralmente scopiazzati da testi in vendita nelle librerie o consultabili nelle biblioteche pubbliche. Mi auguro che quel giovane abbia imparato la lezione ed incominci, finalmente, ad elaborare di proprio pugno, ricordandosi comunque, che i brani dei diversi autori possono essere in minima parte riportati - per dare valore al proprio lavoro - a condizione che se ne citi la fonte. Forse sarebbe stato meglio che l'assessore alla cultura - avendone la capacità - avesse valutato con attenzione l'autenticità piena del lavoro o, in caso contrario, lo avesse sottoposto alla supervisione di uno storico di professione.

3 bellastefi 05/08/2010 17:14 27 commenti

15mila Euro per 11mila copie??? Ma non vi sembra esagerato? Io so che per la stampa di un libretto impaginato simile a questo sono necessari 3mila-4mila euro al massimo! Visto che sono soldi pubblici, qualcuno può controllare come sono stati spesi?

4 lella2009 05/08/2010 15:33 1 commenti

Incredibile il comportamento della Donazzan ! Sostanzialmente a pagare il risarcimento all'autore sono i contribuenti, visto che il giovane laureando, scelto dalla Donazzan solo per vicinanza politica, aveva incassato dalla regione 15.000 euro. Come minimo, la Donazzan dovrebbe assumersi la responsabilita' poltica chiedendo scusa. Aspettarsi le dimissoni significherebbe essere in un paese normale. Danilo - Schio.

5 CASUCASU 05/08/2010 13:10 118 commenti

La Donazzan tace anche perchè è da dimostrare che i 'crimini del comunismo' siano peggiori di quelli del neo capitalismo e liberismo globalizzato. Se volesse parlarne con onestà sono disponibile. Nel frattempo vestiamoci con quanto venduto in boutique prodotto in Bangladesh da ragazzine pagate 24 dollari al mese per 10 ore di lavoro 7 giorni su 7. Stefano di Nanto

6 bellastefi 05/08/2010 12:26 27 commenti

E la Donazzan che fa, tace?

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