No stelle Michelin, i clienti
vogliono i prezzi scontati

IL CASO. Le deroghe comunali per aperture di locali fanno discutere.
20/07/2010
Zoom Foto
Un turista consulta la guida “Gambero Rosso” davanti al duomo. S.D.C.

Schio. Nuove aperture di bar o ristoranti in centro storico? Sì, ma solo con la stella Michelin. E non tutti gradiscono.
Nonostante la zona centrale sia satura secondo la Regione, il Consiglio comunale ha approvato delle deroghe al piano dei pubblici esercizi, in cui si stabilisce che è possibile raggirare il divieto se si è in possesso di attestati di qualità rilasciati da una delle quattro "istituzioni" gastronomiche da libreria, ovvero Guida Michelin", "Slow Food", "Gambero Rosso", "Guida l'Espresso".
Altre concessioni andranno a chi propone menù esclusivi "a km 0", oppure a chi decide di aprire in luoghi particolari come biblioteche, teatri, parchi e altri.
L'intento del Consiglio comunale era quello di rivivificare il giro di frequentatori dei ristoranti cittadini, promuovendo la cucina d'altissima qualità e incentivando il turismo. Ristoratori e barman locali hanno però accolto con una certa freddezza l'iniziativa, che per loro punta un po' troppo in alto rispetto alle esigenze reali della città.
«Il concetto di deroga – sottolinea la Confcommercio Vicenza settore pubblici esercizi in un documento - si pone in netto contrasto con le finalità proprie della programmazione, ossia l'equilibrato sviluppo del settore, nel rispetto degli obiettivi individuati dall'Amministrazione. Le ipotesi proposte appaiono discriminanti rispetto ad altre attività di pubblico esercizio , nonché eccessivamente elastiche ed ambigue». .
«Un altro aspetto riguarda le guide di riferimento – afferma Renato Cumerlato, capocategoria Fipe. - Chi le ha scelte? Perché quelle e non altre? Ci sono infatti altre valide pubblicazioni di settore, oltre ad altre certificazioni d'alto livello come ad esempio quelle della Federazione Italiana Cuochi, dell'Ais o Aibes, peraltro detenute da diversi ristoratori o barman scledensi. Queste non valgono? E poi, siamo sicuri che il mercato locale richieda questo? Per quanto riguarda invece le proposte "a km 0", anche lì si naviga in acque incerte: esistono certificazioni adeguate che attestino la provenienza dei prodotti? Può funzionare tutto l'anno? Sarebbe meglio concentrarsi sulla crescita professionale delle attività esistenti»
«Come conciliare le stelle Michelin con una clientela che appena può chiede lo sconto? - dichiara con ironia Barbara Cecchetto del ristorante Bistrò - Forse quella scledense non è la piazza più appropriata per ristoranti di un certo tipo. Noi ad esempio abbiamo notato che qui le persone amano la cucina locale. I piatti tradizionali vanno sempre per la maggiore. Nel nostro menù avevamo inserito anche pietanze particolari, ma abbiamo dovuto toglierle perché appena i prezzi superano una certa soglia il cliente non ci sta».

Silvia Dal Ceredo

© RIPRODUZIONE RISERVATA




commenti - 2

  • 01
pagine
2
di
15
1 gcmauri 20/07/2010 17:58 1 commenti

Era ora!

pagine
2
di
15
  • 01

partecipa. inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.