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23 agosto 2014

Economia

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23.03.2013

Askoll comincia la nuova Era dell'auto elettrica ELIO MARIONI

RICONVERSIONE INDUSTRIALE. Al lavoro già uno staff di 40 persone
Motorini, bici, e poi minicar che costano 4 mila euro «È un nuovo concetto di mobilità urbana: la gente si sposterà quasi gratis. Cina e Danimarca pronte»

Il prototipo creato dall'istituto Rossi nel 2012 con motore Askoll
Il prototipo creato dall'istituto Rossi nel 2012 con motore Askoll
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La mobilità urbana è la nuova frontiera del gruppo Askoll: minicar, motorini e biciclette elettriche sono il progetto cui uno staff di 40 persone sta lavorando da un anno. «Produrremo in Italia a partire dal prossimo anno, creando qui nuovi posti di lavoro» spiega Elio Marioni, fondatore del gruppo che ha il quartier generale a Dueville. Si avvicina con le foto dei prototipi (per ora segreti) su grandi fogli: «Le persone raggiungeranno il posto di lavoro praticamente gratis, capisce?». E la cosa che colpisce di più è l'entusiasmo che comunica mostrando il nuovo design di minicar e due ruote: «Vede che linea? Sono proprio 'cool' e le auto costeranno 4 mila euro. Una rivoluzione». Nata nel '78 producendo pompe per acquari, la Askoll è oggi un gruppo internazionale con 11 società, 9 stabilimenti, 2700 dipendenti e 320 milioni di fatturato. Si è rapidamente evoluta creando pompe e motori per elettrodomestici: ancora oggi è il 1° terzista al mondo di un settore però in grande crisi. Una riconversione dunque? Sì, l'obiettivo è riconvertire tutte le eccedenze, aggiungendo nuovi posti di lavoro. E in base alle nostre ricerche l'aspetto occupazionale avrà numeri molto importanti. La concorrenza non la considera un problema? Le grandi case sono legate al mondo del petrolio, non hanno convenienza a puntare sulle auto elettriche. Altri ci hanno provato finora, ma fallendo. Servono una ricerca elettronica avanzata, conoscenza dei motori, logistica, uffici acquisti in tutto il mondo, capacità finanziaria. Tanti auguri ai miei concorrenti. Investite 17 milioni l'anno in ricerca, siete un gruppo lean: è questo che farà la differenza? Siamo sicuramente molto flessibili e in ricerca abbiamo investito un'enormità, il 6% del fatturato ogni anno. E poi questo è il futuro. L'idea mi è venuta in Cina quando da un giorno all'altro hanno detto: da oggi con i motorini che inquinano non si circola più. E in Danimarca ho acquirenti già disposti a comprare oggi quello che produrremo. Le potenzialità del mercato sono incalcolabili. Quanto si risparmierà con la vostra auto elettrica? Con l'equivalente del costo di un litro di benzina percorre 185 chilometri e ha 100 km di autonomia. La si guida con il patentino e il bollo costa appena15 euro. Chiamarla minicar è riduttivo, è un nuovo concetto di mobilità urbana. Servirà un nome nuovo, probabilmente la chiamaremo Era. Il suo gruppo era il primo per redditività nel Vicentino, ma la crisi ha pesato. Oggi anche voi avete dipendenti in cassa integrazione, anche se pochi. La crisi per gli elettrodomestici è iniziata ancora nel 2000, orientali e turchi decidono le politiche di prezzo e purtroppo anche noi alla fine abbiamo dovuto applicare la cassa integrazione, in particolare in Piemonte. Lì avete chiuso uno stabilimento dopo l'acquisizione di Emerson. Che dice col senno di poi di quell'operazione? Se non avessimo acquistato Emerson saremmo falliti. È stato doloroso chiudere una fabbrica, ma in Piemonte abbiamo perso un milione di euro al mese per quattro anni. Anche lei ha delocalizzato: Romania, Slovacchia… Inevitabile: sono i 2 mila occupati all'estero che mantengono i 700 in Italia dove resta il “cervello” di Askoll. Qui le aziende sono frenate da politiche insostenibili, e la legge Fornero ha nettamente peggiorato la situazione nel lavoro. E del Nord Est che non esiste più che dice? Che rimane uno dei pochi patrimoni di questo Paese. E che il suo male è stata l'incapacità di reagire a un meccanismo parassita che, nonostante gli imprenditori ne fossero la primaria fonte di sostentamento, li ha ignorati, vilipesi e derisi perché erano i primi ad entrare in azienda e gli ultimi ad uscire la sera. Istituzioni, associazioni di categoria, imprenditori: di chi sono le responsabilità? Di sicuro non degli imprenditori, che sono sempre una ricchezza per il territorio e vanno difesi anche se oggi sono confusi e non sanno dove stanno andando ma ci vanno comunque con tutte le loro forze. L'intraprendenza, anche a fronte di scarsa preparazione, il “non staccare mai la spina” e altro, che si interpreta come un difetto, è parte dello spirito necessario a creare lavoro. Ci sono semmai molte più responsabilità nelle associazioni di categoria che non si sono accorte del distacco che si era creato tra loro e chi rappresentavano, come è accaduto tra operai e sindacati. Ma quando lo dissi candidandomi alla presidenza di Confindustria Vicenza mi consideravano, lo scriva, un rompic.....ni. Si era candidato 6 anni fa. Ci riproverà o si dedicherà solo all'azienda? Lungi da me l'idea, è un capitolo chiuso. Il mio futuro è in azienda. Sa che mi ha detto un capo progetto della Ferrari che è venuto a lavorare con noi? “Sono entusiasta, perché qui lavoro nel futuro”. L'idea di puntare sulla mobilità urbana alla Askoll era in embrione da tempo. La svolta operativa è stata la collaborazione con l'istituto Rossi al progetto One step- Askoll 2012 per la Shell Eco-marathon. Il prototipo montava come propulsore l'elaborazione di un motore Askoll per lavatrice, e ha percorso 5 mila chilometri al costo equivalente di un litro di benzina. Un bell'esempio di come unire il sapere al saper fare sia un valore aggiunto per tutti. C.Z.M.

Cinzia Zuccon Morgani
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