L'indagato è sconvolto: «Vi chiedo perdono»

L'AUTOMOBILISTA. Mario Sandri si trova a Bassano a casa della madre. «Stavo andando piano, ai 40 all'ora. Ho avuto un mancamento, ho visto solo quei tre volti»
27/07/2010
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I carabinieri transennano il luogo del tragico incidente

Bassano. «Chiedo scusa a tutti. Sono disperato, non so darmi pace per quello che è accaduto. È stato un momento. Un istante che mi ha cambiato la vita e che ha posto fine, purtroppo, a quella di altre tre persone. Mi dispiace».
Mario Sandri parla per bocca della madre, da cui si è rifugiato, a Bassano. L'automobilista vive a Nervesa della Battaglia, nel Trevigiano, ma dopo l'incidente ha cercato conforto dai suoi cari. «Mio figlio non è un mostro, è buono - dice la donna -. Chiedo perdono ai familiari delle vittime».
Piange, la madre di Mario Sandri, imprenditore di Nervesa della Battaglia che domenica ha investito e ucciso i tre turisti vicentini sulle sponde del lago di Misurina, ancora sotto shock per quanto accaduto.
«Quasi non ci crede, non doveva accedere», continua a ripetere la madre di Mario. Forse nella speranza che quello che le è stato raccontato dal figlio non sia vero. L'automobilista, 39 anni, originario di Bassano ma residente nel Trevigiano, titolare con il padre Antonio di una azienda avicola alle pendici del Montello, è sotto shock.
«Mio figlio è una brava persona. Non si droga, non beve, è onesto. Non è un mostro. È successa una tragedia che non doveva accadere, ma non è cattivo», ripete continuamente la madre, che vive con il marito. Mario Sandri, seppur sconvolto le ha raccontato quello che è avvenuto, anche se la ricostruzione non è del tutto chiara.
«Mi ha detto di essersi trovato di fronte improvvisamente quelle facce, quando ormai ci era addosso - prosegue la mamma -. Ha fatto in tempo a vedere solo i volti: ha avuto un mancamento».
Domenica avrebbe dovuto essere una giornata spensierata per i tre pensionati, arrivati a Misurina in gita con una comitiva di amici. Ma i loro destini si sono tragicamente incrociati con quelli della famiglia di Mario Sandri. Anche per lui quella di domenica doveva essere una giornata di relax con i suoi cari, da trascorrere nello splendido Comune sotto le tre cime di Lavaredo, al fresco. In macchina con lui c'erano la moglie e i due figli di 12 e 10 anni, che probabilmente non si sono nemmeno resi conto ancora di quello che è avvenuto.
«Mi ha detto che la macchina andava piano, a 40 all'ora. Se fosse successo due metri dopo nessuno sarebbe morto. L'auto si sarebbe fermata sul guard rail e nessuno si sarebbe fatto male. Chiedo perdono ai familiari delle vittime, è una tragedia davvero per tutti, anche per noi, credetemi» conclude.© RIPRODUZIONE RISERVATA




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