Acqua e rifiuti, prove di rivoluzione
«Via le Ato, governo alle Province»
LA NUOVA LEGGE. Approvata in commissione Affari costituzionali alla Camera la norma per abolire le Autorità d'ambito. Ora battaglia in Aula. Primo sì alla proposta della Dal Lago (Lega): «Occorre semplificare». Fracasso (Pd) s'oppone: «Sindaci esautorati». Corò: «Demagogia»
Vicenza. Rivoluzione in vista per acqua e rifiuti. Le Autorità d'ambito territoriale (Ato) che ormai da un decennio governano e regolano il servizio idrico e lo smaltimento della spazzatura a livello intercomunale sembrano destinate a sparire. Per legge. Anzi per decreto legge: la "bozza Calderoli" sugli enti locali prevede che le Ato rimangano in vita ancora un anno dopo l'approvazione della norma, dopodiché le competenze dovrebbero essere trasferite ad un «ente istituzionale». Tocca alle Regioni decidere quale: possono "tenersi" le competenze o attribuirle alle Province. La soluzione-due è la preferita dalla Lega Nord, promotrice della norma in questione. Che ha una "madre" vicentina: la deputata del Carroccio Manuela Dal Lago, prima firmataria dell'emendamento "taglia-Ato".[FIRMA]
ATO "A SCADENZA". La commissione Affari costituzionali della Camera ha appena esaminato il decreto legge di riordino degli enti locali, che prevede la riduzione del numero degli assessori provinciali e comunali e altre limature riconducibili, in sostanza, alla riduzione delle "poltrone". È in questo contesto che Dal Lago ha presentato l'emendamento "taglia-Ato": «Il nostro obiettivo - commenta la parlamentare vicentina - è la semplificazione dei livelli amministrativi, per ridurre i costi e per accelerare i tempi. Riteniamo che un ente come la Provincia abbia la struttura e le competenze istituzionali, su acqua e rifiuti, per svolgere il ruolo oggi in capo alle Ato». Valorizzare le Province è la linea della Lega che, del resto, ne governa molte al Nord. La bozza sarà esaminata dalla Camera la prossima settimana. Poi via all'iter al Senato: "accelerato", perché «l'obiettivo è convertire in legge il decreto entro il 18 marzo», quando le Camere chiudono per le Regionali.
IL PD: «SINDACI ESAUTORATI». Ma è già polemica. Il Partito democratico, in commissione ha votato contro l'abolizione delle Ato. Stefano Fracasso, ex sindaco di Arzignano, è categorico: «Le Autorità devono rimanere: sono il luogo dove i sindaci decidono tariffa, investimenti e regolazione dei servizi. Qui da noi, hanno dimostrato grande efficienza. Abolirle vorrebbe dire addio all'"acqua del sindaco". Davvero non capisco perché la Lega penalizzi i Comuni».
Anche Ferderutulity, la "confindustria" dei gestori dei servizi, è critica. «Non è il momento di eliminare le Autorità», dice il direttore Adolfo Spaziani, visto che la legge 166 che apre alle gestioni private «richiede chiarezza nella regolazione dei servizi». E Giancarlo Corò, eletto ieri presidente dell'Ato Bacchiglione, rincara: «Basta con la "febbre riformista". Già la legge 166, votata anche dalla Lega, pone fine alle gestioni "in house" nel 2011 creando un'incertezza tale che le banche stanno bloccando i finanziamenti a lungo termine ai gestori. Questo fa aumentare i costi che si ripercuotono in aumenti tariffari per il cittadino. L'Ato potrebbe fare da garante con le banche, ma se lo aboliamo casca il palco. Su acqua e rifiuti c'è bisogno di lavorare in pace, non di questa demagogia».
Marco Scorzato
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1 gbagolan 25/02/2010 10:48 6 commenti
molto bene: bisogna assolutamente eliminare gli Enti inutili