Misurina, sono salite a tre
le vittime del suv impazzito

LA TRAGEDIA. Nella notte in ospedale a Belluno è spirata Teresa Godalli Pasqualotto, travolta anche lei come i cugini Martini ieri in riva al lago dal mezzo guidato da un bassanese. Lutto a Villaverla e Montecchio Precalcino.
26/07/2010
Zoom Foto
La scena della tragedia

Misurina (Belluno). Sale a tre morti il gravissimo il bilancio della disgrazia avvenuta ieri, attorno alle 15, sul lungo lago di Misurina in provincia di Belluno, dove un suv ha investito alcuni turisti che si trovavano su una panchina. Dopo Antonio Martini di 60 anni e la cugina Marilena Martini di 64, il primo residente a Montecchio Precalcino, in via Vegre, la seconda di Villaverla, via Volta, è spirata nella notte a Belluno anche Teresa Godalli Pasqualotto, 76 anni anche lei residente a Montecchio Precalcino, in via Prà Castello. Era stata ricoverata in grave pericolo di vita nel reparto di rianimazione dell'ospedale San Martino di Belluno e sottoposta in serata a un delicato intervento chirurgico, ma non c'è stato nulla da fare.
LA GITA. Il pullman con 54 compaesani e amici vicentini era partito ieri mattina per una gita di un giorno a Misurina. Ha fatto un tour panoramico, per poi fermarsi all'hotel Miralago all'ora di pranzo. Finito di mangiare il gruppo si è sciolto: qualcuno ha fatto il giro del lago a piedi, altri hanno fatto passeggiate più brevi, con l'intenzione di ritrovarsi un paio d'ore dopo per ripartire e tornare a casa.
I due cugini Martini hanno camminato attorno al lago insieme ad alcuni amici e a un certo punto hanno deciso di fermarsi ad ammirare il panorama e a riposare un po' su una panchina.
La statale 48 bis corre parallela alla pista sterrata del lungo lago e il guard rail in legno, che protegge buona parte della passeggiata, si interrompe per qualche metro giusto di fronte alla pizzeria Edelweiss. Antonio e Marilena Martini si sono seduti sulla panchina che si trova proprio all'altezza del tratto di strada senza alcuna difesa e protezione.
LA TRAGEDIA. Tutto è successo in un attimo. Mario Sandri, 39 anni originario di Bassano del Grappa ma residente in provincia di Treviso, stava guidando la sua Audi Q7 in direzione Cortina, accompagnato dalla moglie e dai due figli piccoli. Improvvisamente l'uomo ha perso il controllo del suv, che ha tagliato la strada e si è infilato proprio nel punto privo di guard rail. L'auto è piombata dritta sulla panchina dove si trovava il gruppetto di vicentini.
Antonio Martino e Marilena Martini sono morti sul colpo. Teresa Godalli Pasqualotto è stata soccorsa e portata d'urgenza in condizioni gravissime a Belluno, dov'è poi spirata.
Una quarta donna, Maria Zanin di 65 anni e dello stesso paese è stata successivamente portata all'ospedale di Pieve di Cadore. Quest'ultima non era insieme al gruppo ma, appena avuto notizia di quanto accaduto, in preda allo shock, si è sentita male e si è reso necessario il suo ricovero.
I SOCCORSI. Immediati i soccorsi. I carabinieri, che hanno la loro stazione a pochi metri dal luogo dell'incidente, sono intervenuti subito portando i primi aiuti insieme al nucleo radiomobile di Cortina, nel complesso otto i militari impegnati. Pochi minuti dopo sono arrivati anche i vigili del fuoco di Cortina e Santo Stefano di Cadore, altre otto persone, e il personale del Suem 118, compreso l'elicottero. L'autista del suv è stato sottoposto ad alcol test, risultato negativo. La dinamica dell'incidente comunque è al vaglio dei militari, che hanno sentito alcuni testimoni tra i tantissimi presenti lungo il lago.
L'uomo ha subito il ritiro della patente, il sequestro penale del mezzo ed è stato denunciato per omicidio colposo plurimo e lesioni colpose. I militari sono al lavoro per cercare di capire se, all'origine di tutto, vi sia un colpo di sonno (come sembra che abbia dichiarato l'autista), un improvviso malore o, ancora, un sorpasso azzardato.
I TESTIMONI. A Misurina ieri c'era molta gente e in tanti hanno assistito alla tragedia. Non solo la capogruppo della comitiva di vicentini si è sentita male e ha dovuto ricorrere alle cure dei sanitari: diverse persone del gruppo, una volta appresa la notizia, sono rimaste scioccate. L'autista del pullman che aveva accompagnato il gruppo ha aspettato a lungo prima di riportare gli altri a casa. La comitiva ha potuto fare rientro solo in tarda serata e hanno lasciato Misurina non prima delle 21.
«Non abbiamo mai visto un incidente del genere», hanno dichiarato i gestori del locale più vicino, «è stato spaventoso».
«Ho sentito gridare, poi una donna si è messa a piangere - ha racconta un'altra ristoratrice che si trovava all'interno del vicino locale - allora sono uscita di corsa e ho visto un gippone sulla passeggiata sterrata, dove non si può entrare con le vetture. Solo allora ho avuto la consapevolezza che fosse successo qualcosa di grave e mi sono preoccupata».

Irene Aliprandi e
Claudia Milani Vicenzi




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