Il fotovoltaico occasione di guadagno per le pmi

TREND. Il Club Energia di Confindustria Vicenza ne ha discusso in un convegno a Palazzo Bonin Longare
Carboniero: «Le aziende possono ammortizzare i costi in 9 anni e ottenere utili per gli altri 11 anni»
19/09/2009
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I pannelli fotovoltaici, un'opportunità per il business delle aziende vicentine

Maria Elena Bonacini
VICENZA
Fotovoltaico ed energie rinnovabili come opportunità per le aziende in un momento di crisi. È quanto emerso dall'incontro organizzato giovedì a Palazzo Bonin Longare dal Club Energia di Confindustria Vicenza, in collaborazione con il Consorzio Energindustria, e intitolato "I contributi per le energie rinnovabili e il risparmio energetico".
L'iniziativa, che rientra in una serie di incontri sul tema, ha visto Marco Pazzaglia, dell'Autorità per l'energia elettrica e il gas, tracciare una panoramica sui contributi per le energie rinnovabili e per il risparmio energetico attualmente vigenti in Italia e sulle possibili prospettive future. Con lui anche Massimo Carboniero, delegato per l'area energia di Confindustria Vicenza, e Franco Maitan, presidente di Energindustria.
In particolare Pazzaglia ha illustrato gli incentivi per la produzione di energie rinnovabili, nelle tre tipologie di "certificati verdi" (Cv), tariffa fissa onnicomprensiva e conto energia. Il primo rappresenta un titolo al portatore conferito ai produttori di energia rinnovabile che ne fanno richiesta al Gestore dei servizi elettrici (Gse), e che deve essere venduto entro due anni ai quei produttori che, pur avendone l'obbligo, non importano o producono almeno il 2 per cento dell'energia totale da fonti rinnovabili.
La tariffa fissa onnicomprensiva, invece, riguarda soprattutto gli impianti piccoli, per i quali è troppo complicata la gestione dei Cv. Si tratta di incentivi a quota fissa che vengono pagati ai produttori per la parte di energia immessa nella rete, con quote differenti a seconda delle fonti utilizzate.
Nel conto energia, invece, a fare la parte del leone è il fotovoltaico, che gode di quote fisse al KWh che variano a seconda delle dimensioni dell'impianto e dell'integrazione o meno con il fabbricato. Le quote restano fisse per 20 anni, con una riduzione del 2 per cento nel 2010.
Per quanto riguarda il risparmio energetico, poi, vige un sistema di certificati bianchi, molto simile a quello dei "verdi". «Lo sfruttamento delle fonti rinnovabili - commenta l'ingegnere - può essere una buona strada per valorizzare l'ambiente e come investimento».
Una visione condivisa da Massimo Carboniero, delegato energia di Confindustria Vicenza. «Parecchie aziende stanno attualmente investendo nel fotovoltaico - afferma - sia per il proprio utilizzo che per la vendita. Delle simulazioni da noi compiute hanno dimostrato che pur avendo 20 anni di contributi dal Gse, le aziende possono ammortizzare il costo dell'impianto in 8 o 9 anni, con il risultato che per i restanti 11 o 12 può averne una fonte di guadagno. In questo momento di difficoltà è quindi un'opportunità da cogliere. Un discorso diverso riguarda coloro che si uniscono in consorzi o società per produrre energia da fonti rinnovabili, che possono fare attività di vendita dell'energia, ma al tempo stesso hanno l'opportunità di vendere i "certificati verdi". L'energia è un campo in cui investire anche perché l'Europa ha stabilito che nel 2020 ogni Stato dovrà produrre almeno il 25% della sua energia da fonti rinnovabili. Nel nostro territorio c'è un forte interesse, come dimostra il fatto che tra presenti e collegate in internet, sono state 150 le imprese che hanno seguito il convegno. Diverse imprese stanno già investendo nel fotovoltaico, che è più semplice e dà incassi certi, ma a chi ha intenzione di installare tali impianti consiglio di farlo entro il 2010: dopo quella data non ci sono certezze sulle tariffe».