«Ora basta con l'orso Dino
se no lo uccidiamo noi»

L'INCUBO DI POSINA. Accesa assemblea pubblica l'altra sera. Quasi un ultimatum quello lanciato dagli abitanti a Regione e Provincia. «Non ne possiamo più, o ci pensate voi a portarlo via o ce ne occupiamo noi». Vota il nostro sondaggio e Guarda il video di Dino su Youtube
18/04/2010
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A Posina sono alle prese con l'orso Dino

Posina. «Dovete prenderlo e portarlo via da questo paese. O lo portate via vivo voi o lo porterete via morto». Riunione "calda" per l'orso, l'altra sera, a Posina mentre Dino lasciava nuove tracce dei suoi spostamenti verso Tonezza, in contrà Valle, dove ha tentato di aprire, senza riuscirci, una gabbia di conigli per sfamarsi.

ESPERTI. Per gli esperti non è pericoloso ma la gente non lo vuole. Ha minacciato di ucciderlo se non verrà trovata una soluzione. Tra i presenti, oltre 200 rappresentanti delle contrade frequentate in questi giorni da Dino-M5, numerosi sono i cacciatori. Gente spiccia che pare non intenzionata ad attendere molto prima di tentare un'azione.

La popolazione della vallata ha paura e vuole che l'orso sia catturato e portato via, al più presto. Altrimenti sarà ucciso. È questa la sintesi delle reazioni dell'incontro con la popolazione tenutosi in una palestra strapiena. Una riunione programmata da Comune in collaborazione con la Polizia provinciale, con i tecnici regionali al termine di una settimana di violente scorribande di M5 ai danni di animali domestici, allevati nelle diverse contrade.
Due ore, in parte dedicate a meglio conoscere la natura dell'orso bruno e i motivi per la sua reintroduzione nel Trentino.

PROGETTO. La gente, abbastanza pazientemente, ha lasciato che la dottoressa Sonia Calderola, dell'unità di Progetto caccia e pesca della Regione, illustrasse le caratteristiche del predatore: animale solitario, un carnivoro che si ciba anche di vegetali, la predilezione per i boschi misti di latifoglie, la non pericolosità per l'uomo. Mugugni del pubblico, però, hanno accompagnato quest'ultimo dato e l'affermazione che l'orso bruno è tornato e tornerà a ripopolare zone che, con l'abbandono delle colture, si stanno rimboschendo sempre più.

RITORNO. Un ritorno alle origini che innesta il problema delle difficile convivenza con l'uomo, soprattutto se l'orso provenie dalla popolazione slovena. Un animale che ha comportamenti anomali, privilegiando la carne, assalendo animali stanziati vicino alle case, sulle cui carogne torna a cibarsi più volte.
Un orso che dal risveglio dal letargo ha percorso in lungo e in largo le Prealpi Veneto-Trentine, da Lamon al Parco delle Dolomiti bellunesi, a Cesio Maggiore, Vallarsa, Trento, Lessinia, Recoaro, e che dallo scorso 11 aprile sembra aver privilegiato Posina. In questo tragitto, Dino ha fatto danni per quasi 4 mila euro, più quelli per le tre ultime asine sbranate. Perdite che la Regione rifonde per intero.
Il comandante del corpo di Polizia provinciale, Claudio Meggiolaro, ha illustrato quanto si sta facendo per Dino sul piano dissuasorio e della sicurezza, col pattugliamento notturno delle guardie, dotate di fucili con cartucce di gomma, con cui hanno già sparato. Ma, a questo punto, sono stati gli stessi proprietari degli animali uccisi a protestare la loro rabbia. «O lo portate via vivo voi o lo porterete via morto. E un bandito. Non è un orsetto Yoghi. C'è paura nelle contrade sparse nella vallata. Questo animale è pericoloso, anche per i bambini che a scuola a piedi».

PRESENZA. I cittadini hanno poi poi aggiunto ancor più preoccupati: «Noi non siamo abitati a questa presenza. È facile dire che se lo si incontra bisogna stare calmi. Qui ha mangiato solo carne. Non è normale. E sono ormai tre giorni che non si nutre. Siamo certi che tornerà ad uccidere». Queste sono solo alcune delle affermazioni sentite per voce della popolazione, a cui Meggiolaro ha promesso interventi dissuasori, ma non la cattura immediata dell'orso, dato che per farla servirebbe una decisione dell'apposito ministero e tempo per tendergli una trappola, considerato che, data la mole, un narcotico non avrebbe effetto immediato. Ogni giorno, alle 17, comunque, la polizia farà conoscere ai sindaci di Tonezza e Arsiero il punto di rilevazione della posizione dell'orso, col segnale emesso dal suo radiocollare e captato dal satellite.
Claudio Meggiolaro ha poi invitato i posinati a collaborare, telefonando alla Polizia provinciale nei casi e di emergenza e di avvistamento.

Giovanni Matteo Filosofo




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1 gigivicentini 04/05/2010 13:24 16 commenti

Io sono un amante delle montagna e della sua natura in tutti i sensi e pertanto anche dell’orso che già da qualche anno auspicavo ritornasse nelle nostre montagne. Ho partecipato all’assemblea a Posina del 16/04/2010 organizzata dalla Provincia e Regione Veneto e presenziata dalla Dott.ssa Calderola che ha fatto una esauriente spiegazione sul plantigrado. Ho sentito i commenti di alcuni abitanti del posto (che gente, mi fermo qui!!!), avevo già scritto un bel commento al G.d.V. che non è stato pubblicato (forse ero stato troppo offensivo verso i posenati) ed ecco che ne scrivo un altro meno pesante, vediamo se viene pubblicato. Sono andato in ferie a Kranjska Gora in Slovenia, (stato poco più grande del Veneto e dove sono stimati 600 orsi) per 8 anni, ho girato montagne e boschi in lungo e largo ma dell’orso nessuna traccia e nemmeno mai sentito di nessuna aggressione (gli orsi non sono leoni o tigri per chi non ha cultura). Ho letto commenti dei lettori tipo cavatiz e kaiserdorf a dir poco vergognosi!!! Questi sicuramente saranno dei cacciatori per scrivere tali farneticazioni, visto che se fosse per questa categoria sarebbero sterminate non so quante specie di animali e volatili. Scrivono dei “civilissimi” tedeschi che sono stati drastici con il povero orso “Bruno” arrivato dall’Italia, mentre del piccolo orso bianco knut ne hanno fatto un portabandiera nazionale per mesi!!! Che contraddizione colossale!!! E sì, loro sono i civili e progrediti tedeschi che si portano dietro le tare del passato di conquistare il mondo!! E per finire una riflessione che pochi fanno: è l’uomo l’animale più pericoloso al mondo, con la propria cattiveria ed egoismo, non l’orso.

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