Il Vicenza non ci sta e fa reclamo
è pronto il dossier su Nasca

IL FATTACCIO. Sulla sconfitta dei biancorossi a Modena hanno pesato decisioni che fanno ipotizzare l’errore tecnico. Dopo la riserva scritta, il club si è rivolto al giudice sportivo per la ripetizione della gara. Nelle argomentazioni lo sbaglio della doppia espulsione e anche i minuti di recupero
02/11/2009
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Vicenza. Più ci pensano in casa biancorossa e più è indigeribile la direzione arbitrale di Luigi Nasca a Modena. E così il legale della società biancorossa, l'avvocato Andrea Fabris, si è subito messo al lavoro per dare seguito all'intenzione preannunciata già sabato dal presidente Sergio Cassingena.
E così dopo la riserva scritta presentata all'arbitro nell'immediato dopogara dal vicepresidente Gian Luigi Polato, ieri l'avvocato Fabris ha dato comunicazione alla segreteria del Giudice sportivo preannunciando l'arrivo del reclamo ufficiale da parte del Vicenza e chiedendo allo stesso tempo di acquisire copia degli atti ufficiali relativi alla gara.
«L'effetto - spiega il legale - sarà intanto la sospensione dell'omologazione del risultato da parte del giudice, che è obbligato in tal senso quando c'è il preavviso di un reclamo. Poi avremo tempo fino a mercoledì sera per presentare le nostre motivazioni».
Il reclamo del Vicenza conterrà la richiesta della ripetizione della gara, sulla base di una serie di considerazioni che la società biancorossa svilupperà anche con l'ausilio di documenti televisivi.
«Il signor Nasca non era nelle condizioni psicofisiche richieste per dirigere la partita - ha argomentato dall'inizio il presidente Cassingena - e ciò è stato reso evidente in particolare nelle decisioni che ha adottato dopo la convalida del gol di Tamburini, segnato con Braiati a terra per un colpo ricevuto in viso da un avversario, non punito come avrebbe dovuto essere».
E dunque lo stato di disagio dimostrato dall'arbitro, secondo i biancorossi, nel corso della gara resta un caposaldo del ricorso, in cui si sosterrà che l'andamento della partita non è stato regolare. Secondo il Vicenza la delicata situazione psicologica di Nasca lo avrebbe mandato in palese confusione, come nel caso di Ferri, due volte espulso e due volte richiamato in campo prima che l'arbitro si rendesse conto di averlo ammonito una sola volta e non due come pensava.
Ma tra gli elementi in causa ci sono anche i minuti di recupero alla fine del secondo tempo. «Oggettivamente pochi 5 - rileva l'avvocato Fabris - visto che sono stati 5, e al minimo, i minuti di gioco fermo per il caso-Ferri e poi c'erano quelli per le cinque sostituzioni effettuate nella ripresa».
Insomma, c'è anche l'ipotesi (e sarebbe errore tecnico) che non sia stato giocato il tempo regolamentare, ma va detto che in questo caso la discrezionalità concessa all'arbitro è piuttosto ampia. MA. MA.

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