Serenissima, nessuno si presenta all'asta
E per gli enti vicentini sfumano 85 milioni 

AUTOSTRADA. Non ci sono investitori disposti a versare 197 milioni di euro. Gli equilibri in seno alla Spa non cambiano. La società resta a maggioranza pubblica: nessuna offerta per il 17,7% di quote messe in vendita da nove enti e zero incassi per Comune, Provincia e Camera di commercio
03/03/2010
Zoom Foto
La sede della Serenissima vicino al casello di Verona Sud

Vicenza. Asta deserta. I padroni dell'Autostrada Brescia-Padova non cambiano. Almeno per ora. I nove enti pubblici che volevano vendere tutta o parte della loro partecipazione azionaria in seno alla Serenissima restano al loro posto. Con il "cerino" in mano: un cerino il cui valore è stimato in 197 milioni. Il maxi-pacchetto di quote pari al 17,75% della Spa di Verona rimane invenduto: nessuno ha presentato offerte per acquisirlo. Il "passaggio di testimone" che avrebbe scardinato gli storici equilibri della concessionaria, dunque, non c'è stato: gli enti pubblici restano maggioranza. Ma per Provincia, Comune e Camera di commercio di Vicenza questo significa veder sfumata la possibilità di una maxi entrata: qualcosa come 84 milioni e 500 mila euro complessivi.

IL BANDO. È scaduto ieri alle 12 il termine per la presentazione delle offerte per l'acquisizione di 266.326 azioni della Brescia-Padova. Nove enti pubblici soci della Serenissima, da Milano a Venezia passando per i tre enti vicentini, avevano deliberato di uscire in parte o in toto dalla partita autostradale, chi per ragioni di bilancio (i conti delle amministrazioni locali sono sempre più magri), chi per scelta strategica, chi per entrambi i motivi. La Provincia di Vicenza si era fatta capofila degli "enti in fuga", diventando stazione appaltante per la cessione delle quote in un lotto unico.

IL MERCATO TACE. L'operazione non è andata in porto. Zero offerte, il mercato non ha risposto. Troppo alto il prezzo delle azioni, fissato a 740 euro ciascuna? O troppo grosso il pacchetto e quindi proibitivo anche per colossi bancari come Intesa Sanpaolo, per citare uno dei potenziali acquirenti il cui nome era stato ventilato alla vigilia?
Il volume azionario in gioco, d'altra parte, era anche il principale fattore di appetibilità, vista la possibilità di contare davvero nella stanza dei bottoni, superando l'attuale patto di sindacato che vede i soci pubblici protagonisti. Per i soci valeva il diritto di prelazione. Tuttavia, neanche Rino Mario Gambari, il finanziere bresciano che già controlla oltre il 26%, si è fatto avanti.

TUTTO A MONTE. E ORA? Il risultato immediato è che ognuno si tiene il suo. Non è ammessa la trattativa privata. E la scelta della cessione in un lotto unico rende ancora più complicata l'elaborazione di un piano B. Gli enti potrebbero accordarsi tra loro e decidere di indire nuovamente la gara, ritoccando al ribasso la base d'asta. L'alternativa è il "rompete le righe", cioè che ogni ente proceda autonomamente.

LE REAZIONI. Ieri alle 12 in punto, con i rintocchi di campanile in sottofondo e nessuna offerta pervenuta in contrà Gazzolle, il presidente della Provincia e dell'Autostrada Attilio Schneck ha allargato le braccia, deluso, lasciandosi sfuggire un «come volevasi dimostrare». Schneck, anche in Consiglio provinciale, aveva messo le mani avanti, paventando l'ipotesi dell'asta deserta. «Che fare adesso? Non posso decidere io - commenta Schneck -, dovremo tornare a confrontarci tra enti e tocca ai Consigli provinciali e comunali esprimersi. Da presidente della Provincia ribadisco che non intendo svendere».

Nessun commento, invece, da Vittorio Mincato, presidente della Camera di commercio, né dal sindaco Achille Variati. Da Palazzo Trissino, che sperava di poter contare sui 39 milioni che la cessione avrebbe fruttato per dare respiro agli investimenti, emerge l'intenzione di tornare a confrontarsi con gli altri enti, in particolare con la Provincia. Un treno è andato. Al binario rimane l'incertezza.

Marco Scorzato

commenti

partecipa. inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.