«Morì per la buca»: 6 indagati
INDAGINE. Il pm Paolo Pecori ha avvisato i funzionari di Aim Valore Ambiente. L'ipotesi è di omicidio colposoL'avvallamento in Marosticana, dove la vittima cadde in scooter, si sarebbe formato dopo dei lavori. Disposta una consulenza
Sei funzionari di Amcps, oggi Aim Valore Ambiente, sono finiti sotto inchiesta per omicidio colposo in relazione alla morte di un giovane scooterista, Matteo Dall'Osto. In questi giorni il pubblico ministero Paolo Pecori ha fatto recapitare loro gli avvisi di garanzia per consentire loro di nominare un proprio consulente. La settimana prossima, infatti, il magistrato affiderà l'incarico di compiere una consulenza tecnica all'ingegner Daniele Cascioli, il quale dovrà comprendere come avvenne il tragico incidente in relazione ad una buca sull'asfalto.
Sono stati avvisati Gianfranco Ledda, 61 anni, di Vicenza, direttore di Amcps, e il responsabile asfaltature Massimo Dalle Ave, 40, di Vicenza (entrambi assistiti dagli avv. Giovanni e Giulio Manfredini); il responsabile della squadra scavi del 2008 Paolo Vialetto, 41, di Vicenza, l'ingegnere progettista Massimiliano Saita, 42, di Campo S. Martino, e Giovanni Reato, 66, direttore dei lavori all'epoca del cantiere, oggi in pensione (tutti e tre difesi dall'avv. Fernando Cogolato), e infine il dirigente responsabile di studi e progetti Andrea Negrin, 37, di Camisano (avv. Lucio Zarantonello).
L'inchiesta è quella aperta dopo il decesso di Dall'Osto, 18 anni, di Dueville, avvenuto il primo maggio scorso. Quel pomeriggio Matteo stava viaggiando lungo strada Marosticana quando, giunto all'altezza del civico 150, nel territorio comunale di Vicenza, aveva perso l'equilibrio, era uscito di strada ed era caduto, subendo gravissimi traumi. Un dato era emerso fin dai primi accertamenti degli agenti dell'ufficio infortunistica della polizia locale, guidato dal vicecommissario Loris Schiavo: una ventina di metri prima dell'uscita di strada, sull'asfalto c'era una buca. Un avvallamento del diametro di venti centimetri, profondo una decina. Dai rilievi, era stato quell'avvallamento sull'asfalto a causare l'incidente mortale.
La tragedia era avvenuta di sabato a metà pomeriggio, lungo un rettilineo, con perfetta visibilità. Matteo, che abitava a Passo di Riva in via Tagliamento, stava percorrendo la Marosticana in direzione Vicenza; come hanno dimostrato gli accertamenti, non aveva fatto uso nè di alcol nè di droghe. I famigliari potrebbero costituirsi parte civile.
Il sospetto della procura è che quella buca sia stata causata dal mancato controllo sui lavori di manutenzione dopo lo scavo effettuato da Aim Scavi il 24 settembre 2008 e dalla mancata manutenzione della buca che si era venuta a creare; sarà l'ing. Cascioli a fornire elementi utili all'indagine. Prudenza. Nel quartier generale di San Biagio non c'è molta voglia di commentare quello che appare un atto dovuto: un approfondimento di indagine per appurare se vi siano responsabilità per quella maledetta buca. Dal consiglio di amministrazione presieduto da Roberto Fazioli arriva una dichiarazione che ribadisce la fiducia nei tecnici e dirigenti coinvolti e offre la disponibilità a collaborare nell'indagine: «Aim Vicenza Spa - si legge nella nota - nel confermare la fiducia ai dirigenti e ai tecnici che ogni giorno sono sulle strade per garantire la sicurezza e i servizi pubblici alla città, darà la sua collaborazione massima alla magistratura per capire qual è stata la reale dinamica del triste incidente, avvenuto il primo maggio scorso, dove è rimasto vittima Matteo Dall'Osto».
Le eventuali responsabilità personali da parte dei sei dipendenti saranno evidenziate dall'indagine nella quale la consulenza ha un ruolo cardine. Per questo ciascun indagato potrà nominare un proprio esperto che affianchi quello della procura per chiarire gli aspetti tecnici.
Diego Neri
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