Maltrattamenti alle elementari
La maestra: «Sono accuse assurde»

«MALTRATTAMENTI ALLE ELEMENTARI». La maestra denunciata dai carabinieri si difende. «Mai messo le mani addosso ai bimbi». Sarà sentita in provveditorato
12/06/2010
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L’ingresso della scuola elementare Borne di Valdagno. CRISTINA

Valdagno. «No, io non ho mai fatto le cose di cui sono accusata. Sono contestazioni assurde. Ho avuto, questo sì, delle difficoltà con un bambino ma anche le altre mie colleghe possono confermare che ha dei problemi caratteriali, che non ascolta quanto gli viene detto».
Emanuela Farina si difende. La maestra di 48 anni di Valdagno, che lavora alle scuole elementari "Borne" di via Bolivia, sarà sentita fra una decina di giorni dalla direzione generale scolastica della Regione, a Venezia, nell'ambito del procedimento amministrativo aperto a suo carico. Assistita dall'avv. Antonio Marchesini, è convinta di poter spiegare gli episodi che la vedono coinvolta, e per i quali potrebbe rischiare una sanzione, fino alla sospensione. Ma, sempre attraverso il legale, contesta in maniera ferma le accuse contenute nell'informativa che i carabinieri hanno inoltrato in procura. Farina è stata denunciata penalmente per maltrattamenti nei confronti dei fanciulli e per violenza privata. Sarebbero tre le piccole vittime, tutti bimbi di 9 anni che frequentano la "Borne"; Farina ha una cattedra anche nella frazione di Piana, dove non ci sarebbero mai state segnalazioni di sorta.
«Non ho mai dato schiaffi o sberle, non ho mai messo lo scotch sulla bocca dei bambini per farli stare zitti, meno che mai ho usato le forbici per tagliare loro i capelli. Se queste sono le accuse dei genitori, sono fuori strada». In particolare, la maestra fa riferimento alla questione delle forbici: «Io insegno Arte e Immagine, le forbici le uso in classe per i lavori con i miei studenti e mi pare che sia del tutto lecito e consentito. Non le ho mai utilizzate né per minacciarli, né tanto meno per ferirli o tagliare loro i capelli».
A Venezia Farina dovrà rispondere di un episodio con un bambino, quello più vivace. Gli avrebbe procurato una piccola escoriazione colpendolo ad un braccio con un'unghia, in maniera involontaria. «Se quanto dicono i genitori lo avesse compiuto realmente, sarebbe stata quanto meno subito sospesa», si è limitato a commentare il suo legale, che è certo di chiarire la vicenda davanti al provveditorato regionale. Gli accertamenti svolti nelle scorse settimane dai carabinieri della stazione di Valdagno, però, avrebbero portato in una direzione diversa. Ai militari del capitano Gandolfi e del maresciallo Summa la prima segnalazione era giunta dal dirigente scolastico Enzo Pellizzari; a lui si erano rivolti infatti alcuni genitori, dopo i racconti dei figli una volta rientrati in casa al termine delle lezioni. Il dirigente aveva ritenuto di avvisare in caserma, e le testimonianze raccolte dai militari li hanno convinti a informare subito la procura, in attesa che il magistrato indichi loro quali provvedimenti eventualmente prendere. È probabile che l'insegnante venga sentita nelle prossime settimane.
Quello che è certo è che la vicenda si inserisce nel clima burrascoso vissuto da molti istituti vicentini al termine dell'anno scolastico: maestre denunciate, professori arrestati, studenti feriti dai compagni in classe con un taglierino. Tutte vicende, da quanto è emerso, assai gravi perché toccano da vicino luoghi deputati alla formazione e all'educazione dei giovani, sulle quali anche il provveditorato ha avviato accertamenti per valutare il comportamento degli docenti e la loro idoneità all'insegnamento.

Diego Neri




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