«L'Agricoltura sarà di un ministro leghista»
ELEZIONI REGIONALI. Folla di militanti ieri pomeriggio in Fiera per Umberto Bossi e Luca Zaia. Il senatùr, che ha incontrato i Cospa del latte: «Quel posto era stato promesso a Galan? Sarà Berlusconi che si inventa le cose»
Vicenza. «Dopo la vittoria di Zaia il nuovo ministro dell'Agricoltura sarà leghista». È quanto ha annunciato ieri Umberto Bossi alla folla festante dei circa 2 mila militanti leghisti che l'hanno accolto in massa nel tardo pomeriggio nella sala Palladio in fiera, alla kermesse elettorale di propaganda per le prossime regionali.
AGRICOLTURA E GALAN. A fianco di Luca Zaia, il senatur, apparso stanco ma molto determinato, prima del comizio ha incontrato gli allevatori dei Cospa con il vicentino Mauro Giaretta: «Non vi abbandoneremo. La catastrofe che si annunciava con i sequestri perché i nostri allevatori non pagavano le quote latte è stata bloccata da Zaia. Luca lascerà il ministero perché per lui viene "Prima il Veneto". Ma il percorso che ha iniziato lo continuerà un altro leghista». Il nome che gira fra gli addetti ai lavori è quello di Roberto Cota. Ma come, se il posto da ministro era stato "assegnato" a Giancarlo Galan che ha lasciato la poltrona di governatore del Veneto? «Chi ha promesso il posto a Galan? Berlusconi? Sarà lui, il premier, che si inventa le cose».
LO STATUTO. E un'altra tiratina d'orecchie a Galan Bossi l'ha riservata parlando del programma elettorale di Zaia: «Qui serve lo Statuto regionale, la Costituzione del Veneto, che manca da 40 anni. Finora non si è fatto nulla. E con lo statuto basta sprechi, stop a consiglieri e assessori in più e a spese inutili, che poi le pagano i cittadini». Bossi senza citare direttamente Galan ha osservato che «Zaia sarà un presidente gentiluomo e sicuramente farà ciò che altri non hanno fatto in Veneto: c'è da mettere a posto lo statuto e un po' di sprechi. Chi non ha voluto modificare lo statuto lo ha fatto perchè voleva andare avanti alla vecchia maniera».
FINI E TALK SHOW. Bossi, introdotto dal segretario berico del Carroccio Paolo Franco e da quello regionale Gianpaolo Gobbo, che hanno rimarcato per il popolo del Carroccio l'aspirazione allo stato della Padania, non si è detto preoccupato delle posizioni di Gianfranco Fini all'interno della maggioranza e del progetto do "Generazione Italia": «l'importante è che non intralci il federalismo e le riforme. Fini è un alleato importante. Personalmente il patto l'ho fatto con Berlusconi e fino ad adesso la parola è stata mantenuta». Il senatur ha parlato anche della riammissione dei talk-show politici in televisione: «Non cambia molto, spesso questi programmi erano orientati politicamente. Non sempre la possibilità di vederli implica una vera libertà, semmai una grande confusione. Spero che ora possano chiarire, parlando di riforme anziché di beghe».
FEDERALISMO BANCARIO... Sulla banca del Sud annunciata dal ministro Tremonti, Umberto Bossi non ha espresso giudizi particolari. Ha però ricordato, con Zaia, che serve una sorta di "federalismo bancario", di legame stretto fra gli sportelli e il territorio perché le imprese sono «strangolate dal credito». «Le Bcc e le Popolari sono la soluzione del problema», ha rimarcato Zaia.
...E FEDERALISMO FISCALE. È stato Luca Zaia che ha rimarcato l'intenzione di far sì che il Veneto sia un «laboratorio nazionale dove sperimentare il federalismo fiscale. Ce lo ha promesso il nostro "capo", Bossi». Zaia ha sottolineato inoltre come in una legge, in ogni provvedimento sarà indicato che «prima vengono i cittadini del Veneto, con gli immigrati integrati, regolari, che si comportano bene». L'aspirante governatore, con i candidati consiglieri vicentini, ha promesso che nei primi 100 giorni cambierà il regolamento regionale, «per essere autonomi e non dover andare a elemosinare voti qua e là: ci inseriremo riferimenti al popolo veneto, e alle aree metropolitane, alla nuova legge elettorale». Nuova stangata a Galan: «Il presidente faccia al massimo due mandati, poi si dedichi ad altro». Ma intanto Zaia deve pensare a vincere: «No, l'obiettivo è stravincere».
Diego Neri
Tweet Segui @GiornaleVicenza