«Travolse e uccise automobilista
sotto l'effetto di alcol e droga»

IL CASO. La procura ha chiesto il rinvio a giudizio dell'automobilista coinvolto nella tragedia sulla Pasubio in marzo. La difesa sostiene che la collisione fu causata dalla brusca fermata dell'auto che precedeva quella dell'imputato. Il pm, però, replica che andava forte sotto la pioggia
16/11/2009
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La Fiat Uno condotta da Antoniazzi andata distrutta nell’impatto con la Golf dell’investitore. COLORFOTO

Vicenza. Non solo guidava ubriaco, poiché risultò positivo con un'alcolemia di 2,71 grammi per litro - oltre cinque volte superiore al limite di 0,5 -, ma sarebbe stato anche sotto l'effetto della droga. In particolare i cannabinoidi. Inoltre, viaggiava a una velocità sostenuta per le condizioni atmosferiche, pioveva, e invase la corsia opposta provocando la tragedia.
Sono le accuse contro l'automobilista Francesco Vassallo, 30 anni, residente in città in via Dandolo 3, difeso dall'avv. Francesco Rucco, per il quale il pm Claudia Dal Martello ha chiesto il rinvio a giudizio per l'omicidio colposo dell'automobilista Umberto Antoniazzi di 71 anni, di Isola Vicentina, morto il 28 marzo scorso.
Il gup Stefano Furlani ha fissato l'inizio della fase processuale il 14 gennaio di una straziante vicenda per la quale, in virtù della recente legislazione che ha inasprito le pene per chi guida sotto l'effetto di alcol e droga e provoca incidenti mortali, Vassallo rischia molto. La pena base infatti è di 3 anni di reclusione fino a un massimo di 10.
L'automobilista alla guida di una Golf viaggiando lungo strada Pasubio con direzione l'incrocio dell'Albera, giunto all'incrocio con via Beregane avrebbe invaso la corsia opposta, oltrepassando lo spartitraffico centrale, investendo la Fiat Punto guidata da Antoniazzi.
Quella serata pioveva a dirotto. Vassallo dopo avere centrato la Punto, aveva urtato anche la Audi A4 guidata da Roberto Alessi, che aveva a fianco la moglie Maria Bellotto, mentre sul sedile posteriore sedevano i due figli. Tutta la famiglia rimase ferita, sebbene in maniera non grave.
Dall'inchieste è emersa una diversa valutazione dei consulenti sulle modalità della tragedia.
Nel senso che mentre l'ing. Crescioli, tecnico della procura, stima che Vassallo a causa della velocità non moderata per la pioggia e le sue condizioni psicofisiche alterate da alcol e droga quando si trovò davanti una macchina praticamente ferma per non tamponarla deviò il tragitto invadendo la corsia opposta nel momento in cui sopraggiungeva lo sfortunato Antoniazzi, il consulente dell'imputato Mattiello afferma che l'evento fu inevitabile.
Cioè, indipendentemente dalle condizioni dell'automobilista, la macchina che aveva ostruito il transito alla Golf di Vassallo si era fermata all'improvviso rendendo istintivo, dunque inevitabile, lo scarto della marcia da parte dell'imputato che andò a sbattere contro la Punto del povero Antoniazzi, uccidendolo.
Alla luce di questa differente ricostruzione della disgrazia non è escluso che la difesa, pur partendo dal dato oggettivo che Vassallo guidava in condizioni alterate, decida di affrontare la prova dell'aula per provare l'innocenza per l'omicidio colposo.

Ivano Tolettini

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1a.rigolon - 16/11/2009 15:40

MA QUESTI AVVOCATI NON SI VERGOGNANO DI DIFENDERE CERTI DELINQUENTI? LA COSCENZA DOV'E'?GUIDARE UBRIACO FRADICIO, E FATTO PURE, UCCIDENDO UNA PERSONA E' UN CRIMINE CHE MERITA BEN PIU' DI 10 ANNI, ALTRO CHE OMICIDIO COLPOSO!!!

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