Zamperla accende il Luna park di New York

L'INDUSTRIA DEL DIVERTIMENTO. L'impresa di Altavilla batte la concorrenza e si aggiudica la maxi commessa dal sindaco Bloomberg. Gestirà la struttura per dieci anni. Previsti 24 milioni di investimento e il portafoglio ordini è pieno per tre anni. Apertura già fissata per l'ultimo week-end di maggio
23/01/2010
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Una delle creazioni di Zamperla che regaleranno divertimento a New York

Altavilla Vicentina. Il più felice sarà Woody Allen, il più newyorchese dei newyorchesi, che quando nel 2006 chiusero lo storico Luna park di Coney Island, dove tra l'altro aveva ambientato "Io e Annie" e "Radio Days", arrivò a dire che stava finendo il grande sogno americano. Ora Antonio Zamperla, con le sue giostre mirabolanti realizzate dall'omonima impresa di Altavilla Vicentina, farà tornare il sorriso sulla labbra del regista di Manhattan e a svariati milioni di americani che torneranno a divertirsi, alla faccia della crisi, in quella che, dai primi del novecento, è sempre stata la sede naturale del vero e unico Luna park.
Michael Bloomberg, vulcanico sindaco di New York, teneva maledettamente a questo progetto, al punto da gettare sul piatto quasi 100 milioni di dollari per acquistare i terreni. E il bando per la costruzione e la gestione del grande parco di divertimenti è stato vinto proprio dalla Zamperla, che è stata capace di battere concorrenti del calibro di Ripley's Entertainment e Steel Pier. Condizione necessaria: garantire il via alla struttura nell'ultimo week-end di maggio.
«Sarà una corsa contro il tempo - confida Alberto Zamperla - e già domani volerò a New York per organizzare i primi interventi. Fino ad aprile, infatti, dovremo occuparci delle cosiddette opere di urbanizzazione. E non sarà un lavoro da poco, visto che stiamo parlando di un'area abbandonata da anni. Dopodiché, via all'installazione dei nostri gioielli, a partire dall'Air racer».
Sarà un week end imperdibile per New York e, nell'immaginario degli ottimisti, potrebbe segnare il passaggio dai tempi bui della recessione allo sbocciare definitivo della ripresa. Idea suggestiva che per Zamperla è già diventata realtà: per l'azienda di Altavilla, infatti, questa mega commessa significa portafoglio ordini pieno per tre anni.
Non solo, una volta terminata l'installazione di tutti gli impianti, sarà la stessa Zamperla a gestire il luna park. Perché così si chiamerà, Luna park, come il primo, unico, inimitabile, quello inventato da Frederic Thompson ed Elmer "Skip" Dundy.
«Per la prima stagione abbiamo stimato la presenza di 400 mila visitatori - rivela Zamperla - e confidiamo di crescere in futuro. A livello di investimento, parliamo di 24 milioni nel triennio. Per noi è una grande soddisfazione, oltre che una grande occasione».
Non è la prima volta che Zamperla sbarca con le sue meraviglie negli Stati Uniti. «Da otto anni - ricorda - siamo presenti con il parco per bambini Victorian Gardens in Central Park, sempre a New York, e questo ha aiutato molto. La nostra credibilità, del resto, è stata confermata al momento della presentazione del nostro progetto alla commissione comunale. In quell'occasione mi sono reso conto del salto di qualità che la mia azienda ha fatto in tutti questi anni. Eravamo in 15, comprese le società americane con i permessi per costruire. Tutto quello che avevamo fatto in passato è servito per darci la forza e l'autorevolezza di competere per la realizzazione di uno dei più importanti parchi divertimenti del mondo. Di competere e, alla fine, di vincere».
L'orgoglio di Zamperla è più che giustificato. In periodi neri come questo, in cui le virtù delle piccole e medie imprese del Nord Est vengono oscurate dai presunti difetti, vedere che c'è ancora qualcuno che combina qualcosa di grosso è sicuramente un inno all'ottimismo in grado di stimolare tutto il mondo imprenditoriale.
«Certe operazioni non cadono giù dal cielo - avverte Zamperla - ma bisogna guadagnarsele col tempo, col lavoro e con la professionalità. Noi lavoriamo da tempo con clienti importanti come Disney, Paramount, Universal. Abbiamo aperto uno stabilimento in Cina, a Suzhou, ed esportiamo il 95 per cento della produzione. Le scelte strategiche fatte a suo tempo si stanno confermando vincenti».
La gestione del luna park di New York per dieci anni (rinnovabile a scadenza) rappresenta, poi, una sorta di rendita per il futuro. «Il Comune di New York vuole che l'intera area resti aperta al pubblico - conclude Zamperla - che poi pagherà eventualmente la singola corsa. Ci stiamo attrezzando per realizzare al meglio la richiesta». Per la gioia di Woody Allen.

Marino Smiderle




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