Ecco come sarà il Vicenza di Filippi
«Io, presidente di una squadra ambiziosa»
Parla per la prima volta il prossimo socio: ecco che cosa ha in mente. «L'accordo? Stiamo salendo un gradino alla volta. A gennaio compio gli anni e vorrei farmi un regalo. Entro per avere la maggioranza e fare il presidente»
Vicenza. Senatore Alberto Filippi, allora ha avuto il resoconto dal suo commercialista sui numeri del Vicenza Calcio?
«Come da tabellina di marcia il dott. Catanzaro, appunto mio commercialista, oggi (ieri per chi legge) mi ha fatto avere una prima serie di informazioni, diciamo che si è salito il primo gradino, ma che la scala è lunga, certo se mai si comincia mai si arriva».
Lei si è dato una scadenza entro la quale vuole chiudere la trattativa?
«È più giusto dire che ce la siamo data, cioè io e il presidente Cassingena; perchè ci sta che una trattativa così complessa possa avere un ritardo di qualche settimana, vogliamo chiamarlo mese accademico? Di più no, non credo che lui lo tollererebbe e io da parte mia non lo troverei serio».
Restiamo alla metafora dei gradini, a che punto siamo di questa ipotetica scala?
«Gliel'ho detto, abbiamo fatto il primo scalino, adesso so che è stato organizzato un ulteriore incontro tra l'avv. Polato e il mio commercialista per la fine di questa settimana, massimo inizio della prossima. Io non potrò esserci, ma questo è relativo, l'importante è procedere».
Scusi, ma perchè lei ad un certo punto ha deciso di entrare nel calcio?
«Perchè, diciamo così, nel biberon tutti troviamo il latte ma anche ciò che respira la famiglia e io ho da subito respirato chimica per la professione di mio papà Carlo e calcio perchè mio zio è Mario Maraschi. Ricordo ancora quando con papà, tifoso biancorosso, venivo allo stadio a vedere il Vicenza di Paolo Rossi».
Ma perchè adesso?
«Beh ho solo 43 anni e mi pare di aver già fatto davvero tante cose, sono laureato in economia e commercio a Venezia, subito dopo sono entrato in azienda e grazie alla grande scuola di papà Carlo sono riuscito a diventare un bravo manager, almeno così dicono. A 25 anni mi sono avvicinato alla Lega, a nemmeno 40 ne ero già un deputato e a 41 un senatore! Anzi, al solo elencarle queste cose mi stupisco pure io».
Lei è stato chiaro da subito e parlando del suo interesse per il Vicenza ha detto: o entro per avere la maggioranza o non se ne fa niente.
«È una delle condizioni che ho posto da subito, anche questo è uno scalino da superare perchè c'è una clausola ancora inerente al contratto di acquisto dagli inglesi che oggi lo impedisce; l'acquisizione della maggioranza delle quote del Vicenza Calcio io posso farla solo a partire dal primo luglio 2010. Dunque bisogna che l'attuale proprietà trovi una soluzione al problema, ma non penso possa essere questo il motivo capace di far naufragare la trattativa».
Non per nulla infatti si è parlato di una sua entrata intanto con un 40 per cento di quote, per poi appunto arrivare alla maggioranza a luglio.
«Sì, però bisogna essere chiari, così io dovrei fare per alcuni mesi il copilota ed invece se entro voglio guidarla io la macchina, certo per qualche mese posso pure temporeggiare, ma con precisi impegni, da subito, da parte dell'attuale proprietà».
Va bene e se si trova la soluzione a questo problema quando potrebbe entrare in società rilevando almeno il 40 per cento delle quote?
Facciamo così: io a gennaio compio gli anni e non mi dispiacerebbe farmi un bel regalo».
Entra da solo o con altri soci?
«Io parlo esclusivamente per me e la mia famiglia, poi è ovvio: se qualcuno ha a cuore il Vicenza e pensa di dare il suo apporto è ben accetto, fermo restando che "la macchina" la guido io».
Se lei entra con il 40 per cento delle quote entro gennaio, al mercato di riparazione ci si potrà muovere con più possibilità economiche?
«Io voglio essere serio e dunque trovo giusto dire come guiderò la macchina quando ne avrò io in mano il volante. Però è vero che la cosa che più mi preme è il tifoso, anzi le dirò di più, per me il tifoso va trattato con i guanti bianchi, così come è giusto che sappia sempre la verità e sia coinvolto».
D'accordo, ma se entra ci sarà una maggiore disponibilità economica?
«È chiaro che il mio sarà un apporto concreto, però non dipende da me quando e come potrà avvenire, dipende invece dal procedere della trattativa e anche da quale margine di movimenti avrò all'interno di contratti già esistenti che in questo momento devo subire in silenzio».
Mettiamo vada tutto bene, si è fissato un obiettivo?
«Ovvio, per restare alla famosa scala: al primo pianerottolo c'è la mia entrata nella società da protagonista, al secondo quello di migliorare la squadra, al terzo quello di poter arrivare a traguardi importanti, che per me significa progredire. Per capirci: se oggi sono a 10 domani devo essere a 11 e così via. Poi è ovvio nel calcio ci sono mille componenti diverse, come dicono quelli che se ne intendono la palla è rotonda; però per me non devono mai mancare impegno, serietà e trasparenza».
Assetto societario. Sempre ammettendo che tutto vada per il meglio, pare scontato che lei sarà il nuovo presidente del Vicenza Calcio.
«Se tutto andrà come deve, sarà così».
A quel punto si parla anche della nomina dell'attuale presidente Cassingena a presidente onorario.
«Cassingena ha avuto il grande merito di riportare a Vicenza, dopo anni, la proprietà della società biancorossa e questo gli deve essere riconosciuto con un segno tangibile».
Senatore, siamo alle battute finali: che ne dice di parlare di calcio giocato? Che ne pensa di questo inizio di campionato del Vicenza?
«Che a volte ha saputo entusiasmare, come nell'ultima gara giocata al Menti contro il Frosinone, però è anche vero che in altre occasioni ha deluso e ha dato amarezza. Però io credo che la cosa importante sia una: la società e gli attori in campo, cioè i giocatori, devono sempre dimostrare con i fatti di saper ripagare l'affetto dei tifosi».
Ha visto qualche partita?
«Sì, purtroppo spesso in televisione, visti i miei impegni politici a Roma».
E come trova questa squadra?
«Preferisco dire come piacerebbe a me, penso che dovrebbe essere rinforzata in ogni settore».
Però...
«Ma non è mica una critica, anzi è un auspicio per il futuro, gliel'ho detto anche prima: per me è fondamentale migliorarsi sempre, progredire, dunque è giusto puntare a rafforzarsi».
Di lui si parla ormai da un paio di mesi in vista del suo sempre più probabile ingresso nel Vicenza. Ma lui finora non aveva mai parlato, qualche breve dichiarazione per confermare le prime indiscrezioni e nulla di più.
Questa volta invece, e per la prima volta, Alberto Filippi ha accettato di rispondere a tutte le nostre domande che sono poi quelle che si pongono in questi giorni anche i tifosi e ha svelato programma e ambizioni.
