Vicenza, in soli 40' i gol di sette gare
CALCIO SERIE B. La difficoltà di finalizzare era il problema da risolvereMai finora tre reti in una partita per i biancorossi e su azione l'astinenza durava dalla vigilia di Natale Finalmente la squadra è stata cinica sotto porta
Vicenza. Per chiudere con l'astinenza da gol Maran aveva fatto appello anche a quelli che per mestiere fanno altro, compreso chi deve impedire che il gol lo segnino gli avversari. E quando Valerio Di Cesare ha deciso di rispondere alla chiamata e con un gesto tecnico da centravanti ha infilato il gol dell'1-0 con la Reggina era passata un'infinità di tempo dall'ultima rete biancorossa su azione. L'aveva segnata Sgrigna, tanto per cambiare, con un delizioso pallonetto sul portiere in uscita nella sfida vinta al Menti contro il Torino.
Dal quel 19 dicembre e prima della partita di sabato la squadra di Maran aveva realizzato solo altri due gol, e sempre con Sgrigna, ma su calcio piazzato: una punizione in casa contro l'Albinoleffe e un rigore a Modena contro il Sassuolo. In entrambi i casi gol che non avevano evitato al Vicenza due sconfitte con lo stesso punteggio (2-1).
Poi è arrivata la partita con la Reggina: al 30' del primo tempo il gol già ricordato di Di Cesare, al 32' il bis di Litteri e al 25' della ripresa il tris di Sgrigna. Insomma, per segnare 3 gol sono bastati solo 40' di gioco al Vicenza contro la Reggina, mentre in precedenza per segnarne altrettanti gli erano servite la bellezza di 7 partite! Un vero e proprio risveglio quello dei biancorossi, tanto più che tutte le reti nella gara di sabato al Menti sono state realizzate su azione.
Nel periodo di digiuno Maran aveva sempre detto di non essere preoccupato, convinto che la capacità della squadra di costruire comunque tante azioni da rete era la garanzia che prima o poi sarebbe anche tornata a far gol.
Il Vicenza si è sbloccato in una partita disputata senza Bjelanovic, il centravanti titolare, e senza Sestu, l'esterno la cui cessione al Bari aveva suscitato delusione tra i tifosi. Madonna, il giocatore che ha sostituito Sestu, è entrato subito con naturalezza ed efficacia nei meccanismi offensivi e gli assist dalle fasce (di Gavazzi e di Sgrigna) in occasione dei primi due gol hanno finalmente sfruttato al meglio le potenzialità del 4-4-2, ma anche gli inserimenti di chi arriva da dietro, come Di Cesare.
Nel Vicenza che ha finalmente ritrovato il necessario cinismo sotto porta (tre gol in quattro tiri in porta contro la Reggina), c'è una costante ed è Sgrigna: il capitano-bomber rappresenta sempre il valore aggiunto, la sua qualità tecnica è apparsa ancora una volta determinante nel tiro con cui ha tradotto in gol la bella azione di rimessa del 3-1 definitivo. Un risultato che da solo non può bastare a considerare guarito il Vicenza, ma che è un bel modo di ripartire dopo tanta astinenza.
MA. MA.
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