L'Enac: «Riaprite l'aeroporto»
Si può volare con gli elicotteri
IL CASO DAL MOLIN. Lettera dell'Ente nazionale per l'aviazione civile che apre le porte alla società "Esperia". Gli investitori romani hanno un programma di "investimenti significativi", ma aspettano risposte dai vicentini per hangar e piattaforma
Vicenza. La lettera è stata spedita il 18 gennaio. Porta la firma di Alessandro Cardi, direttore centrale dell'Enac, l'ente nazionale per l'aviazione civile. È indirizzata alla direzione dell'aeroporto Catullo di Verona e alla società Aeroporti vicentini. L'oggetto recita: "Aeroporto Dal Molin, richiesta concessione area per attività ad ala rotante". Tradotto: lo scalo berico può tornare a decollare grazie agli elicotteri.
LA NOVITÀ. Il documento si inserisce in una fase di stallo sul futuro dell'aeroporto. Come noto, il sindaco Achille Variati si prepara a chiedere formalmente al governo che il lato est, risparmiato dal cantiere della Ederle 2, venga sdemanializzato e ceduto al patrimonio del Comune. L'obiettivo è realizzarvi un grande parco, anche se non è escluso che uno spazio possa essere riservato per dare vita a un eliporto. In ogni caso, i piani di Variati cozzano con il progetto di ricostruire la pista di volo, già finanziato dallo Stato con 11,5 milioni di euro. L'assegno è intestato proprio all'Enac, che appare intenzionato a far rispettare il vincolo aeroportuale che grava sull'area.
LA LETTERA. L'ing. Cardi sollecita soluzioni in tempi rapidi per consentire la ripresa dell'attività al Dal Molin, paralizzata dall'autunno 2008. Non servirebbe attendere la rototraslazione della pista di volo: gli elicotteri sarebbero in grado di volare sin d'ora senza investimenti infrastrutturali, ma con la sola disponibilità di un hangar e di una piattaforma. L'Enac riferisce della candidatura della società Esperia, che gestisce l'aeroporto dell'Urbe a Roma e che opera in partnership con l'azienda elicotteristica Agusta Westland.
IL NORDEST. «Si porta a conoscenza - scrive Cardi - che un operatore di servizi ad ala rotante, la società "Esperia" Spa di Roma, ha ufficialmente manifestato l'interesse ad avviare un servizio elicotteri sull'aeroporto di Vicenza, correlato a un programma di sviluppo del trasporto minore attraverso significativi investimenti. Tale attività sarebbe indirizzata a promuovere l'incremento del servizio elicotteri per l'area Nordest senza peraltro richiedere predisposizioni o installazioni aeroportuali di particolare impegno, né la programmazione di specifiche procedure di navigazione aerea. Per soddisfare la richiesta avanzata si renderebbe necessaria la disponibilità di un'area del sedime in uso all'aviazione civile».
LE STRUTTURE. Di qui la richiesta «di individuare, con la cortese collaborazione della società Aeroporti Vicentini Spa, un'area da destinarsi a tale uso, d'intesa con i rappresentanti di Esperia, al fine dell'istruttoria di concessione necessari all'attivazione di questi servizi. Occorre, infine, significare che sono in corso di preparazione gli atti relativi al cambio di status dell'aeroporto, tenuto conto che non ci sono più perplessità da parte dell'Enac per il trasferimento al "demanio aeronautico civile" dei beni demaniali non più funzionali ai fini militari».
CORSA CONTRO IL TEMPO. Non sta più nella pelle Claudio Cicero, ex assessore ai trasporti, oggi consigliere comunale della lista "Impegno a 360°", da sempre sostenitore del rilancio dell'aeroporto: «Va data una risposta in tempi rapidi all'Enac e all'Esperia. So che Valerio Bonato, direttore dell'Enac di Verona, si è già attivato. Questa occasione non va sprecata, anche perché non avrebbe alcun costo per gli enti pubblici, che ancora non hanno sbloccato la messa in liquidazione di "Aeroporti Vicentini". Si verrebbe a creare un servizio unico per il Nordest».
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1 villebekk 04/02/2010 01:33 167 commenti
Quando si tratta di dare risposte rapide a Vicenza butta sempre molto male: nessuno dimentica l'ultimatum dell'ambasciatore Spogli 3 anni fa a cui l'allora presidente del Consiglio Mortadella ha detto SI con tre giorni di anticipo alla realizzazione della base al Dal Molin. Ora si ripresenta un'altra "grande chance" per quei pochi che devono guadagnare a spese di centinaia di migliaia di cittadini che hanno più volte espresso il desiderio di disporre del lato est dell'ex aeroporto a parco pubblico e non più come pista di volo, che poi diverrebbe funzionale agli usi militari della costruenda caserma (pardon, dormitorio). Non conosco in giro per il mondo un aeroporto civile che svolge regolari voli a fianco di una base militare operativa, ma se qualcuno è bene informato mi metta pure al corrente... grazie. A Luigi rispondo che anche il tessuto "pile" con cui ci si veste d'inverno è un prodotto della tecnologia americana applicata a fini militari, ma il semplice buon senso e non certo il mio estremismo ideologico mi suggerisce che l'utilizzo della lana o del cotone al posto del pile forse avrebbe portato qualche guerra in meno senza cambiare la qualità di vita del mondo occidentale. E comunque la tecnologia degli elicotteri che verrebbero utilizzati da noi è italiana: un motivo in più per non dover ancora pendere dalla bocca degli americani.