Bassano, capitali all'estero e fatture false
Evasi 9 milioni, denunciate quattro persone
LA TRUFFA. Tra i reati anche l'associazione per delinquere. Iva non versata per un milione. Le Fiamme gialle incastrano un immobiliarista e un commercialista oltre a due prestanomi operanti in Austria
Una pattuglia della Guardia di finanza durante un’operazione di controllo. Le Fiamme gialle sono molto attive nella lotta all’evasione fiscale
Bassano. Un'evasione fiscale da milioni di euro nel Bassanese, con l'imposta sul valore aggiunto aggirata, emissione di fatture per operazioni inesistenti e spostamenti illeciti di capitali all'estero. Gli esiti dell'attività di indagine svolta dalla Guardia di finanza hanno consentito, sino ad oggi, di recuperare a tassazione circa 9 milioni di euro e contestare oltre un milione di Iva non versata denunciando all'autorità giudiziaria quattro persone per associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale, tra le quali due bassanesi.
Nelle scorse settimane i militari della Guardia di finanza della compagnia di Bassano, ai comandi del cap. Pietro De Angelis, hanno concluso una complessa attività investigativa, avviata nel 2006, che ha consentito di portare alla luce un'enorme evasione fiscale internazionale nel settore del tessile e della compravendita immobiliare.
L'organizzazione che ha posto in essere l 'attività illegale faceva capo, secondo l'accusa, a Alfonso Colpo, 49 anni, originario di Conco, con attività nel Bassanese, con tre ditte nel settore immobiliare e tessile, il quale, dal 2003 ad oggi, si è avvalso di ben sedici società dislocate in Italia, Austria e Paesi del Nord-Est dell'Europa, guidate da propri soggetti prestanomi, che emettevano ed utilizzavano fatture per operazioni inesistenti e una serie di conti correnti bancari aperti in Italia e all'estero. Solo il comportamento collaborativo con gli inquirenti ha evitato il carcere a Colpo.
Mente della frode, secondo i riscontri della Guardia di finanza, sarebbe Giorgio Bonotto 49 anni, ragioniere commercialista (omonimo del dottore commercialista) di Bassano con studio a Cassola in via Venezia, pure lui denunciato. Scopo principale del "cartello" dedito all'evasione era quello di movimentare somme di denaro verso l'estero, al fine di creare scorte finanziare "in nero" da far rientrare in Italia, sottrarre i proventi all'imposizione fiscale nel nostro Paese e indirizzandoli verso i paradisi fiscali. L'organizzazione, inoltre, mirava ad abbattere il reddito d'impresa, iscrivendo in bilancio i costi fittizi derivanti dall'utilizzo di fatture per operazioni inesistenti emesse da società estere.
Tutta l'inchiesta, così come tutti gli sviluppi delle indagini, in questi quattro anni sono stati coordinati dalla procura di Bassano che ha operato con l'Interpol. Nel giugno dello scorso anno, le Fiamme gialle della hanno effettuato anche rogatorie in Austria ove, con l'ausilio delle autorità locali, hanno sottoposto a sequestro una grande mole di documentazione comprovante l'attività illegale messa in atto e scoperto due società cosiddette "cartiere", dedite all'emissione delle fatture false utilizzate in Italia.
L'intuizione e la tenacia dei finanzieri della Compagnia cittadina hanno consentito inoltre di individuare in Austria altre 170 società "cartiere" austriache facenti capo a H.A. e H.M., prestanomi e collaboratori del capo dell'organizzazione bassanese, sulle quali sono tutt'ora in corso indagini per accertare eventuali collegamenti con aziende operanti in Italia. L'indagine, sino ad ora, ha consentito allo Stato di recuperare centinaia di migliaia di euro.
