Sanità a dieta, meno ricoveri
e meno ricette per medicinali
BILANCIO ULSS 6. Il direttore generale spiega che il tasso di ospedalizzazione scende ed è un successo... economico. «Non esiste un buon ospedale se non funziona il territorio»: pazienti più a casa, specie se anziani. Meno 6,7% di farmaci
Vicenza. «Sono qui da 7 anni, ma la crisi non c'è stata». Il direttore generale Antonio Alessandri inizia con una battuta la carrellata sul 2009 che se ne è andato: «Le difficoltà non sono mancate ma il bilancio è sostanzialmente positivo».
Come primo degli obiettivi perseguiti nel secondo anno del suo mandato-bis il dg ci mette un suo pallino di sempre: la centralità del malato. Subito dopo ecco la collaborazione con medici e pediatri di base. Qualche tempo fa il rapporto latitava. Ora, grazie anche al lavoro di ricucitura del direttore sanitario Eugenio Fantuz, si è creato un rapporto di fiducia. Anzi l' accordo con i pediatri ha favorito l' apertura degli ambulatori anche al sabato mattina e ne ha fruito pure il pronto soccorso pediatrico dell'ospedale prima preso d'assalto nei fine settimana da centinaia di bambini e genitori.
Alessandri ripete uno slogan che gli è caro: «Non può esistere un buon ospedale se non funziona il territorio». Non è solo un gioco di parole. L'equazione è necessaria. Le fila sempre più folte dei grandi vecchi over 95 e 90 colpiti da patologie multiorgano richiedono un S. Bortolo tecnologico, professionale e umano, ma anche una forte continuità assistenziale. Senza il contributo di Utap, medicine di gruppo integrate (operano a Sovizzo, Arcugnano, Vicenza, Sandrigo), singoli professionisti, si può brancolare nel buio.
Ma, come detto, le incomprensioni del passato sono state spazzate. C'è sinergia, non solo di facciata. E i risultati si vedono. La prima conseguenza è il taglio dei ricoveri. Nel 2009 sono stati 42 mila 400 (nel 74 per cento dei casi persone dell'Ulss 6), e rispetto a 10 anni fa il calo é del 19 per cento. «Abbiamo un tasso di ospedalizzazione di 144 ricoveri per 1000 abitanti - osserva - Siamo molto al di sotto dello standard regionale».
L'avvento del dipartimento Cure primarie affidato a un uomo di valore come Gianni Valerio, che ha accelerato la collaborazione con medici e pediatri di famiglia, ha accentuato l'inversione di tendenza. I pazienti restano sempre più a casa, grazie a una maggiore appropriatezza delle prescrizioni, ad un'assistenza domiciliare prestata a quasi 10 mila persone (110 mila accessi l'anno) e all'attività dei consultori familiari in grado di erogare oltre 32 mila prestazioni.
E sempre la proficua alleanza con i medici di base oltre che con Federfarma, ha portato a un secco taglio della spesa farmaceutica: Vicenza, con un 6,7 per cento in meno sulla media regionale, si attesta al terzo posto nella classifica veneta delle Ulss più virtuose guidata dalla 4 di Thiene-Schio, in un panorama che vede alcune aziende come Rovigo sforare del 15 per cento la soglia fissata da Venezia.
In compenso il S. Bortolo qualifica la sua etichetta. Il pronto soccorso fa fronte a una domanda che ormai sfiora una media di 300 visite al giorno. Crescono (più di 24 mila in 12 mesi) gli interventi chirurgici (anche se carenze di personale e deficit di cassa impediscono un maggiore utilizzo delle sale operatorie). Crescono pure le prestazioni ambulatoriali. Sono state oltre 3 milioni e mezzo, il 2,5 per cento in più rispetto al 2008. E si mantiene a buon livello il lavoro di screening del dipartimento prevenzione: 97 mila inviti, 82 mila utenti, 45 mila 200 esami effettuati.
Fra gli investimenti 2009 (si sono spesi 14 milioni per immobili e 7 milioni per attrezzature) Alessandri cita la nuova mensa del S. Bortolo (che sarà accessibile anche al pubblico), il secondo cyberknife (Vicenza è l'unica al mondo ad averne due), i lavori in fase avanzata del nuovo poliambulatorio ortopedico e del seminario, in attesa dei 20 milioni che l'assessore regionale Sandro Sandri è riuscito a farsi dare dal ministero della salute. Serviranno per rifare sale operatorie, rianimazione, Ucic, e completare pronto soccorso e laboratorio.
Franco Pepe
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