Bimbo vola dal 2° piano per inseguire
la madre. Salvo. C'è una denuncia

IL FATTO. L’episodio è avvenuto in via IV Novembre. Il piccolo è ora ricoverato al San Bortolo. La donna va a ricaricare il telefono e lascia il figlio in casa solo per qualche minuto. Lo ritrova sul marciapiede, precipitato dal balcone
  • 08/02/2010
 
Zoom Foto

Uno scorcio di Via IV Novembre dove è avvenuto l'episodio (Colorfoto)

Vicenza. Poteva essere una tragedia. Aveva paura di essere abbandonato dalla mamma e non ha esitato a seguirla. Con una scorciatoia da panico. Il bimbo, novello Icaro, si è lanciato letteralmente dal secondo piano di un edificio per raggiungerla più in fretta mentre lei era entrata in un locale, dove ha comprato una ricarica del cellulare. Nel volo di alcuni metri, concluso sul marciapiede di via IV Novembre, il piccolo si è procurato la frattura di una gamba. Niente davvero, rispetto a quello che sarebbe potuto accadere viste le modalità dell'incidente e l'altezza dalla quale è caduto. Infatti, il minore ha rischiato di sfracellarsi se solo avesse urtato il suolo con la testa. Inevitabilmente sono intervenuti la polizia e il personale del Suem, allertati dai testimoni della drammatica scena. Nei confronti della madre, la sudamericana P. M., di 31 anni, residente in contrà Mure Porta Santa Lucia, è stata avviata un'indagine da parte dell'autorità giudiziaria. È stato informato anche il tribunale dei minori di Venezia. Il bambino si trova tuttora ricoverato al San Bortolo. Nel complesso sta bene e continua a chiedere della mamma.
LE LACRIME. «È stato una questione di pochi secondi, credetemi, gli avevo detto di stare in casa a giocare perché sarei tornata subito, visto che il locale dista pochi metri dal mio condominio», ha detto in lacrime la donna alla pattuglia delle volanti che ha raccolto la sua testimonianza-sfogo. Gli agenti del vicequestore Cecchetto hanno dovuto inoltrare un rapporto sia alla procura di Vicenza che a quella di Venezia, poiché c'è di mezzo un minore, per accertare se ci sono responsabilità. La giovane madre si è affidata all'avvocata Elena Peron per la difesa, poiché è stata segnalata in procura ed è stata iscritta sul registro degli indagati. Un passaggio automatico in attesa dell'accertamento della verità.
IL VOLO. La donna viene descritta dai vicini come una madre premurosa. L'episodio è avvenuto a metà settimana, ma se n'è avuta notizia solo ieri. «Non avevo più carica nel telefonino - ha spiegato la donna agli investigatori - e avevo urgente necessità, per questo ho detto al mio bambino di pazientare pochi minuti perché sarei andata e tornata. Non avrei mai immaginato una cosa del genere». Quando la donna è uscita dall'esercizio via IV Novembre non credeva ai propri occhi. La sua attenzione è stata attirata dalle urla di dolore di un bambino steso sul marciapiede. Era il suo. Ha guardato in alto e ha compreso che non era sceso per le scale, anche perché non avrebbe potuto avendo chiuso a chiave la porta d'ingresso. Il piccolo, dunque, aveva aperto la porta di un terrazzo e quindi si è lanciato di sotto per raggiungerla. Era disperata la donna in attesa dell'arrivo del Suem dal vicino ospedale. Pensava a quello che poteva succedere.
CONSEGUENZE. Sul piano clinico i medici hanno riscontrato al minore una frattura a una gamba. Null'altro. Tra qualche giorno sarà dimesso. Sul piano giudiziario la donna deve difendersi dal reato di abbandono di minore. La magistratura minorile in questa fase ha coinvolto anche i servizi sociali. «Io non l'ho abbandonato - ha detto la mamma angosciata agli agenti che l'hanno sentita a sommarie informazioni testimoniali - avevo necessità della ricarica del telefono, vivo da sola e non c'era nessun'altro che poteva badare a lui. L'ho lasciato solo per pochi minuti, mica ore, e avevo chiuso la porta d'ingresso a chiave».

Ivano Tolettin

commenti - 0

partecipa. inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.