No Dal Molin, blitz in aeroporto
«Restiamo qui dentro a vigilare»
Vicenza. Gli attivisti del movimento "No Dal Molin" dopo aver tagliato una recinzione sono entrati nei terreni dell’aeroporto vicentino dove dovrà sorgere la nuova base militare Usa, occupandoli. I manifestanti hanno inteso protestare così contro l’avvio dei lavori nel Dal Molin, dove da alcuni giorni sono tornate in azione le ruspe per abbattere le vecchie strutture dell’aeroporto e preparare l’area per la Camp Ederle 2.
L’Enac - l'Ente nazionale aviazione civile che è proprietario dell’area - ha concesso ai manifestanti di rimanere nella parte aeroportuale occupata. Sulla base di questa decisione il questore di Vicenza ha fatto ritirare le squadre di agenti in tenuta anti sommossa che controllavano l'area, lasciando solo un presidio di poliziotti.
I manifestanti si sono poi organizzati per restare nella parte dell’ex aeroporto civile ad oltranza. Davanti all’ingresso del Dal Molin è stato eretto un tendone, per rinnovare il presidio alla struttura dove dovrà sorgere la nuova base americana. Dopo i primi momenti di tensione a metà mattina, la svolta è arrivata con l’intervento del liquidatore della società Aeroporti vicentini, Mario Martello, e dell’assessore comunale alla pace, Giovanni Giuliari, i quali hanno preso contatti con l’Enac, a livello nazionale e locale. In sostanza si sarebbero sentiti rispondere che l’Enac non avrebbe al momento interesse a che l’area venga sgomberata.
I dimostranti hanno occupato un’area dell’ex aeroporto civile, separata con una recinzione dalla parte militare, dove si trovano un paio di vecchie palazzine, un hangar e un cortile in cemento.
«Noi non vogliamo le demolizioni - ha detto la portavoce dei No Dal Molin, Cinzia Bottene -. Abbiamo chiesto più volte la valutazione di impatto ambientale, che non hanno voluto darci. Noi allora la faremo da qui, dall’interno dell’aeroporto, con i nostri tecnici».
Nel gruppo di dimostranti erano presenti non solo esponenti dei comitati cittadini contrari alla base, ma anche alcuni "Disobbedienti" arrivati da Padova e da altre città del Veneto.
I manifestanti hanno esposto striscioni e cartelli contro il progetto militare americano, e tracciato con gli spray scritte come «Vicenza città di Pace», «Voi demolite, noi costruiamo la pace». Il corteo non ha tuttavia raggiunto l’area interna del Dal Molin, protetta da un’ulteriore recinzione, in cui stanno lavorando le ditte incaricate dello smantellamento delle vecchie strutture. Alcuni operai della coop "Cmc" di Ravenna che stavano lavorando sulla pista sono stati fatti allontanare per precauzione, nel momento dell’irruzione dei dimostranti.
In serata il presidente della Giunta regionale del Veneto,
Giancarlo Galan, ha accusato il sindaco di Vicenza, Achille Variati, di
essere il «teorico, mandante ed esecutore degli estremisti
antiamericani del No Dal Molin». Il governatore ha puntato l’indice contro il sindaco definendolo «il vero irresponsabile di ciò che avviene a
Vicenza sul piano del più assurdo estremismo politico».
«A volte al comico involontario Achille Variati accade di
darsi da fare sul serio - ha detto Galan -. E così si trasforma
in teorico, mandante ed esecutore degli estremisti antiamericani
del No Dal Molin. È sufficiente guardare ai tempi. Il giorno prima,
chissà perchè, il sindaco mannaro ha incontrato il Commissario
governativo Paolo Costa e poi gli estremisti antiamericani
hanno occupato i cantieri del Dal Molin. Più chiaro di così».
Non tarda ad arrivare la replica del sindaco: «Irresponsabile è lui, che si
vergogni». Achille Variati ha quindi aggiunto.«Galan dovrebbe vergognarsi delle sue dichiarazioni, inaccettabili e gravissime. Irresponsabile è
lui, non io. Dov’era mentre io cercavo, faticosamente, di
tessere il filo del dialogo e di mantenere la legittima protesta
popolare nel solco della democrazia? Io sono andato al Dal
Molin - sottolinea il sindaco - per cercare, ancora una volta,
di far vincere le ragioni del buon senso, per evitare che la
situazione finisca fuori controllo. Lui preferisce, dal suo
trono veneziano, sparare offese e giudizi deliranti. Ma è lui
ad aver svenduto Vicenza e le ragioni dell’autonomia del
territorio».
Nell'area occupata il Presidio ha deciso di tenere assemblee pubbliche, concerti e cene.



1dido123 - 02/02/2009 18:07
Fa bene il sindaco a difendere i No Dal Molin, perchè sono i cittadini che l'hanno votato, sono quella sparuta "maggioranza" (perchè quelli che scendono in piazza anche se sono due gatti, sono secondo Variati la maggioranza) che dovrà sostenerlo per tutta la durata dell'incarico. Forza Variati, fatti amare da tutti i cittadini di Vicenza, bravo!