Basi Usa e l'esperienza de La Maddalena
«Avrete solo danni e spese in più»
Vicenza. Quando nel 1972 l'allora presidente del consiglio Giulio Andreotti prese accordi con gli Stati Uniti nessuno venne a saperlo. E tutt'ora i termini di quell'intesa restano un mistero. Di certo il 17 luglio di 37 anni fa l'arcipelago sardo della Maddalena, dove il cielo si confonde con il mare, ospitò per la prima volta, in piena guerra fredda, le flotte della Marina militare americana.
Arrivarono i sottomarini a propulsione nucleare e con essi decenni di polemiche, timori, rischi. «Vicenza non ha bisogno di una base militare, come non ne aveva bisogno La Maddalena. Per noi è stata una vigliaccata, siamo stati sacrificati alle esigenze dello Stato perché il nostro territorio non era posto da sommergibili, come Vicenza non è posto da base».
Pasqualino Serra, 81 anni, moroteo, è stato sindaco de La Maddalena dal 1993 al 1997. Per la causa si autosospese pure dal partito, unico democristiano quando sedeva in consiglio provinciale (dal 1960 al 1975) contrario: «Volevo avere le mani libere».
Sabato alle 17.30 sarà ospite del Coordinamento dei comitati e porterà la sua testimonianza al Teatro comunale di Vicenza. A Giancarlo Albera ha detto: «Prima di morire voglio venire a Vicenza a raccontarvi come si vive accanto ad una base e quali sono stati gli effetti di oltre 30 anni di servitù militare». La base americana a La Maddalena fu chiusa il 29 febbraio 2008.
Pasqualino Serra, qual è stata la sua esperienza?
Sono sempre stato contrario, fin dal 1972 l'ho definita una gran vigliaccata: non eravamo il posto per una base e siamo stati trattati in modo indegno. L'economia militare ha bloccato lo sviluppo del nostro territorio e seminato dubbi, pericoli, insicurezza. C'era addirittura un regolamento della Prefettura che stabiliva che in caso d'incidente entro due ore la gente doveva raggiungere il centro di Arzachena per essere al sicuro. Una cosa impensabile che avrebbe visto 11 mila persone prendere d'assalto i traghetti.
Quali le sue azioni da sindaco?
Mi sono opposto con un comportamento ineccepibile: ho sospeso il conferimento dei rifiuti degli americani nella discarica, ho tolto l'acqua alla base militare. Non ritenevo giusto il principio che gli americani fossero arrivati a La Maddalena usufruendo di luce pubblica, strade, parcheggi, ordine pubblico senza pagarli. Da sindaco ho istituito il Parco nazionale dell'arcipelago che ha messo fuori legge moralmente la base.
Ci saranno stati benefici in 30 anni di servitù militare?
I benefici sono le 150 persone che hanno trovato occupazione in base e i proprietari che hanno affittato a caro prezzo appartamenti alle famiglie degli americani. Tutto qua. Nel 1996 commissionai ad un Istituto di Roma un'indagine sulla valutazione economica dell'impatto della base Usa nell'arcipelago La Maddalena.
Le conclusioni?
A fronte di 10.154 milioni di lire l'anno (valori 1995) di benefici per la collettività maddalenina derivanti direttamente e indirettamente dalla presenza della base americana risultano 11.952 milioni annui di costi sociali che comportano uno squilibrio annuale di 1.798 milioni. In venticinque anni si è cumulato un disavanzo economico di quasi 45 miliardi di lire. Una perdita annuale in valuta corrente di 928 mila euro. Bilancio che ha penalizzato i cittadini dell'arcipelago, dentro cui c'è anche il grave danno all'immagine».
Avete avuto un ministro alla Difesa sardo, Arturo Parisi.
Non me lo faccia ricordare, è uno che ha tradito i sardi, giocava con i soldatini di piombo: non ha fatto nulla per togliere le servitù militari ed è colpevole se siamo in una certa situazione. Basti pensare poi che le aree dovevano essere tutte liberate, ma la Marina italiana ha scoperto che potevano essere ancora servitù militari.
Che similitudini vede tra La Maddalena e Vicenza?
Vicenza resta un obiettivo militare, come lo è diventao La Maddalena: in caso di conflitto il minimo che può cadervi in testa è un missile. Vicenza non ha bisogno di un'economia militare, come non ne avevamo bisogno noi, anzi ha tutto da perdere, è un danno incredibile. Certo, se Annibale fosse alle porte sarebbe giusto coalizzarsi. Ma così no, che ognuno si faccia le basi a casa propria.
Che consiglio si sente di dare al sindaco di Vicenza?
Non ne voglio dare di consigli: rispetto la libertà di ognuno e mi farà solo piacere raccontare la mia esperienza.
Roberta Bassan



1fabio17 - 03/11/2009 20:34
Vergognatevi !!!!!!!!!!!!!!!!Alla Maddalena hanno mandato via i militari e ne parlano male ma vorrebbero la nuova base di Vicenza da loro !!! Svegliatevi fuori ....................... Sacrificati dallo stato cosa??????? Pero' i soldi al tepo vi sono stati comodi Fatemi un piacere nn date aria alla bocca per sparare certe...................................