Sigillati 1,5 milioni ai funzionari corrotti
Bloccati auto, abitazioni e conti correnti
OPERAZIONE RESET. Arzignano, l'inchiesta sulle tangenti alle Entrate. La Finanza ha sequestrato automobili, abitazioni e conti correnti a Segantini, De Monte, Fiaccabrino, Maulucci e Soraci
Vicenza. La guardia di finanza ha sequestrato beni per circa un milione e mezzo di euro ai cinque funzionari del Fisco accusati (4 di loro sono rei confessi) di corruzione. Si tratta di sigilli preventivi, nell'ottica del sequestro per equivalente: hanno ricevuto mazzette per circa 2 milioni di euro, e pertanto gli inquirenti li hanno privati di beni per pari importo.
Il blitz, ancora in corso, ha interessato beni e proprietà di Roberto Soraci, 60 anni, di Verona (avv. Ambrosetti e Lillo); di Angelo Fiaccabrino, 58, di Creazzo, tuttora in carcere (avv. Mele jr); di Filiberto Segantini, 63 anni, di Zimella; di Claudio De Monte, 50, di Arzignano, e infine di Vito Maulucci, 70, di Vicenza (avv. Roetta).
I finanzieri della Tributaria hanno sequestrato abitazioni e automobili degli indagati, e stanno attendendo i sigilli sui conti correnti. Dalle prime stime il valore potrebbe aggirarsi sul mezzo milione di euro per Soraci, sui 400 mila euro per Segantini, fra i 200 e i 300 mila euro per De Monte, e cifre più basse per Maulucci e Fiaccabrino. È la stima delle tangenti incassate a partire dal 2000 al 2009, quando operavano come direttori o funzionari accertatori per l'Agenzia delle entrate di Arzignano. Quegli uffici di via dello Stadio dove, per dirla con una testimone, «i commercialisti spadroneggiavano».
Il sequestro, richiesto dal procuratore Salvarani e dal pm Peraro e firmato dal giudice Furlani, potrebbe essere solamente il primo provvedimento. Non è escluso infatti che anche i sette commercialisti arrestati e gli altri sei indagati a piede libero possano subire dei sigilli, come pure gli altri tre funzionari del Fisco accusati di corruzione.
I loro nomi fanno parte della lista di persone chiamate in causa o da coloro che hanno confessato le tangenti, o dagli imprenditori che hanno ammesso di averle pagate, costretti (l'ipotesi avanzata da questi ultimi è quella di concussione), o ancora dai dipendenti del Fisco estranei alle accuse, al lavoro sia ad Arzignano che negli uffici di Vicenza 2 delle Entrate, come pure della direzione regionale di Venezia. Quest'ultima, finora, è stata tirato in ballo in maniera indiretta o suppositiva, come per il caso di Fiaccabrino che avrebbe ricevuto un avallo regionale all'accertamento con adesione in merito al quale avrebbe ricevuto una bustarella da 100 mila euro.
D'altronde, l'indagine "Reset", troncone di "Dirty leather", è tutt'altro che conclusa. In questi giorni i finanzieri del colonnello Morelli e del tenente colonnello Borrelli stanno sentendo altre persone, fra cui alcuni imprenditori del distretto conciario, per fare chiarezza su una serie di dichiarazioni e su alcune verifiche degli anni passati ritenute sospette. Non solo: la tenenza di Arzignano sta portando avanti il filone delle sponsorizzazioni, aperto dalle dichiarazioni di Andrea Ghiotto. E anche sul fronte delle ammissioni di Luigi Giovine - i verbali sono ancora segretati - i militari stanno compiendo dei riscontri. Inutile dire che ogni settimana l'elenco degli indagati - per corruzione, evasione fiscale ed emissione di fatture per operazioni inesistenti - si allunga.
Gli inquirenti sono quanto mai abbottonati anche sul fronte "politico", aperto dall'intercettazione fra i commercialisti Bonadeo e Pietrangelo. I due facevano riferimento alla possibilità di chiedere ausilio a qualche politico per contrastare il lavoro di Borrelli e Salvarani.
Diego Neri
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1 legno_vi 24/06/2010 15:48 78 commenti
MA VI RENDETE CONTO COME SIAMO MESSI???? DECINE E DECINE DI PERSONE CORROTTE SOLO NEL PICCOLO COMUNE DI ARZIGNANO.....NON OSO PENSARE COSI CI POSSA ESSERE AD ESEMPIO A ROMA!!!! E IL DEBITO PUBBLICO SALE..SALE.......CHISSA' COME MAI???!!!!!!!??????????????!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!