Pordenone, seminato mais ogm fuorilegge
Proteste dei Disobbedienti con irruzione

30/04/2010
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Un momento della semina del mais ogm in una zona "segreta" in provincia di Pordenone: a sinistra Giorgio Fidenato, leader degli Agricoltori federati

Pordenone. Giorgio Fidenato, leader degli "Agricoltori federati" di Pordenone ha seminato il primo mais transgenico in Italia. La semina - ripresa in diretta su un video - sarebbe avvenuta il 25 aprile. Per Fidenato si è trattato di una azione dimostrativa «di libertà». Fidenato non ha spiegato dove ha deposto i sei semi di mais transgenico. Ha solo detto che si tratta «di un terreno pubblico» del Pordenonese. Dalle immagini sul web non è stato possibile capire dove la semina è avvenuta. L’agricoltore "disobbediente" (la legge italiana vieta la coltivazione e l'uso di semi geneticamente modificati) ha confermato che «la crescita del mais transgenico sarà seguita giorno dopo giorno» dalla web tv dell’associazione, su movimentolibertario.it.

Nel breve video Fidenato ha anche detto che la semina sarebbe avvenuta il 25 aprile «giornata nella quale si celebra la riacquistata libertà dell’Italia» e che abbiamo scelto «per la nostra battaglia di liberta», ha concluso l’agricoltore.

Molte le proteste soprattutto dei Disobbedientì dei Centri sociali del Nordest che hanno anche presentato un esposto ai carabinieri. Una trentina di manifestanti ha fatto irruzione, attorno alle 15, nella sede di Agricoltori Federati, a Pordenone, per protestare contro l’avvenuta semina di Ogm in un terreno della zona. Ci sono stati momenti di grande tensione e qualche spinta ai danni del presidente dell’associazione, Giorgio Fidenato, che ha chiesto l’aiuto delle forze dell’ordine.

Nel locale sono stati lanciati chicchi di mais biologico e qualcuno ha asportato le chiavi d’ingresso. Fidenato ha annunciato azioni legali, apostrofando come «nazi-comunisti» gli autori di quella che ha definito «un’azione di intimidazione».

«Abbiamo appreso che la semina di mais Ogm in provincia di Pordenone è avvenuta. Su questa vicenda è necessario che Galan e Maroni riferiscano urgentemente in parlamento». Lo afferma Nicodemo Oliverio, capogruppo del Pd in Commissione agricoltura della Camera. «Si pongono questioni ineludibili - prosegue Oliverio - La prima è di sapere se, aldilà di astratte opzioni di principio, il ministro Galan è stato informato che c’è stata una violazione palese del decreto interministeriale firmato pochi giorni fa. Seconda, se il ministro ha cercato di opporsi a questa violazione della legge e come. La terza, se il ministro ha un opinione sulla vicenda Ogm o continua a nascondersi dietro l’esile alibi della ricerca».




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