Croce in Comune, la contestazione è online
IL CASO. Aperta una petizione via web. «No alla strumentalizzazione di un simbolo soltanto religioso»
Montecchio. Una petizione via web per dire no al crocefisso sul piazzale del municipio di Montecchio. L'iniziativa della giunta di Milena Cecchetto di posizionare una croce all'ingresso del comune, in risposta alla decisione della Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo che impone di togliere il crocefisso dalle aule scolastiche, non è stata ben accolta da tutti i cittadini castellani.
È nata così l'idea di far girare in Internet (http://www.ipetitions.com/petition/togliamo_la_croce/) una raccolta di firme per convincere il sindaco Cecchetto a rimuovere la croce. Fino ad oggi sono 32 quelle raccolte.
«La petizione è una reazione alla strumentalizzazione politica di un simbolo religioso - afferma Giulia Gonella, castellana, ideatrice della petizione - penso che un segnale vada dato. Anche se non ha nessun potere esecutivo questa petizione ha lo scopo di far sentire la voce di chi non è d'accordo. Il fine è quello di sensibilizzare la giunta, perchè sia l'amministrazione di tutti e non di una parte della popolazione. Se la petizione on-line acquisirà una forza consistente, farà seguito una richiesta formale al sindaco di togliere il crocefisso dal municipio».
Dal sito "ipetitions" si accede anche alla lettura di alcune lettere di montecchiani contrariati dalla decisione della giunta Cecchetto. In primis, quella del parroco di Sant'Urbano e Santissima Trinità, don Stefano Manni che scrive: «Prima di manifestare pubblicamente i nostri valori cristiani piantando croci, cerchiamo di viverli questi valori, magari accogliendo un po' di più quelle persone che sono costrette a lasciare le proprie terre. Non dobbiamo dimenticare che sono poche le nostre famiglie che non hanno avuto, anche in un recente passato, parenti e amici emigrati all'estero».
Continua don Manni: «Come cristiani praticanti dobbiamo far sentire la nostra voce di disappunto quando la croce, segno distintivo della nostra appartenenza a Cristo, viene usata in maniera polemica contro le persone. Così non rappresenta più il patibolo sul quale è morto il Signore, ma solo due pali di legno messi insieme, come mi sembrano essere quelli posti fuori del nostro municipio».
CI.CE.
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1 nikcos 24/11/2009 16:57 3 commenti
Sindaco Cecchetto, dovevi metterla più grande la croce perchè qui siamo in Italia e non nel deserto del Sahara