I genitori vanno al Tar
contro il piano iscrizioni

SCUOLA. Decisa l'autotassazione per contrastare giuridicamente la delibera del Comune

Il Comitato libera scelta entro il 26 marzo promuoverà l'azione legale: no ai bacini d'utenza e ai criteri di vicinanza "imposti"
13/03/2010
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La scuola media di via Riale da cui è partita la “rivolta”

Vicenza. Cinque euro a testa per finanziare il ricorso al Tar. Il no al Pts porta all'autotassazione da parte dei genitori che mercoledì sera, nell'incontro organizzato nella sala parrocchiale di San Paolo, si sono ripromessi di far valere la libertà di scelta nell'iscrivere il proprio figlio a scuola. Nasce a questo scopo il "Comitato libera scelta oltre il Pts di Vicenza", istituito al termine dell'incontro che ha visto famiglie residenti in diverse zone della città riunite per discutere tra voci pro e contro del Patto territoriale scolastico.
«Non si tratta di attaccare il Comune - spiega Annalisa Sanson Ruzzene, presidente del Comitato genitori della media Giuriolo - ma semplicemente di affermare un diritto che è quello di scegliere tra plessi e offerte formative differenti, decidendo in piena autonomia cosa è meglio per i nostri figli». Questo, in sostanza, il succo della polemica che porterà ad impugnare la delibera 11/2010 della giunta comunale, come deciso dal neonato comitato che in queste ore sta raccogliendo fondi per il ricorso che dovrà essere presentato in tutta fretta, entro il 26 marzo.
«L'intento, oltre che promuovere un'azione legale, è anche quello di sensibilizzare l'opinione pubblica sulle conseguenze dell'introduzione del Pts» spiega Giampaolo Stopazzolo, genitore del comprensivo 1 di contrà Burci e presidente del "Comitato libera scelta". Stopazzolo fa osservare che «il progetto del Comune prevede che la scelta della scuola non sia più un diritto di ogni genitore in base alle proprie esigenze di qualità, comodità, offerta oraria e opportunità, ma sia imposta dall'alto in base a dei bacini d'utenza che spesso non rispondono neppure a criteri di logica e di vicinanza effettiva alle scuole assegnate. Tutto questo senza alcuna considerazione delle leggi statali in materia, che riconoscono in modo chiaro tale facoltà di scelta».
Nella riunione di mercoledì, a cui hanno preso parte un'ottantina di persone, si è discusso anche del ruolo dei Consigli d'istituto e del fatto che le competenze di questi organi collegiali, gli unici a cui spetta stabilire i criteri di ammissione a scuola, «sono state scavalcate, così come è stata ignorata l'autonomia scolastica, favorendo così l'appiattimento dell'offerta formativa delle scuole che vengono dimensionate dal Comune in base ai residenti e non più all'effettiva capienza delle scuole stesse e alla loro capacità di aumentare le iscrizioni migliorando qualità e offerta». Quanto alle conseguenze, per il Comitato non ci sono dubbi: «Di tutta questa situazione si avvantaggeranno soprattutto le scuole private dove aumenteranno le iscrizioni» fanno notare i genitori che puntano il dito contro «gli innumerevoli disagi causati alle famiglie che si trovano assegnate scuole non volute e agli studenti per i quali il progressivo calo di cattedre dovuto alla riduzione forzata del numero delle sezioni in alcune scuole (in particolare quelle del centro) si tradurrà nell'interruzione della continuità didattica».


Anna Madron


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