Nel nuovo Parco delle Scienze
i piccoli Archimede crescono
LA NOVITÀ. Al Querini s'impara la fisica giocando attraverso un percorso di esplorazione proposto dal Comune. Sette giochi-attrazioni, dai tubi comunicanti alle carrucole Moretti: «Strumenti didattici diversi da quelli tradizionali»
Vicenza. Datemi un punto di appoggio e solleverò il mondo, disse Archimede. Provare per credere. Non a sollevare il mondo certo, ma a cimentarsi con una delle sette attrazioni svelate ieri a Parco Querini, nell'area tra il percorso vita e l'ingresso di via Rodolfi accanto all'ospedale, in quello che è stato battezzato il nuovo Parco delle Scienze, iniziativa degli assessorati comunali all'Istruzione e ai Lavori Pubblici. A toccarle per primi con mano i 50 ragazzi di Terza A e B della scuola primaria Zanella accompagnati dalle insegnanti Barbara Mignoni, Giovanna Fiori, Sonia Munaretto e dal preside dell'Istituto comprensivo 6, Lorenzo Battistin.
Ecco dunque le carrucole: permettono di sollevare lo stesso peso con maggiore o minore fatica a seconda della loro dimensione. E che dire del "triangolo impossibile": i bambini attraverso il mirino credono di vedere un triangolo, ma poi l'ing. Giovanni Fichera, progettista e direttore lavori con l'arch. Silvia Rebecca Caneva, spiegano che è solo un'illusione ottica. C'è l'"albero delle visioni": basta impugnare le manopole di un lungo tubo e farle ruotare lentamente per scoprire i diversi modi di vedere dal microscopio, dal cannocchiale e dal periscopio che servono uno dopo l'altro per ingrandire oggetti vicini, avvicinare i lontani e cogliere ciò che non è sulla linea visuale.
Ad accendere la curiosità soprattutto i "tubi comunicanti": un «ciao» pronunciato dentro ad un imbuto, come fosse la cornetta del telefono, arriva all'altro capo così perfetto e chiaro, anche se posizionato a diversi metri di distanza. E ancora, l'organo di Pan: basta accostare l'orecchio ad una serie di canne di lunghezza diversa per scoprire che, a seconda della loro dimensione, risultano suoni più alti o più bassi. Poi la caleidogira per immergersi in effetti spettacolari e infine la "batteria a mano" che stupirà per il passaggio di corrente testato proprio con mano
La fisica, scienza della natura, viene proposta in un percorso-gioco, pensata per la fascia tra i 6 e i 14 anni. L'età più curiosa, quello in cui si vorrebbe diventare scienziato, quella in cui si vuole esplorare.
«Uno strumento per gli insegnanti diverso da quelli tradizionali - hanno illustrato il vicesindaco Alessandra Moretti e l'assessore Ennio Tosetto - che potranno acompagnare i bambini ad una lezione all'aria aperta, così come potrà essere utilizzato dai genitori con i figli. I piccoli esperimenti tramite gli oggetti introdotti a parco Querini, condurranno i ragazzi ad una comprensione più immediata dei principi scientifici».
Accanto al percorso didattico, accompagnato da cartelli che illustrano le funzioni delle postazioni, sono stati inseriti anche due giochi di legno adatti ai più piccoli: una chiocciola da cavalcare e una piramide su cui arrampicarsi.
«L'idea nei prossimi anni è di aggiungerne altri». L'iniziativa ha avuto un costo complessivo di 50 mila euro.
Roberta Bassan
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