Il capostazione si addormenta
vicentini bloccati sul treno
FS ANCORA IN TILT. La disavventura dei passeggeri del Brescia-Venezia che sabato sono rimasti fermi a San Bonifacio. Un regionale da Verona preso d'assalto perché altri convogli erano in ritardo. Ma il semaforo resta rosso per 40 minuti...
Vicenza. Non bastava l'incubo del ghiaccio che ha mandato in tilt la circolazione ferroviaria. Ci voleva anche il sonno profondo del capostazione di San Bonifacio che, addormentatosi alla scrivania a coltivare il sonno del fannullone (si può dire?), ha lasciato per quaranta minuti il treno regionale Brescia-Venezia fermo senza l'ok per entrare nella stazione veronese a causa del semaforo rosso.
Solo l'intervento dei carabinieri, che gli hanno dato la sveglia, ha consentito al convoglio carico di vicentini di approdare, finalmente, a Vicenza intorno a mezzanotte di sabato, con solo 65 minuti di ritardo. Come spesso accade di questi tempi gli utenti hanno manifestato riprovazione per l'efficienza delle Fs.
È successo in una giornata prefestiva per la circolazione ferroviaria non solo italiana a causa del gelo siberiano.
Il treno regionale che avrebbe dovuto partire dalla città scaligera alle 22.18 proveniente dalla Leonessa si è messo in moto con soli 12 minuti. Niente, considerando i ritardi degli altri treni. Anche per questo è stato preso d'assalto dagli utenti diretti non solo a Vicenza, Padova e Venezia che altrimenti avrebbero dovuto salire su un eurocity in ritardo.
«Il treno era pieno all'inverosimile - racconta Alessandra, 21 anni, studentessa universitaria dell'Alto Vicentino - Quando siamo saliti, pur avendo il biglietto dell'intercity dapprima siamo stati sloggiati dall'ultimo vagone perché hanno spiegato che c'erano problemi. Ricordo che c'era anche una folta comitiva che rientrava dall'India ed era molto stanca».
«Quando siamo finalmente partiti - riassume la studentessa - pensavamo che il più fosse fatto, invece doveva essere ancora servita la ciliegina».
Infatti, la sorpresa è giunta all'ingresso di San Bonifacio, quando il macchinista del regionale ha dovuto frenare perché il semaforo era rigorosamente, e inspiegabilmente, rosso. E tale è rimato minuto dopo minuto, mentre il conducente dal treno tentava inutilmente di mettersi in contatto con la stazione e i passeggeri cominciavano a chiedere spiegazioni perché non si giustificava un simile ritardo.
Che cosa poteva essere successo? Tra l'altro, come qualcuno ha iniziato a temere, non era perché il convoglio ne doveva lasciar passare un altro fornito di precedenza.
Infatti, non è passato più alcun treno.
Il convoglio è rimasto fermo per più di 40' all'ingresso di San Bonifacio prima di rimettersi in movimento. In stazione è stata annunciata la lieta novella. Alcuni passeggeri sono scesi vedendo i carabinieri e sono stati informati che la causa del ritardo era da attribuire al dipendente che si era addormentato.
Quando la notizia si è diffusa c'è stato un boato di ilarità contagiosa a riscaldare un viaggio che ha accumulato un ritardo quasi doppio della percorrenza teorica tra Verona e Vicenza che è di 36'.
C'è bisogno di aggiungere altro sul momento buio delle Fs?
Inevitabile che scatti il procedimento disciplinare a carico del ferroviere in debito di sonno.
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1 marinocavaggion 22/12/2009 01:32 7 commenti
lavorasse per un'azienda privata sarebbe gia' stato licenziato