Addio a Petra, morta a 17 anni
QUINTO. Due anni fa aveva scoperto che la sua vita era minata da una grave malattia ma ha lottato fino alla fine. La studentessa del Fogazzaro di origine croata, deceduta domenica al S. Bortolo, era arrivata in Italia con la famiglia all’età di 4 anni
Quinto. Petra era speciale. In modo speciale è venuta al mondo, 17 anni fa, nel pieno del conflitto nell'ex Jugoslavia, un batuffolo di tenerezza e amore tra le bombe. E altrettanto in modo speciale, col sorriso sulle labbra, nonostante la drammatica malattia, se n'è andata domenica.Mamma Renata e papà Damir Kukic, il fratello Marko, 19 anni, i vicini di casa in via Muttuna a Quinto, i compagni di scuola trovano un solo termine per descrivere Petra: speciale. «Voleva bene a tutti - ricorda commosso il papà - s'interessava degli altri. Da grande voleva fare la giornalista e combattere le ingiustizie. Ma per farlo voleva studiare: una laurea, andare all'estero per capire meglio il mondo. Petra amava studiare, era intelligente. Riusciva a leggere fino a 300 libri in un anno».
Ma Petra non era solo brava a scuola. Aveva un grande cuore. Racconta ancora il papà: «Due anni fa, prima di ammalarsi, Petra aveva iniziato a fare volontariato, qui a Quinto, con i diversamente abili. Amava stare con i bambini e aiutare chi sta nel bisogno». E poi le sue passioni: la musica e la danza. Aveva trovato nella ginnastica ritmica, che ha svolto per parecchi anni, la giusta dimensione per esprimere la vitalità e l'energia che le appartenevano.
Petra aveva nel cuore la sua Vicenza, ci viveva da quando aveva quattro anni. Poi le elementari, le medie all'Anconetta e il salto alle superiori: all'istituto Fogazzaro. Ma lei si sentiva cittadina del mondo e adorava viaggiare. Come l'entusiasmava la scoperta della geografia dell'anima. Era attenta agli umori degli amici e cercava sempre di aiutare, con un gesto, una parola, un sms.
Petra, quel concentrato di amore e bellezza nato tra le bombe, ha dovuto ben presto affrontare un'altra guerra. Quella contro una malattia che non le ha lasciato scampo. Ma la sua è stata una vittoria. Ha dimostrato che la vita va affrontata col sorriso anche quando è dura. Che non va sprecata, neppure un attimo. E adesso Petra continua a splendere, in modo speciale anzi di più. dal cielo. L'arrivederci oggi alle 10 dall'ospedale di Vicenza e alle 10.30 al cimitero di Quinto.
Cristina Giacomuzzo
