Sgrigna si fa in 10 per il Vicenza
«Io una bandiera? Orgoglioso»

IL PROTAGONISTA. Con la rete segnata alla Reggina ha già uguagliato il numero di gol realizzati in tutto lo scorso torneo. Voleva restare. «Mai avuto dubbi». Chiuso il mercato, ecco il successo contro i calabresi. «Fondamentale visto che il momento era delicato»
08/02/2010
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Alessandro Sgrigna sorridente dopo il gol del 3-1 alla Reggina

Vicenza. E con quello segnato alla Reggina fanno dieci gol, tanti quanti ne aveva realizzati in tutto lo scorso campionato. Non c'è male, anzi fa pensare che Alessandro Sgrigna sia capace, anno dopo anno, di migliorare le sue performance. È rimasto in biancorosso alla fine l'attaccante, ma soprattutto lo aveva dichiarato in tempi non sospetti e, tanto per ricordare a chi avesse la memoria debole che lui col gol ci sa fare, eccome, contro i calabresi se ne è inventato uno dei suoi.
Sgrigna con il prolungamento del suo contratto ormai lei è una bandiera dei colori biancorossi.
«Ne sono orgoglioso, volevo restare, mai avuto dubbi» risponde lui deciso.
E però il dt Cristallini ha precisato che il suo no al Lecce è giunto dopo una telefonata che le ha fatto il presidente Cassingena.
«Diciamo che come sempre le cose devono coincidere. Stabilito che l'offerta era davvero molto interessante per me ed anche per la società, e stabilito che io dopo averla valutata bene assieme alla mia famiglia ho deciso di dire no, ovvio che ha contribuito positivamente pure il presidente dandomi una grande prova di stima. Non per nulla la domenica io ho detto il no definitivo e il Vicenza mi ha prolungato il contratto il lunedì, meglio di così!».
Chiuso il mercato di gennaio si è tornati al calcio giocato e subito è arrivata una vittoria convincente anche se venivate da una settimana non facile.
«Siamo stati capaci di avere attenzione e maturità, è andata proprio bene, buona la prestazione, buono il risultato. Ci voleva visto il momento delicato che si attraversava, perchè se non si fosse vinto contro la Reggina stavolta ci saremmo ritrovati in una situazione assai pericolosa».
Oltretutto siete tornati al gol, addirittura tre in una sola gara, non era mai capitato quest'anno.
«Meno male, abbiamo concretizzato quello che abbiamo creato, però adesso bisogna continuare».
E pensare che pure contro la Reggina era iniziata male quando l'arbitro, sbagliando, aveva fischiato il rigore sull'intervento di Martinelli ai danni di Castiglia. Poi Fortin ha parato ed ha rimesso le cose a posto.
«Ci vuole sempre un po' di fortuna e stavolta finalmente l'abbiamo avuta, però resto dell'idea che se giochi bene te la meriti e prima o poi deve girare nel modo giusto».
C'era malumore in parte dei tifosi per il mercato di gennaio ma questo Vicenza, per certi aspetti inedito, ha vinto e convinto.
«Intanto il mercato con tutte le voci che si sentono può incidere sulle prestazioni di qualche giocatore, soprattutto di quelli che sono più esposti o che sono dati per sicuri partenti. Inoltre a gennaio ci è girata storta in più di un'occasione, perchè le prestazioni sono sempre state buone, certo abbiamo avuto piccoli sbandamenti che però a mio avviso abbiamo pagato troppo a caro prezzo. Ma adesso è tutto alle spalle, meglio guardare avanti».
Tra i suoi compagni il nuovo arrivato Madonna aveva tutti gli occhi addosso, d'altra parte non era semplice non far rimpiangere Sestu.
«Ha fatto un'ottima gara, Madonna è davvero un bravo giocatore e non può che migliorare visto che viene da un periodo in cui aveva giocato poco e che si è aggregato a noi solo da pochi giorni, anche se devo dire che qui a Vicenza c'è un gruppo compatto che fa sentire chi arriva subito a casa sua, siamo fatti così e ci piace».
Forse l'unica nota stonata è stato il gesto di Di Cesare verso i tifosi anche se a fine gara con grande responsabilità è andato a chiedere scusa.
«Intanto ci tengo a chiedere scusa pure io a nome suo nella mia veste di capitano, però è stato importante che Valerio a fine partita sia andato verso la curva a braccia alzate, è da uomini capire e riconoscere i propri errori. Sono sicuro che i nostri tifosi hanno capito e apprezzato, soprattutto che è stato un gesto dovuto alla tensione agonistica e non certo fatto con cattiveria. Credo si possa dire: capitolo chiuso».
Adesso vi aspettano due trasferte di fila, ad Ascoli e a Lecce con il Gallipoli.
«Sì, due gare importanti per capire il nostro spessore, però è meglio affrontare una partita alla volta, dunque adesso pensiamo solo all'Ascoli, una squadra che sta facendo assai bene e che ha buoni giocatori, però resto della mia idea: prima di tutto meglio sempre guardare in casa propria».

Alberta Mantovani

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