Il ciclone Grillo contro tutti
«Solo la Rete ci può salvare»
VERSO IL VOTO. Affollato comizio ieri sera in piazza dei Signori del comico, leader del Movimento Veneto cinque stelle. «Schifani dice fuori i corrotti? Sai che riflessi... Ho 19 denunce per la parola zoccole. Padroni a casa vostra? Ma va, avete 4 basi Usa»
Vicenza. I comizi più affollati e sopra le righe della campagna elettorale 2010 sono i suoi, non c'è storia. Beppe Grillo si catapulta fuori dalla roulotte due volte al giorno e trascina il popolo del suo blog, il più cliccato d'Italia, cinque anni di vita giusto ieri, 300 milioni di contatti, 62 milioni di visitatori.
Grillo mette la sua faccia sul Movimento Veneto a cinque stelle, che candida governatore David Borrelli. «Il nostro successo sarebbe che entrasse in Regione anche solo uno di loro, un terminale della rete - spiega il comico - così mette fuori il bilancio della Regione e vediamo come li spendono i nostri soldi...». Squaderna i nomi dei suoi: giovani, non iscritti ai partiti e senza guai con la giustizia. «Una marea di gente incensurata, un miracolo» commenta.
Sul palco di una piazza dei Signori gremita, Grillo sfodera la verve amara che lo ha reso un fenomeno mondiale: «Mi chiamano all'università di Oxford per spiegare il Movimento... Mi chiamano a Vienna, erano ottocento con l'auricolare e ridevano in ritardo, lo spettacolo è durato sei ore. E spiego com'è l'Italia, dove siamo tremendi, se uno sta qui una settimana torna a casa modificato geneticamente, c'è qualcosa che non funziona».
L'Italia gerontocratica, l'Italia dei decreti interpretativi, l'Italia delle firme: Grillo usa la clava e ricorda le sue di firme, 350 mila per un ddl d'iniziativa popolare sulla non candidabilità al Parlamento degli inquisiti. Sono rimaste negli scatoloni, il comico è stato ricevuto dopo due anni dalla commissione Affari costituzionali del Senato e - racconta - sei mesi dopo ha ricevuto 19 denunce perché nel suo intervento ha usato la parola "zoccole" con riferimento a qualche candidata nelle liste, «per altro decise da sei segretari di partito, non dai cittadini».
La gente un po' ride, un po' trasecola. Il "vaffa" di cui Grillo è stato profeta gli riscappa, a proposito dell'articolo 72 della Costituzione che non consente decreti su materie elettorali e di chi «vuole togliere i corrotti dalla politica, lo dice Schifani, pensa che riflessi...». Un altro bersaglio, inevitabile in Veneto è Brunetta: «Non è piccolo, è distante». Il ministro La Russa? «Quello che aggredisce i giornalisti? Per fortuna che è alla Difesa, sai se era all'Attacco...».
Il ciclone Grillo ne ha per tutti, stampa compresa con i proventi dell'editoria, per le opposizioni (« il Pd stampella del potere»), per un inutile «Parlamento di mille dove non ce n'è uno che sia stato eletto dal popolo», per l'economia «dove falliscono gli Stati ma si salvano le banche, vi sembra normale?». Gli avversari, come nella migliore tradizione, vanno sbertucciati: «Qui da voi la Lega dice padroni a casa nostra, ma se avete quattro basi americane... ma va, che state a dire?».
E ancora: «Quatto cialtroni sui manifesti non hanno un piano, non hanno un'idea, se gli tagli il cemento sono niente. Parlano di lavoro e lo risolvono con le grandi opere che servono a far funzionare la più grande impresa europea che si chiama 'ndrangheta... Lo scudo fiscale? La più grande tintoria d'Europa».
La svolta allora? «Piccole menti, ma in rete. Ottanta famiglie di cinesi hanno cambiato la Cina. I vecchi mi dicono "vai Grillo, fai casino", e io dico vai tu", sono pensionato anch'io, abbiamo il tempo dalla nostra, stiamo sempre sul pc, sappiamo tutto dei last minut, siamo 15 milioni solo di pensionati e senza di noi il Paese non cambia». Applausi, poi l'appello con i "grillini" in lista: un disoccupato, un insegnante, un agente di commercio...
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1 giometto@libero.it 12/03/2010 23:15 7 commenti
e pensare che la gente pure lo paga per le fesserie che dice!