Montecchio, fiaccolata multietnica
«La delibera sugli alloggi discrimina»
IMMIGRATI. Cgil, Cisl e Uil hanno presentato la manifestazione di protesta del 1°marzo contro la delibera sugli alloggi. Sono sei le famiglie tutelate dai sindacati che hanno fatto ricorso al tribunale per i danni derivati dalle regole abitative
Montecchio Maggiore. La delibera sull'idoneità degli alloggi, adottata nel luglio scorso dalla giunta Cecchetto, finirà in tribunale. Sei nuclei familiari, tutelati dai sindacati Cgil, Cisl e Uil, hanno promosso un ricorso che potrebbe sfociare in una causa civile. Alcuni di questi nuclei, a causa delle nuove regole sulla metratura minima degli appartamenti, non riescono ad ottenere il ricongiungimento familiare. Altri sono costretti a lasciare il proprio alloggio, dopo aver già acceso un mutuo.
Ne hanno dato notizia ieri i rappresentanti delle tre sigle sindacali presentando le manifestazioni in programma per sabato 27 febbraio e lunedì 1° marzo. «Queste iniziative hanno un valore provinciale - hanno precisato i sindacalisti - Si svolgeranno a Montecchio perché in quel comune c'è un caso eclatante di discriminazione verso gli immigrati. Ma intendiamo contrastare il clima di intolleranza che si sta diffondendo in molti paesi».
Promosse insieme ad associazioni di stranieri e gruppi di volontariato, le manifestazioni, raccolte sotto il titolo "Un giorno senza di noi", prevedono per il 27 febbraio uno sciopero della spesa, mentre il 1° marzo al mattino ci sarà una manifestazione studentesca nel piazzale della stazione Fs a Vicenza; nel pomeriggio, dalle 17 in piazza S. Paolo ad Alte di Montecchio, spazio all'animazione per bambini, e dalle 19.30 la fiaccolata silenziosa con partenza da via Tecchio, all'incrocio con la regionale 11.
LA DELIBERA. Giancarlo Pederzolli e Gabriele Bettarello (Cisl), Fabiola Carletto e Maurizio Ferron (Cgil) e Carlo Biasin (Uil) condannano decisamente la delibera sull'idoneità, che potrebbe creare disagi per almeno 500 famiglie nei prossimi due anni. «Le regole valgono per tutti, italiani e immigrati - è stato detto - ma ovviamente nessuno andrà a controllare gli appartamenti dove vivono le famiglie italiane, mentre gli stranieri sono soggetti a controlli continui, anche perché devono rinnovare il permesso di soggiorno». Da sei mesi non si hanno notizie di un solo caso di sovraffollamento a Montecchio: «E dire che il ministro Maroni, compagno di partito del sindaco Cecchetto, aveva esplicitamente invitato a fare riferimento alla legge del 1975, cioè la stessa presa come parametro dalla giunta precedente».
Gli stranieri se ne stanno andando: «Non è un bel segnale. Il futuro sarà multietnico, oppure non sarà. Lo dice persino la Regione». Sciopero della spesa sì, sciopero della spesa no. Dopo molte discussioni con le associazioni, i sindacati hanno scelto una linea morbida. «A fronte di un obiettivo comune, si è deciso di promuovere iniziative diverse. Sappiamo che a livello nazionale le posizioni non sono le stesse, ma abbiamo privilegiato l'unitarietà della protesta, l'unica in Veneto che avrà queste caratteristiche».
Lo scopo è dare un "assaggio" di quella che potrebbe essere una società senza stranieri: «Senza il loro apporto facciamo un passo in più verso il punto di non ritorno, quando il tasso di mortalità sarà superiore alla natalità». Nessuno nega che ci siano problemi, «ma vanno affrontati con intelligenza e non con slogan». Positiva, in questo senso, l'esperienza dei mediatori civici ad Arzignano.
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