Cellulari, stop alla tassa: Comuni rimborsati
IL CASO. La prima sentenza della Commissione tributaria non è più appellabile dalle EntrateL'Anci ha vinto la battaglia sulla concessione governativa versata in eccesso. «Ora le amministrazioni non dovranno più pagarla»
Vicenza. La sentenza non è più appellabile. Sono scaduti i termini, i Comuni hanno vinto la loro battaglia sulla tassa di concessione governativa dei telefonini. Almeno, i primi Comuni del Thienese a presentare ricorso alla Commissione tributaria provinciale (Ctp) di Vicenza. Così, l'Agenzia delle Entrate di Thiene dovrà restituire loro i 60 mila euro pagati indebitamente dal 2006 al 2008, oltre alla cifra versata nel 2009. E non potrà più chiedere alle amministrazioni di versare quella cifra, quei 12,91 euro mensili per ogni cellulare "aziendale" a contratto. Non solo: l'aspetto più importante della vicenda è che le amministrazioni non saranno più tenute, come sottolinea l'avv. Emanuele Mazzaro, a versare la tassa per i prossimi anni. Una vittoria dell'Anci Veneto, destinata a fare scuola in Italia.
IL CASO. La tassa di concessione sui contratti dei telefonini, 5.16 euro al mese per i privati e 12.91 per enti pubblici, è un caso nazionale. Una tassa che era stata abrogata nel 2003 dal nuovo Codice delle comunicazioni, ma che si continua a pagare. Quei 12.91 euro, secondo l'Anci, non dovevano più essere versati, perché compresi nell'abbonamento. Però lo Stato ha continuato ad incassarla. Per gran parte dei Comuni, dotati di parecchi cellulari per i dipendenti, la cifra moltiplicata negli anni costituisce una somma consistente. Per questo il direttore regionale dell'Anci, Dario Menara, aveva tentato con i ricorsi in fotocopia - presentati dall'avv. Mazzaro - da presentare alle sezioni della Ctp. Vincendoli, ha dato da Vicenza l'esempio ai sindaci di mezza Italia. Altre sentenze a favore sono state pronunciate a Milano, Venezia e Pordenone.
LA PRIMA. La prima sentenza della Ctp di Vicenza era stata depositata il 16 novembre scorso, e depositata all'Agenzia delle entrate di Thiene il 24 dicembre. Ma l'ufficio del Fisco, che aveva due mesi per appellarla alla Commissione regionale, non l'ha fatto. I Comuni sono in attesa che passi in giudicato, ma dovrebbe essere questione di giorni. Ora il Fisco dovrà restituire quei 60 mila euro entro un mese, con gli interessi; se non lo farà, scatterà un nuovo procedimento davanti alla Ctp che dovrà nominare un commissario che materialmente si sostituisca all'Agenzia e paghi i Comuni, con spese sempre a carico della stessa Agenzia.
LE CONSEGUENZE. Le altre conseguenze del passaggio in giudicato della prima sentenza sono che i Comuni si vedranno rimborsare anche i soldi versati nel 2009, e che non dovranno più pagarla in futuro. Di fatto, questa vicenda costituisce un precedente assai significativo, anche se resta da capire se l'Agenzia delle entrate intenda ricorrere contro le altre sentenze (l'Anci Veneto ha già vinto un'altra decina di ricorsi), pena una sorbola da restituire.
Diego Neri
